Arianna Nardi (La voce)
Giornalista pubblicista laureata in Lingue, culture e letterature moderne Europee. Pratico e seguo lo sport fin da quando ero bambina, ben prima di realizzare che sarebbe poi diventata la mia professione. Ho iniziato a scrivere all’età di 19 anni intraprendendo collaborazioni con testate sportive e non. Contribuisco alla realizzazione della trasmissione settimanale “Tennis Rewiew” in onda su Canale 8 Campania. Amo il tennis, la Formula 1 ed il calcio (quello inglese). Fra le mie passioni trovano spazio anche il videomaking, la fotografia e la moda. Il mio motto? “Nulla è impossibile per colui che osa”.
È il giornalista più poliedrico del panorama nazionale. Oltre a 7 Olimpiadi, 6 Mondiali e 15 Europei di pallavolo, e 139 test match di rugby, ha seguito oltre 20 Mondiali ed altrettanti Europei di ginnastica, judo, hockey, ghiaccio, pallamano, pesi, tiro.
Nato a Torino il 20 febbraio 1941. Non ancora ventenne diventa collaboratore dalla sua città per La Gazzetta dello Sport. Assunto da La Stampa, inizia con atletica, nuoto e calcio minore. Dagli anni 70 inviato per tutti gli sport del motore (Formula 1, F2, Rally, Mondiale Sport Prototipi. D'inverno si occupa anche delle Coppe del Mondo di sci alpino e di fondo. Ha seguito olimpiadi estive e invernali e più di 500 Gran Premi. Collaboratore di riviste internazionali, ha scritto alcuni libri e ancora oggi lavora per importanti quotidiani.
Inviato in 12 Olimpiadi, 27 Giri d'Italia e 3 Tour, più svariati campionati del mondo: 5 di calcio, 4 di atletica, 10 di nuoto, 11 di sci, 9 di ciclismo, 2 di scherma, 1 di ginnastica. È stato testimone anche della Caduta del Muro.
Giornalista professionista, è laureata in Lingue e letterature straniere moderne e si divide felicemente tra sport e musica (con qualche incursione nella moda, dove tutto è cominciato). Le interviste, che esplorano le persone dietro ai personaggi, sono il suo pane quotidiano.
Per 40 anni al Corriere dello Sport. Inviato in 10 Olimpiadi, ha seguito 150 mondiali di boxe, 12 mondiali di nuoto, decine di Slam di tennis, un mondiale di calcio e altro ancora. Per due anni telecronista di Stream. Ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport e per tre volte il Premio Coni. Ha scritto 21 libri.
Enzo D'Orsi
Classe 1953, ha seguito la Juventus per 21 stagioni per il Corriere dello Sport. Dal 1979 al 2000. Quattro Mondiali e cinque Europei da inviato. Più di 250 partite di coppe europee. Migliaia tra tutti i campionati. Ha lavorato anche a Paese Sera e Leggo, oltre ad una parentesi al settimanale Rigore. Ha collaborato con numerosi giornali stranieri, in particolare L'Equipe e France football.
Simpatizza per il Manchester United dai tempi di Bobby Charlton, il suo primo idolo. E' convinto che sia Alfredo Di Stefano, e non Pelè né Maradona, il miglior calciatore di tutti i tempi. Adora il calcio inglese, l'Umbria e Parigi, non sempre in questo ordine. Sposato con Maria Paola, medico. Tre figli, quattro nipoti. Fin da bambino voleva fare solo il giornalista: anche per questo si considera fortunatissimo.
Due libri per Edizioni inContropiede: “Gli undici giorni del Trap” (2018) e “Non era champagne” (2019). Un terzo in arrivo in autunno, “Michel et Zibi”, la storia della grande, lunga amicizia tra Michel Platini e Zbigniew Boniek. Non ama i social, ad eccezione di Twitter: @Edorsi53.
Per 31 anni alla Gazzetta dello Sport, esperto di alpinismo e avventura, di sport olimpici ed in particolare di Pallavolo.
Nata a Ravenna ha seguito tre Olimpiadi, un Mondiale e un Europeo di calcio, 5 finali di Coppa Davis, e il ciclismo a partire dal 1998. Ha lavorato a Stadio 26 anni, poi ha deciso di diventare freelance, perché non è detto che si debba fare per forza il contrario. Con Giorgio Burreddu ha pubblicato tre libri e sta scrivendo il quarto.
Ho iniziato a praticare sport a cinque anni e solo quattordici primavere più tardi ho capito che sarebbe stato meglio scriverne o parlarne. Conduco un programma radiofonico su CiaoComo Radio, ho scritto un libro e collaboro con GazzaNet. La filosofia mi ha sedotto e conquistato, ma è un amore platonico. Il tennis è mia moglie, il golf l’amante; per questo ne scrivo dopo le 23.
(La Firma)
Inviato a 6 Olimpiadi, 7 mondiali e 15 europei basket, oltre 200 partite dello sport che è il suo grande amore ed ha caratterizzato la sua carriera, 35 final four, finali italiano del 1978. Esperto anche di sport americani, dal football al baseball.
Una vita tra numeri, statistiche, campioni e imprese memorabili. L'amore più grande il tennis con cui ha collezionato la presenza in 53 tornei del Grande Slam a partire del Roland Garros 1989. Ha collaborato a pubblicazioni e libri di tennis.
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