Torniamo per un momento all’estate scorsa, la Roma ha annunciato l’approdo di Gian Piero Gasperini nella Capitale, una scelta, almeno inizialmente, non priva di polemiche. Ancor prima dell’ufficialità, una fetta della tifoseria giallorossa aveva espresso il proprio astio verso il tecnico piemontese, “Rispettate la nostra storia, non portate quella m***a di Gasperini a Trigoria!”.
Se dal punto di vista professionale veniva vista dai più come la miglior scelta possibile, era il lato umano e caratteriale dell’allenatore a suscitare più di qualche dubbio, proprio a causa della forte personalità del Gasp inserita nel caldo ambiente romano, una miscela potenzialmente esplosiva data anche l’antipatia pregressa verso di lui di buona parte
dei romanisti, a cui non sono mai andate giù alcune dichiarazioni del suo passato all’Atalanta.
La società si è affidata a Claudio Ranieri e insieme hanno convinto l’ex allenatore della Dea a sposare questo ambizioso progetto, con l’obiettivo di riportare in alto la Roma dandole un’identità ben precisa, che manca da tempo. Superata ormai la metà della stagione, si può dire che è il tecnico di Grugliasco l’uomo giusto per guidare la squadra, in virtù degli ottimi risultati ottenuti, figli di un vero e proprio “solco” tracciato finora dal mister e seguito in tutto e per tutto dai giocatori. Gasperini si è poggiato sulla solidissima base creata da Ranieri nella seconda parte della scorsa stagione e su quella ha lavorato, alzando nettamente il baricentro della squadra e puntando tutto sul suo marchio di fabbrica, il pressing uomo su uomo a tutto campo: un azzardo che sta ripagando.
La Roma è insieme al Como la formazione che pressa di più e crea più occasioni da recuperi alti, mantenendo numeri difensivi straordinari: con soli 13 gol subiti in 22 partite è la miglior difesa nei top 5 campionati europei, anche grazie ad un fuoriclasse fra i pali come Mile Svilar. A fronte di una difesa quasi impeccabile, c’è un attacco che ancora fatica a decollare nonostante la notevole produzione in termini di occasioni. Nel mercato di gennaio il reparto offensivo è stato rinforzato sensibilmente dopo le richieste insistenti del Gasp: il già affermato Malen e il giovane Robinio Vaz si stanno già dimostrando più validi di un Dovbyk evanescente e un Ferguson spesso impreciso, e cercheranno di aumentare la concretezza sotto porta dei giallorossi, l’ultimo vero tassello mancante.
Sì perché la Roma è già un gruppo forte, e sta riuscendo ad ampliare il “nucleo solido” (così lo chiama proprio il tecnico) della scorsa annata con nuovi interpreti plasmati da Gasperini fedelmente alla sua idea di calcio: emblematico il caso di Ghilardi, un difensore arrivato a fari spenti e per pochi milioni, che è cresciuto moltissimo entrando nel giro dei titolari e offrendo ottime prestazioni come quella con il Milan di domenica scorsa, in una sfida che ha certificato il
miglioramento dei giallorossi sotto molti punti di vista.
D’altronde, la specialità del Gasp è proprio quella di valorizzare la rosa aumentandone il valore economico, le valutazioni di Svilar,Wesley,Koné e Soulé su tutti sono aumentate di 5-10 milioni, aspetto da non sottovalutare vista la prossima sessione estiva di mercato condizionata dai paletti del fair-play finanziario, in cui comunque la proprietà cercherà di accontentare l’allenatore per poter puntare sempre più in alto nelle stagioni a venire. L’obiettivo è sempre il quarto posto, ma se la squadra dovesse migliorare negli scontri diretti allora sì che potrà impensierire i piani più alti di questo campionato e lottare anche per qualcosa in più.
Tirando le somme, Gasperini si è certamente rivelato l’allenatore giusto per questa Roma, e tutti i dubbi di ambientamento difficile nella Capitale sono stati spazzati via dal campo, dove il lavoro del tecnico è tangibile e potrà portare ai tifosi grandi soddisfazioni.
Marco Ciocchetti
