Tutte le strade conducono a Roma. Anche nel tennis, soprattutto ora che gli Internazionali d’Italia, al via il 6 maggio, sono diventati davvero un super Masters 1000 e si avvicinano un po’ di più agli Slam. Perciò, proprio come gli Australian Open e gli US Open, il torneo del Foro ha un suo circuito preparatorio che confluisce nel massimo appuntamento tricolore. Anzi, ne ha addirittura due: col portentoso canale Challenger, che fa capo nel Sardegna Open di Cagliari, da martedì a domenica, e la conclusione delle pre-qualificazioni degli Internazionali. Nel segno di un modello Italia che non è solo Sinner e gli altri azzurri protagonisti sui massimi tornei pro, ma anche capacità di organizzazione e qualità e conoscenza tecnica dei maestri.
PALESTRA E SFIDE
Quest’anno in Italia sono in calendario 22 puntate Challenger, il circuito di tornei che sta un gradino sotto all’ATP Tour. Nel 2000, quand’è cominciata la rivoluzione capeggiata dalla Federazione con a capo Angelo Binaghi, erano appena 8. Del resto la FITP ha programmato la rinascita investendo capillarmente sul territorio, supportando i circoli anche nell’ospitare questi eventi: oggi non solo con oltre 10 milioni di euro, ma anche con strutture, forniture, tecnici, collaborazioni ad ampio raggio, assicurandosi wild card da riservare ai giovani azzurri più interessanti e un controllo del territorio utile a tutti. Questa catena di appuntamenti garantisce agli aspiranti stregoni una palestra qualificata e a basso prezzo, non dovendosi spostare dal paese. Così come permette ai più anziani di finanziasi l’attività internazionale e di livello superiore. Garantendo inoltre una frequentazione costate e serrata, e quindi scambi e confronti in un ambiente un tempo frazionato e litigioso e oggi, invece, fortemente coeso. Con un travaso continuo di ex giocatori che diventano maestri.
TENNIS OVUNQUE
Cagliari, torneo privilegiato dalla data, dal montepremi di 175.000 dollari, e unico super Challenger italiano dei 6 mondiali, che si disputa al Tennis Club di Monte Urpinu, ha fra gli iscritti anche Cobolli, Darderi e Berrettini. E’ la punta dell’iceberg-Challenger che vanta 7 prove “125” e tocca tutta la penisola: da Olbia a Napoli, da Genova a Monza, da Parma a Cesenatico, Cervia e Cattolica, da Perugia a San Marino. Con i tornei ITF (già Future) che incalzano come quelli al femminile W125, per poi scalare di montepremi.
TENNIS PER TUTTI
Dopo aver sfondato a scuola col progetto “Racchette in classe” ed aver varato il progetto che invaderà gli oratori portando gratuitamente i ragazzi nei circoli, il tennis nostrano festeggia il successo delle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia. E’ un circuito vastissimo che accompagna decine di migliaia di giocatori per un anno intero, su tutto il territorio nazionale. Partendo dai TPRA, il livello amatoriale, con oltre 40.000 partecipanti in più di 2600 tappe, transitando per i circa 9000 giocatori di quarta categoria, della fase provinciale in 114 tornei nella stagione 2025-2026, proseguendo con le selezioni regionali e con gli eventi organizzati direttamente al Foro Italico, con 6000 atleti. Una selezione strutturata, piramidale, che dà spazio alle possibilità e ai sogni di tutti. Per arrivare, fra tutte le fasi, a 56.000 partecipanti, da cui emergono i migliori 19 giocatori e le migliori 19 giocatrici della classifica a punti calcolata sui migliori 8 risultati, che ottengono l’accesso diretto alla fase finale a Roma. I vincitori dell’ultimo livello ottengono una wild-card per il tabellone principale o per le qualificazioni degli Internazionali. Un flusso enorme, continuo, di giocatori e di partite. Un ciclo che riparte subito dopo il mega torneo del Foro Italico, anzi, addirittura, prima: infatti, mentre gli Internazionali 2026 non sono ancora cominciati, quelli 2027, per quanto riguarda le pre-qualificazioni, sono già partiti.
- Articolo apparso sul Il Messaggero il 27 aprile 2026
