Quando d’ora in poi si dirà “avere la pelle d’oca” si porterà come esempio l’ultimo saluto di Wimbledon a Stan Wawrinka.
L’incontro con Matteo Berrettini, durato la bellezza di 4 ore e 19, è stata un’emozione pazzesca, dalla prima all’ultima palla. Quattro set, quattro tiebreak mozzafiato, con nessuno dei due atleti che riusciva a sovrastare veramente l’altro. Nessun game strappato, entrambi con servizi a oltre 200 chilometri orari (130 miglia, anzi!) e con smorzate e incroci da incanto. Il gesso del Court No. 1 è stato spazzato innumerevoli volte, sconvolgendo il pubblico – che non poteva di certo trattenersi vedendolo alzarsi dall’erba in nuvole così evidenti.
Un tiebreak più splendido dell’altro, con il secondo a chiudersi addirittura 18-16. Stan ha peccato di soli due errori, proprio sulla chiusura del secondo e del terzo parziale, consegnando il risultato del match Matteo. Menomale che il match si è concluso perché avevo la netta sensazione che la signora accanto a me avrebbe altresì dovuto chiedere un impianto di capelli. O il pronto soccorso per un infarto. Su 4 ore ne è stata almeno 2 con le mani a tirarsi le ciocche bionde.

LE LACRIME DI STAN THE MAN
Il saluto di Stan è commovente, non importa il risultato. Così come già successo a Parigi. “Non è facile lasciare qualcosa che ami, ma sento che ormai è giunta l’ora.” Il 41enne esce dal campo tra le lacrime e non si volta indietro. Matteo prende al volo il suo asciugamano e lo rincorre: “volevo dargli l’ultimo asciugamano del suo ultimo Wimbledon. Sarà un ricordo bello da conservare. La prima volta che sono venuto qui, nel 2014, sul centrale avevo visto lui allenarsi con Federer. È stata un’emozione che non dimenticherò.”
Nel Wimbledon Theatre Stan ci arriva ancora visibilmente emozionato.
Stan, in questo tuo tour di addio ci sono tanti bambini che ad ogni match continuano ad urlare il tuo nome. Che emozione è sentirli?
“Per me è il sentimento migliore in assoluto il sentire i bambini che mi supportano. È la ragione che mi ha sempre spinto, che mi ha portato a giocare così a lungo il poter regalare emozioni e condividerle in tutti match con i miei fan. Come stasera, che è stata una serata speciale, fantastica, con un’atmosfera pazzesca condivisa con Matteo.”

DA MATTEO BERRETTINI A MATTEO ARNALDI – PASSANDO DA BUBLIK
E a proposito di Matteo, stessa sorte di Stan è toccata ad Arnaldi contro il francese Quentin Halys, autore di uno splendido tennis su erba. Arnaldi, tornato in campo proprio a Cagliari e reduce da un virus che lo ha tenuto lontano dalla semifinale del Roland Garros, nulla ha potuto contro il colosso transalpino.
Colossale anche la prestazione sul campo 12 tra Kokkinakis e Bublik, due tra i più stravaganti tennisti del momento, che per 3 ore e 39 hanno incantato Londra e chiunque in mondovisione. 6-4, 3-6, 7-6(10), 3-6, 6-4 per un’altalena di vincenti semplicemente pazzeschi.

L’EMOZIONE DI VEDERE ANCORA SERENA WILLIAMS
Un altro colosso ha poi salutato Wimbledon, probabilmente anch’essa per l’ultima volta. Serena Williams si è irrimediabilmente arresa a Maya Joint, l’australiana che è nata 9 anni dopo la top 100 raggiunta per la prima volta dall’americana.
Serena ha ancora di ché dire: il rovescio è pesante, il servizio anche. Ma contro qualunque ragazza, si sarebbe trovata probabilmente in difficoltà: d’altronde, contro di lei chi è che ha qualcosa da perdere? La Williams, con l’aurea di guru che la circonda, strappa il tiebreak nel secondo parziale e porta la flebile e leggera australiana al terzo set. Ma forse l’età, forse la forma fisica, forse la pressione di figlia e marito e la lontananza così accentuata dal Center Court…Serena non ne ha più. La leonessa dalla criniera bionda si allontana dal centrale tra gli applausi.
“È stato davvero fantastico tornare a Wimbledon. Non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi qui. L’atmosfera era incredibile. Entrare in campo è stato fantastico. Me lo sono goduto appieno, mi era mancato tantissimo e ho assaporato quel momento più di ogni altra cosa.”
Le lacrime hanno rigato i volti di tutti, dai protagonisti diretti ai tifosi in questo straordinario secondo giorno di Wimbledon. Forse, si può già definire il più commovente di questa edizione.
