Tutti abbiamo i posti del cuore, che ci ricordano i ricordi più belli. Figurarsi gli atleti. Ancor di più in uno sport tanto legato alle sensazioni come il tennis. Per Jannik Sinner il posto magico è la Cina, in special modo il torneo di Pechino, sul prediletto cemento, che ha rivinto dominando per 6-2 6-2, di potenza, il 19enne mancino dai servizi maligni e dai piedi alati Learner Tien. Non uno qualsiasi ma la rivelazione dei giovani, guidato dal mitico Michael Chang, che sta facendo ancor meglio come risultati del tanto decantato Joao Fonseca. Ma il figlio di vietnamiti emigrati negli States che pure s’era avvantaggiato di due ritiri consecutivi contro i più quotati d esperti Musetti e Medvedev come poteva negare al numero 1 dello sport italiano il terzo titolo stagionale, dopo Australian Open e Wimbledon?
THANKYOU, PECHINO
La stella del Profeta dai capelli rossi è spuntata proprio nella capitale cinese. Come ricorda il 24enne altoatesino: ”Quando vinci di nuovo dove hai già vinto un titolo, quello è un luogo davvero speciale. Significa che mi piace davvero giocare a tennis qui. Mi sento molto a mio agio. La vittoria di due anni fa è stata sicuramente un punto di svolta per la mia carriera, giocando un ottimo tennis contro grandi avversari. Questo lo ricorderò sempre. Vedere lo stadio pieno per la finale è qualcosa di straordinario. Il pubblico è stato molto caloroso, è per questo che ho scritto “Thank you” sulla telecamera. Per me, questo sarà sempre un torneo bellissimo, indipendentemente da cosa accadrà in futuro”. Jannik, alla terza finale locale in tre anni, non dimentica che nel 2023, arrancava ancora, di fisico, nelle maratone Slam (vedi Tsitsipas a Melbourne, Altmaier al Roland Garros e Zverev agli US Open ), di psicologia (vedi Rune a Montecarlo), di inesperienza (vedi Ruusuvuori e Bublik), di strategia (vedi Djokovic a Wimbledon). Ma a Pechino svoltò battendo Alcaraz e soprattutto sfatando il tabù-Medvedev dopo sei sconfitte di fila. Ripetendosi subito dopo a Vienna e alle ATP Finals, dove superò per la prima volta anche Djokovic, portando l’Italia alla seconda coppa Davis, 47 anni dopo l’apoteosi in Cile ed entrando quindi nella nuova dimensione di campione Slam, numero 1 del mondo, fenomeno, eroe della patria, esempio, multimilionario, eccetera.
UMILTA’ E CURIOSITA’
A Pechino, Sinner ha accumulato 21 trofei su 30 finali. “Sono a casa, dai genitori. Il mio appartamento è piuttosto piccolo, non c’è molto spazio”. Vietato avvicinare i suoi due titoli di Pechino a quelli di Nadal o ai sei di Djokovic: “Ovviamente, è fantastico avere il mio nome accanto al loro. Ma paragonarmi a Novak non ha senso: lui è in un’altra categoria, io sono solo un normale 24enne che cerca di giocare il miglior tennis possibile”. Jannik è come sempre esemplare: “So di aver vinto dei bei titoli nella mia giovane carriera, ma vediamo quanto riuscirò a reggere. Quello che Novak, Rafa e Roger hanno fatto per più di 15 anni è stato incredibile. Novak è ancora qui e sta mostrando un tennis incredibile. Non voglio fare paragoni”. E mentre i seguaci calcolano come farlo tornare in fretta al numero 1, approfittando della vacanza di Alcaraz, il tennista che l’Italia non aveva nemmeno osato sognare taglia corto: “Gli scenari li conosco, ma non guardo la classifica. Ora voglio godermi questi giorni. Poi proverò a fare bene a Shanghai, mi allenerò per la prima volta venerdì“.
VAI PAOLINI
Aspettando oggi i quarti di finale di Jasmine Paolini a Pechino contro la potente Amanda Anisimova (diretta Supertennistv dalle 12), a Shanghai, dove Jannik difende il titolo, Bellucci batte 7-6 6-1 Walton e sfida Machac, Nardi supera Ofner 3-6 6-3 6-2 e fronteggia la potenza di Perricard, Berrettini dà altri buoni segnali di ripresa, anche come attitudine, cedendo di mezza incollatura, 7-5 7-6, a Mannarino, e Sonego si spegne contro Hanfmann per 2-6 6-3 6-1.
Vincenzo Martucci (tratto dal messaggero del 2 ottobre 2025)
Foto tratta da Fb supertennis Tv
