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Tennis

Primo Melbourne e Grande Slam alla carriera: Alcaraz entra nella storia a 22 anni

Da Vincenzo Martucci 04/02/2026

Lo spagnolo doma Djokovic, conquista l'unico Major che gli mancava e tocca quota 7 da più giovane di sempre ad aggiudicarsi tutti i grandi tornei. E aumenta il vantaggio al numero 1 su Sinner

Impressionante, straordinario, unico. E anche di più, molto di più. Forse nemmeno nei suoi sogni più arditi Carlos Alcaraz aveva immaginato un filotto così clamoroso in un colpo solo e proprio agli Australian Open, l’unico torneo dello Slam finora tabù: domando per 2-6 6-2 6-3 7-5 Novak Djokovic sulla Rod Laver Arena dove il primatista di 24 Majors aveva trionfato 10 volte in 10 finali, non solo s’impone nell’unica super-tappa che gli mancava, non solo tocca quota 7
negli appuntamenti dell’immortalità tennistica, ad appena 22 anni e 272 giorni, non solo entra nel super club dei magnifici 9 che hanno chiuso il Grande Slam alla carriera (conquistandoli tutti e 4), ma ci riesce anche da più giovane di sempre (più precoce di Don Budge nel 1938 a Parigi, a 22 anni e 363 giorni).

E ce la fa sotto gli occhi del mitico Rafa Nadal, idolo suo e di tutto lo sport spagnolo, che lo applaude in tribuna. Ce la fa a dispetto del clamoroso divorzio di dicembre dal coach di sempre, Juan Carlos Ferrero. Talmente più forte che oggi scappa in fuga da numero 1 mondiale, con 3350 punti di vantaggio su Sinner (che, battuto da Novak in semifinale, non ha difeso i 2000 punti del 2025). Chissà se, dopo il 25° titolo in 33 finali, Carlitos si presenterà il 9 febbraio a Rotterdam
o rientrerà il 16 a Doha, come Jannik.

DIAVOLERIE
“Credo sempre di poter vincere un altro Slam, ma non pensavo di arrivare in finale qui, non essere il favorito mi dà motivazioni extra. E’ fantastico che sono riuscito a battere Jannik in 5 set e a lottare contro Carlos in 4 molto combattuti. E’ incoraggiante, anche se sono deluso per come mi sono sentito nel secondo e nel terzo set, arrivare a due set dal vincere uno Slam resta un risultato incredibile”. Djokovic dribbla i 16 anni in più dello spagnolo che lo stoppano. Perché sorprende Alcaraz partendo velocissimo dai blocchi con un 6-2, brillante come ai tempi belli: “E’ stato uno
dei migliori set degli ultimi due anni”. Però va fuori giri e paga 46 errori gratuiti, pochi ace (4), scatti sempre meno veloci e scambi persi anche sull’amata diagonale di rovescio. Man mano che perde sicurezza da fondo, si butta a rete, lotta, allunga il match nel quarto set (“Un brutto errore sul 4-4 e palla break, e quel dritto… Mi ha tradito nei momenti importanti”), e deve inchinarsi alla scritta sulla telecamera di Carlitos. “Lavoro concluso”. Mentre il suo messaggio
ai fans è criptico: sa tanto di ritiro, la parola che aleggia, malinconica.

ONORI E FUTURO
Nole e Carlos si scambiano complimenti. “E’ un ragazzo molto educato, con buoni valori, una bella famiglia, è già un tennista leggendario, a solo 22 anni. E’ impressionante. Migliora e non si accontenta. E poi c’è Sinner, ovviamente. Loro due si contenderanno i titoli più importanti. I giovani come me cercheranno di rincorrerli…”, dice l’uno. “E’ un’ispirazione per me come per ogni sportivo. Il modo in cui spinge il proprio fisico e la propria mente al limite è un esempio”, dichiara l’altro. Che si analizza fra presente e futuro: “Odio perdere, questa la mia vera motivazione.

Il Grande Slam è una sfida enorme anche solo a parlarne. Preferisco prendere un torneo alla volta: il prossimo sarà Parigi, dove so di potermi esprimere bene. Non voglio mettermi nella posizione di avere troppa pressione. A Melbourne ho dimostrato che sono molto affamato e deciso”.

RIVOLUZIONE DONNE
Intanto il direttore degli Australian Open, Craig Tinley, ha rivelato che il torneo sta discutendo con la WTA sull’inedita e clamorosa possibilità l’anno prossimo che le donne dai quarti giochino al meglio dei 5 set.
"Down under” può succedere di tutto.

Tags: Primo Melbourne e Grande Slam alla carriera: Alcaraz entra nella storia a 22 anni

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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