Quando nel 2019 Elisa Confortola veniva chiamata a parlare davanti all’Assemblea del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) era soltanto la stella italiana del Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) appena disputato dove aveva fatto incetta di medaglie nello short track.
Un talento ancora da formare che la 24enne di Sondalo ha saputo trasformare in realtà conquistando un oro nella staffetta mista e un argento nella staffetta femminile alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Traguardi che si sono ripetuti ai successivi Mondiali dove è arrivato anche il bronzo nei 1000 metri e che rappresentano il fulcro per diventare una delle leader dello short track italiano.
Ci racconta le sue Olimpiadi?
Le Olimpiadi sono andate benissimo, o meglio di così, non potevo sperare. Questa è stata la mia prima Olimpiade e disputarla qui in casa è stato qualcosa di pazzesco. E’ stato bellissimo e poi tornare a casa con due medaglie è stato ancora un valore aggiunto. Nel 2019 ero presente al discorso per la candidatura di Milano-Cortina ed è stata un po’ una scommessa perché avevo 16 anni, visto che non sapevo se sarei riuscita a qualificarmi. In realtà è andato tutto bene e sono tornata a casa con due medaglie.
Quanto è stato importante avere al fianco come Arianna Fontana e compagne più esperte?
Sicuramente avere compagni un po’ più grandi, con più esperienza fa sempre comodo e ci aiuta sicuramente tanto soprattutto per quanto riguarda le staffette. Loro sono ragazzi che fanno staffette da tantissimi anni, hanno già preso parte a delle Olimpiadi prima di questa, quindi il loro contributo, vedere come partono loro e come si approcciano a certe situazioni ci ha dato una grande mano.
E’ soddisfatta per come siano andati i Mondiali?
Sì, sono andati molto bene perché, oltre a confermarci campioni nella staffetta mista, con quella femminile ho portato a casa un argento. Inoltre ho fatto passi in avanti nell’individuale con il podio nei 1.000 quando alle Olimpiadi ero arrivata “solo” sesta, mentre nei 1500 sono stata sfortunata.
In futuro si vede come una delle fuoriclasse dello short track italiano?
Al momento non vorrei dire nulla, non mi piace dire queste cose, però ecco l’obiettivo è sempre quello.
Qual è il sogno che le piacerebbe realizzare?
Sicuramente qualificarmi per le Olimpiadi nel 2030 in Francia e ottenere un buon bottino di medaglie.
Le piacerebbe avere una pista in più in Italia?
Sicuramente non farebbe male perché in Italia abbiamo pochi impianti, o meglio, magari ci sono, ma non sono dotati delle attrezzature necessarie come materassi mobili e una certa tipologia di ghiaccio. Speriamo che i nostri risultati abbiano spinto qualcuno a investire per rinnovare le piste o magari costruire qualche nuovo impianto. Speriamo perché al momento ci alleniamo a Bormio che è una bellissima struttura, dove io sono di casa, ma è un po’ vecchiotta, quindi speriamo ci sia qualche rinnovo.
