L’argento nella mixed team alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è la conferma che Lorenzo Sommariva merita un posto fra i big dello snowboard cross internazionale. Insieme a Michela Moioli, il 32enne genovese ha regalato una preziosa medaglia all’Italia che però non può rappresentare un punto d’arrivo come confermato in occasione del primo raduno estivo della Nazionale a Curno (Bergamo).
Com’è andata la stagione?
Ho avuto un inizio un po’ zoppicante. La prima gara non è andata bene: ho commesso alcuni errori tecnici durante la discesa e praticamente l’ho buttata via. Poi mi sono ripreso bene con le due gare in Cina, dove ho ottenuto un quarto e un quinto posto. Anche lì ho commesso un errore, più di strategia che tecnico: non pagava stare davanti e sono stato risucchiato nel gruppo nel momento sbagliato. Alle Olimpiadi, invece, ho avuto un po’ di riscatto. Sono contentissimo della gara individuale, anche se non è andata esattamente come mi aspettavo. Speravo di chiudere almeno tra i primi quattro, invece ho terminato ottavo. Non ho centrato uno dei miei obiettivi, ma va bene lo stesso. Sono pienamente soddisfatto e sono convinto che, se nell’ultima curva non mi avessero centrato, avremmo potuto portare a casa anche qualcosa in più. Ci riproveremo: sono fiducioso.
Com’è stato conquistare una medaglia davanti al tuo pubblico?
E’ stato qualcosa di impagabile. C’erano la mia famiglia, alcuni amici… è un’emozione che non so descrivere. È stato davvero bellissimo. Il fatto di gareggiare in casa, con tutti che tifano per te, anche chi non era fisicamente presente ma ti seguiva da lontano, è qualcosa di unico.
Può essere considerata una ricompensa per tutta la sua carriera?
Sì, si può dire così. È un bellissimo riconoscimento perché, dopo undici anni di fatiche, impegno e dedizione a quello che faccio ogni giorno, è una grande soddisfazione. Ma non voglio certo fermarmi qui.
Con Michela quest’anno ci riproverete anche ai Mondiali come team?
Prima di pensare ai Mondiali vogliamo completare la preparazione nel migliore dei modi e stare bene fisicamente. Poi, quando arriverà il momento, ci penseremo.
Come sta andando la preparazione?
Bene. All’inizio, anche questa volta, non è andata benissimo: dopo la stagione ho avuto qualche influenza, probabilmente anche per lo scarico della tensione accumulata. Sono stato poco bene, ma nulla di irreparabile. Adesso sto bene, abbiamo ripreso la preparazione e stiamo facendo i test atletici per verificare che sia tutto in ordine. Poi si partirà.
Sta già pensando al quadriennio olimpico che porta al 2030 oppure è ancora troppo presto?
È chiaro che mi piacerebbe esserci, ma prima di dire che parteciperò alle Olimpiadi del 2030 preferisco vivere una stagione alla volta. Adesso voglio godermi la preparazione. Poi, quando inizierà l’inverno, mi concentrerò sulla preparazione specifica, da settembre a dicembre. Da dicembre in poi partirà la stagione e penseremo a quello che verrà, un passo alla volta.
