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Rafa è un leone, “Peque” è troppo piccolo

Da Vincenzo Martucci 05/09/2019

Sarà il 33enne mancino di Majorca l'avversario di Berrettini venerdì in semifinale: Nadal ha sconfitto in tre set l'argentino Diego Schwartzman centrando la sua ottava semifinale agli Us Open. "Matteo sta giocando un gran torneo", ha detto lo spagnolo

Per fermare l’ultimo piccoletto terribile del tennis, Diego Schwartzman, imporgli un sofferto 6-4 7-5 6-2 e qualificarsi alle semifinali degli Us Open contro Matteo Berrettini, ci voleva un grande Rafa Nadal. Che, al di là dell’ottavo approdo tra gli ultimi quattro degli Us Open, il numero 33 negli Slam, al di là dei precedenti fin troppo netti contro il piè veloce argentino (fino a ieri l’altro 7-0), e quindi dei netti favori del pronostico, sapeva che avrebbe avuto vita dura.

“Quand’è in fiducia, Diego è molto difficile da fermare. E’ uno dei più forti del mondo, può vincere contro chiunque”. E infatti, s’è fatto riprendere da 4-0 a 4-4 al primo set e da 5-1 a 5-4 al secondo. Perché ancor più difficile è domare il numero 21 del mondo, che è arrivato fresco dopo un buon tabellone e poi ha dato l’ennesima lezione a Sascha Zverev, e si trova sicuramente meglio nelle particolari condizioni della “night session” di New York. Tanto che il fenomeno di Maiorca è stato anche costretto a chiedere aiuto al fisioterapista per un indolenzimento al braccio sinistro. “Fisicamente sto bene, è stato un giorno molto pesante, con tanta umidità, e io sudo parecchio. Per cui per me è stata particolarmente dura. Sono contento perché, malgrado qualche momento critico, tra la fine del secondo set e l’inizio del terzo, ne sono venuto fuori. Sono molto felice della vittoria”.

Con Djokovic e Federer eliminati, Rafa, dall’alto della sua esperienza e qualità è ancor più il principale favorito per il quarto trionfo agli Us Open, il numero 19 negli Slam, ad appena una tacca dal record di Federer. Anche perché gli altri semifinalisti, Berrettini (contro il quale non ci sono precedenti), Dimitrov e Medvedev non hanno mai disputato finali Majors. Anche se, ovviamente, Nadal frena più che mai: “Berrettini sta avendo un grande anno, è in semifinale dopo aver vinto tanti buoni match. Che cosa puoi aspettarti delle semifinali di uno Slam? Non puoi aspettarti un avversario facile. Non puoi aspettarti un match facile”. E continua continua a suonare il piffero magico degli elogi per l’italiano che non ti aspetti. “Sta facendo molti progressi, picchia forte, l’ho visto giocare anche contro Monfils. Bravo”.

Mentre Schwarzman, il piccolo grande uomo di 1.70, si inchina: “Peccato, sui punti importanti non mi sono sentito a mio agio. Rafa è come un leone nella giungla, è un combattente, sa sempre come giocare nei momenti importanti. L’ho affrontato otto volte e lui in quei momenti ha giocato meglio di me”. I momenti ai quali Matteo Berrettini si sta allenando da Monfils a Rafa. I momenti nei quali il mancino di Maiorca è superiore anche ai grandi rivali Federer e Djokovic, quelli in cui lui non sbaglia, non molla, non concede. Quando devi proprio batterlo. E al povero Schwartzman, detto “Peque”, piccolo, manca sempre quel pizzico di forza, di precisione, di fantasia in più. Che sicuramente invidia allo sfortunato Juan Martin del Potro, ancora fermo ai box. Riuscirà Berrettini a prendere spunto proprio da Palito? Potrebbe essere un’idea.
*articolo ripreso da supertennis.tv

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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