E se Carlitos Alcaraz, così insolitamente concreto e concentrato nei primi dieci giorni degli US Open, motivatissimo dall’obiettivo di scalzare Jannik Sinner dal trono della classifica, ripiombasse nelle semifinali di oggi nel suo vizietto più pericoloso proprio contro Novak Djokovic? Se si sentisse troppo forte e giovane e pimpante, coi suoi 22 anni prorompenti di vitalità, contro lo spelacchiato 38enne lupo del tennis e volesse mostrarlo al mondo con inutili gigionerie? Per scherzare col fuoco col diavolo s’è già bruciato nel bilancio di 3-5 col primatista di 24 Slam.
ESPERIENZA
Al primo impatto col Djoker, a Madrid 2022, l’erede di Rafa Nadal superò al foto-finish con 51 vincenti e tante smorzate irridenti il Campione di gomma, di cui avrebbe preso il posto pochi mesi dopo da più giovane numero 1 di sempre. Al Roland Garros 2023, era talmente sicuro di sé e talmente voglioso di spaccare, che fu preso da una crisi di panico e quindi dai crampi in tutto il corpo, e crollò clamorosamente. Si rifece poco dopo sorprendendo lui, in finale, il 7 volte campione di Wimbledon. Ma poi rimase a bocca aperta davanti alla sontuosa prestazione di resilienza ed efficienza al servizio di Novak nella finale-maratona di 3 ore e tre quarti di Cincinnati, la più lunga dell’ATP Tour. Peggio gli andò alle ATP Finals di Torino, quando sciupò una miriade di occasioni cedendo con un annichilente 6-3 6-2. Anche se s’è riscattato con gli interessi nella finale di Wimbledon, in appena tre set, la sconfitta subita sotto il traguardo dell’oro olimpico di Parigi, ha ricalcato tanti altri confronti con Nole I di Serbia, sempre sull’orlo del precipizio ma sempre in grado di prodigiosi recuperi, sigillati da due tie-break. Una sconfitta che è rimasta nella testa di Alcaraz anche a gennaio agli Australian Open, quando lo spagnolo s’è distratto e illuso per i problemi fisici dell’avversario, fasciato, claudicante, lamentoso, ma ancora vincente. Con la sua asfissiante artiglieria da fondo, tenendo lontano dal campo l’allievo di Juan Carlos Ferrero.
TATTICA NOVAK
Djokovic lamenta ancora problemi fisici e difficoltà di recupero dell’età: “Mi piacerebbe essere abbastanza in forma per giocare e potenzialmente disputare 5 set con Carlos. So che sarà necessario il mio miglior tennis, ma non so se sarò all’altezza della situazione per come si sentirà il mio corpo”. Alcaraz sembra ancora freddo: “Conosciamo tutti il gioco di Novak… Non importa che sia fuori dal Tour da Wimbledon. Sta giocando grandi partite. So che ha fame, conosco la sua ambizione di vincere di più”. E insiste con la parola “revenge”: “Rivincita o vendetta?”.
V.M. (Tratto dal messaggero del 5 settembre)
