Non c’è salita più difficile che saper far coincidere impegni professionali e passioni. Valentina Venerucci è riuscita a fare meglio e, nonostante il grande impegno richiesto dal lavoro di farmacista, ha saputo conquistarsi un posto nel mondo del ciclismo professionistico.
La 31enne di San Marino ha preso parte all’ultimo Giro d’Italia Women con la maglia dell’Aromitalia 3T Vaiano dopo essere passata a inizio anno con l’A.R. Monex Women’s Pro Cycling Team. Un traguardo impensabile fino a qualche mese fa, ma che va aggiunto alla medaglia di bronzo conquistata ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa che ha inorgoglito la nazione arroccata sul Monte Titano.
Com’è arrivata al mondo del professionismo?
E’ stata un sorpresa perché non mi sarei mai aspettata di farcela in tempi così rapidi. Sicuramente è una grande soddisfazione, però ovviamente gareggiando con atlete fortissime, di altissimo livello, con tanta esperienza alle spalle, la situazione è difficile. C’è ancora molto da lavorare per migliorare.

L’ha aiutata vivere a San Marino con i big del ciclismo mondiale?
Sicuramente aiuta molto, anche se i primi allenamenti non li ho fatto con i professionisti e tutt’ora continuo a seguire atleti amatoriali e il mio allenatore che mi aiuta, mi supporta e mi consiglia laddove sbaglio magari a stare in bicicletta o durante le sedute stesse. Chiaramente a San Marino è ricco di professionisti, ce ne sono moltissimi sia a livello maschile che femminile, per cui entrando in questo mondo ho avuto modo di conoscerne alcuni e con questi sono riuscita a relazionarmi, facendo alcune uscite. Vedere come pedalano è un vantaggio perché da loro si può solo imparare. E’ il loro mestiere, però sembra che lo facciano da tutta la vita come dimostrato da quell’agilità nel pedalare che è indescrivibile. So che fanno molta fatica, che dietro ci sono anni di lavoro, impegno e sacrifici, però vederli in bicicletta è uno spettacolo.
Qual è il rapporto con le compagne di squadra?
A inizio anno sono passata con l’A.R. Monex Women’s Pro Cycling Team, squadra messicana con affiliazione qui a San Marino. Le ragazze mi hanno aiutato moltissimo perché mi hanno fatto capire come approcciarmi al gruppo, standomi davanti, di fianco in gara, spiegandomi cosa fare all’interno della competizione visto che non avevo alcuna preparazione. Dal 25 giugno sono passato all’Aromitalia 3T Vaiano con cui ho affrontato subito il Giro d’Italia Women. Qui le ragazze sono state sin da subito accoglienti, mi hanno permesso di inserirmi nel gruppo e c’è stato subito un ottimo feeling.

Come ha vissuto il Giro d’Italia Women?
Ancora fatico a rendermi conto dell’esperienza che ho vissuto perché sono venuta a conoscenza poche settimane prima di questa partecipazione. Nonostante ciò, è stata una grande soddisfazione e motivo d’orgoglio poter essere al via. Inizialmente non sapevo cosa aspettarmi visto che mi immaginavo sì una sfida dura con così tanti giorni ravvicinati, tuttavia con il passare dei giorni la stanchezza si è fatta sempre di più sentire. Nonostante questo sono riuscita a portarla a termine dopo otto giorni di competizione no stop con atlete di altissimo livello e che ogni giorno avevano una grandissima energia.
Com’è stata l’esperienza ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa?
Ad Andorra abbiamo rappresentato San Marino con un’altra atleta, Camilla Sacchini, che mi ha dato un grande appoggio per fare una bellissima gara. Nella cronometro ho chiuso al sesto posto, mentre nella gara di ciclismo siamo riuscite a stare in gruppo. Nel finale due cicliste lussemburghesi hanno preso il largo, ma essendo l’ultima parte in salita, sono riuscita a recuperare posizioni e a vincere la medaglia di bronzo. Sicuramente la tensione si è fatta sentire moltissimo, anche perché rappresentavo il mio piccolo paese. Per questo volevo dare una soddisfazione allo Stato di San Marino che, nonostante i numerosi sacrifici, mi ha dato l’opportunità di rappresentarlo. Devo ringraziare tutte quelle persone che ci hanno permesso di affrontare questa competizione e tagliare il traguardo in terza posizione è stata una grandissima emozione.

Sarà al via dei Mondiali?
No, con la Federazione Sanmarinese abbiamo deciso di non affrontare la trasferta in Africa anche per prepararci agli Europei in Francia che presentano un percorso adatto alle scalatrici come me.
Come concilia l’attività di ciclista professionista con quella da farmacista?
Lavoro sei giorni su sette con la possibilità di fare i turni e sulla base di quelli mi organizzo per allenarmi. Questo è anche merito dei colleghi di lavoro che mi consentono di potermi allenare la mattina e di dedicarmi nel pomeriggio alla farmacia. Grazie a ciò riesco a mettere insieme due passioni che mi hanno aiutato moltissimo e che, nonostante la stanchezza, mi regalano numerose soddisfazioni.
Qual è il suo sogno più grande?
In realtà forse l’ho già trasformato in realtà visto che non avrei mai immaginato di arrivare fin qui in così poco tempo. Se devo pensare al futuro, le ambizioni sono molte, ma voglio comunque essere realista. Ogni giorno gareggiamo con atleti di altissimo livello, quindi non posso paragonarmi a loro e riuscire a fare come loro sarebbe già una grandissima vittoria. Il sogno più bello forse è quello di avere persone che credono nelle mie possibilità e in quanto stiamo realizzando. Poi tutto quello che riusciremo a ottenere sarà comunque una vittoria.ve arriveremo. L’importante è non smettere e migliorarsi.
