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La formula vincente del tennis italiano: la trasformazione da “noble art” ad azienda leader

Da Vincenzo Martucci 05/09/2025

Little Italy è diventata Big, se non Huge, enorme, già prima del primo derby azzurro nei quarti Slam di martedì agli US Open di New York. L’acme del Rinascimento del tennis azzurro. Annunciato dalle semifinali del Roland Garros 2018 di Marco Cecchinato, dopo 40 anni di buio nei grandi tornei maschili, le 4 Fed Cup vinte dalle ragazze nel 2006-2013 e lo storico Roland Garros 2010 di Francesca Schiavone. Transitato per le imprese al vertice di Matteo Berrettini. E quindi esploso con la stupefacente finale donne degli US Open 2015 di Flavia Pennetta e Roberta Vinci, con l’oro olimpico del doppio donne e col primo italiano al numero 1 della classifica mondiale, Jannik Sinner. Il neo 24enne altoatesino campione di quattro Majors da Melbourne 2024, finalista Slam a partire dagli Us Open di 12 mesi fa fino all’epico trionfo di Wimbledon, che oggi a Flushing Meadows, sulla scia di 26 partite vinte di seguito sul cemento nei Majors, incrocia da campione uscente e favorito Felix Auger Aliassime (1-2 nei precedenti, ma l’ha dominato il 18 agosto a Cincinnati). Forte della prova-mostre con Lorenzo Musetti (6-1 6-4 6-2).

ESEMPIO

Da sport e da federazione maglia nera, la rivoluzione morale, strutturale, filosofica e tecnica varata da Angelo Binaghi e dai suoi amici dall’alba del 2000 ha trasformato la FIT in FITP (aggregando il padel) in una azienda-leader e invidiata dal mondo intero che auto-produce le sue fortune, a cominciare, dal novembre 2008, dall’unico canale televisivo di una federazione sportiva italiana, Supertennis Tv, fenomenale strumento di promozione, occhio preferenziale delle partite in diretta del circuito pro delle donne (WTA), dei Challenger maschili  (il secondo livello ATP), e quindi anche degli US Open, dal 2023 al 2030, riportando gratuitamente il tennis nelle case degli italiani dopo 34 anni (ascolto medio US Open di 56.316 spettatori). Nel segno di uno sport che ha acquisito una potenza economica e un’immagine migliore, e più vincente, persino del calcio. Grazie all’organizzazione – con l’apporto di Sport e Salute – di eventi di successo: agli Internazionali d’Italia di Roma, sempre più floridi e finanziariamente importanti (l’anno scorso sono stati venduti quasi 360mila biglietti, con un incasso di 25,8 milioni di euro), si sono aggiunte le ATP Finals a Torino dal 2021 al 2030 (impatto economico di 503 milioni di euro).

DUBBIO SINNER

Da quest’anno, a Bologna, il 18-23 novembre, l’Italia ospita, fino al 2027, la fase finale di Coppa Davis. Chissà se, all’indomani delle ATP Finals, dopo essere stato determinante negli ultimi due trionfi giocando singolare e doppio, Sinner darà la sua disponibilità. Senza di lui il capitano Filippo Volandri dovrà fare scelte molto diverse. E certamente l’Italia sarà molto più vulnerabile anche se la formula di 4 singolari e un doppio potrebbero esaltare ulteriormente le star azzurre. Magari con un Berrettini in più.

SEGRETI

Col vulcanico Michelangelo dell’Edera, la scuola, nazionale maestri oggi Istituto Superiore di Formazione, è organismo leader al mondo, che ha rivoluzionato l’approccio tecnico, con la trasformazione da “noble art” sulla terra rossa in uno sport moderno che brilla anche sulla superficie più frequentata, il cemento. E con la palestra dei tanti tornei minori organizzati in Italia che agevolano l’attività. Fondamentale è stato anche l’apporto tecnico, medico e organizzativo FITP a tutti i giocatori, coordinandone e monitorandone l’attività e finanziandone il percorso, con continui raduni e verifiche. Senza sradicarli dalla loro realtà ma fornendogli, presso il rispettivo luogo di allenamento e di vita, anche il know how dei centri tecnici federali, in costante sinergia coi maestri.

FUTURO

Con 33 milioni di profitti, la FITP restituisce ricchezza al tennis e alla comunità. Stanziandone 30 dagli introiti di Roma per nuovi campi (anche di padel e pickleball), garantendo 600 milioni di euro di impatto sul territorio generati dal torneo e programmando la copertura del Centrale Plurifunzionale del Foro Italico. La “Sinnermania” e i giovanissimi nove italiani nei top 100 Musetti, Cobolli, Arnaldi, Darderi, Nardi e Bellucci, e il sorriso e i successi di Jasmine Paolini sono una garanzia per almeno un decennio. Oggi l’industria tennis ha 8,1 miliardi di euro di indotto. Per Nielsen e Toluna coinvolge 18,1 milioni di appassionati e 6,5 milioni di praticanti. Per la Federtennis mondiale (ITF) la quota di giocatrici donne è lievitata dal 28 al 38%, i circoli sono saliti da 3.247a 5.700 e i campi da 10.150 a 12.500. Col volano “Racchette in classe”, che coinvolge 400mila bambini nelle scuole, più di tutti gli altri gli altri sport insieme. Con numeri che crescono ovunque.

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 5 settembre 2025)

 

Tags: La formula vincente del tennis italiano: la trasformazione da “noble art” ad azienda leader

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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