Antoine Dupont, il falso nueve ovale |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Antoine Dupont, il falso nueve ovale |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Sport di contatto

Antoine Dupont, il falso nueve ovale

Da Ruggero Canevazzi 06/02/2026

Tra tanti giganti del rugby, il più grande non arriva al metro e 75, ma ha la fantasia di Roberto Baggio, la visione di gioco di Andrea Pirlo e ha vinto quasi tutto. Ha solo un difetto, non è italiano…

La foto che vedete la dice lunga. È l’immagine dei capitani del Sei Nazioni, la classica foto di rito di inizio torneo, con il trofeo al centro. A rendere davvero l’idea, a incastonare l’essenza di Antoine Dupont, ci pensa lo sfondo del Castello di Edimburgo, dove capeggia la scritta latina “Nemo me impune lacessit” (“Nessuno mi aggredisce impunemente”). Tra diversi colossi davanti al bastione del Cardo, spicca al contrario proprio lui. Dal “basso” del suo metro e 74, è il meno alto dei sei protagonisti (tra i quali c’è anche il nostro Michele Lamaro). Non importa, incute ugualmente un timore che gli altri non avvicinano nemmeno. Ha lo sguardo un po’ corrucciato, quasi torvo. Tra il (poco) serio e il (molto) faceto, di primo acchito verrebbe quasi in mente la vecchia ma immortale battuta secondo cui un francese è un italiano di cattivo umore, ma risulterebbe troppo dissacrante. C’è poco da ridere se te lo trovi davanti con quell’espressione arcigna disegnata sul volto. È solo una delle sue tante versioni, tutte vincenti, tutte straordinarie.

 

Perché oltre a essere un grande campione, Dupont non ha niente di ordinario, neanche fuori dal campo. Classe 1996, nato sugli Alti Pirenei nell’occitana Lannemezzan e cresciuto nella vicina e minuscola Castelnau-Magnoac, meno di 800 anime abbarbicate sulla montagna, il piccolo gigante francese ha una laurea in Biologia e Scienze naturali e due specializzazioni “sportive”, Scienza e tecniche di attività fisiche e sportive e Sport management, perché sa bene che, per quanto possa sembrare impossibile a noi innamorati abitanti del magico mondo di Ovalia, c’è molto dopo il rugby. Ad esempio l’azienda agricola del fratello Clément, “con il prosciutto dell’antica razza Porc noir de Bigorre”, come ha scritto sul Foglio un anno fa l’impareggiabile Marco Pastonesi. Uno che in materia di palla ovale non si può non copiare. Lo facciamo con (finta) parsimonia, riportando il detto per cui “una volta si diceva che a rugby giocassero sia quelli che il pianoforte lo suonano, sia quelli che il pianoforte lo spostano: Dupont è il pianoforte”. Perché la musica proviene da lui, un talento naturale, imprevedibile come pochi, versatile come nessuno. Un mediano di mischia che sa essere anche regista. Un numero 10 travestito da numero 9. Un falso, falsissimo numero nove. Enormemente diverso da quelli che sono costretti a raccogliere palloni su palloni per consegnarli al mediano di apertura, in attesa che sia lui ad aprire il gioco.

 

Per citare un’ultima volta Pastonesi, Dupont “si assume potere e responsabilità di impostare tutte le azioni a seconda della sua ispirazione, visione, istinto, anche del suo fiuto e improvvisazione. Tant’è che non ha mai soltanto due soluzioni, giocare alla mano (aprendo) o giocare al piede (rilanciando), ma infinite, con una rapidità di pensiero-e-azione a volte addirittura imprevedibile e incomprensibile per i suoi stessi compagni. Che devono essere sempre pronti a tutto”. Ecco, giocare in squadra con Antoine Dupont deve essere semplice e rassicurante come trasportare da un museo all’altro un quadro di Van Gogh: nella migliore delle ipotesi, non hai rovinato tutto. Un folletto geniale e poliedrico al punto da vincere con Tolosa (il Real Madrid della palla ovale) quattro volte il campionato francese (il prestigiosissimo Top14, che ogni anno contende alla Premiership inglese il titolo di miglior campionato del mondo) e due volte la Champions Cup (la Champions League del rugby), oltre a due Sei Nazioni (2022 e 2025) con la Francia e, udite udite, un’Olimpiade, medaglia d’oro a Parigi 2024.

 

Ma come? Il rugby a XV non c’è alle Olimpiadi. Certo, ma c’è il rugby a sette (qui trovate le sue regole e la sua storia), tutto velocità, istinto e visione di gioco. Il ritratto di Antoine Dupont, che due anni fa ha preso per mano i suoi nuovi compagni e li ha portati dritti sul gradino più alto del podio, dopo la finale vittoriosa sugli altri grandi fantasisti ovali, le Isole Fiji. Oggi l’asso francese rientra nel giro dopo un brutto infortunio rimediato all’ultimo Sei Nazioni. Per continuare da dove aveva finito, con una vittoria della sua nazionale nel torneo più antico del mondo (nella sfida inaugurale Francia-Irlanda, conquistata nettamente dai galletti per 36-14), giunto quest’anno alla 132° edizione (da quando si chiamava Home Nations Championship ed era affare solo delle Unions britanniche e dell’Irlanda, prima di passare nel 1910 al Cinque Nazioni con l’ingresso della Francia e nel 2000 al Sei Nazioni con l’arrivo degli Azzurri). Ma con lo sguardo, come sempre davanti rispetto al resto del mondo, molto più in là, nel tempo e nello spazio. Al 2027, all’Australia. Anno e sede della prossima Coppa del Mondo. L’unico grande trofeo ancora da vincere, l’unico grande palcoscenico che non ha ancora ospitato il pianoforte degli Alti Pirenei.

Tags: #Dupont, #SeiNazioni2026

Condivisione...

Articolo precedente
Fiocchi di Ghiaccio – Lo spavento di Vonn, l’Ital-Jet, il caso Passler
Articolo successivo
La morte di Cesare Castellotti, addio a uno degli ultimi miti di 90° minuto

Nota sull’autore: Ruggero Canevazzi

Giornalista pubblicista e ingegnere. Grande appassionato e conoscitore di tennis, calcio e rugby, amante della boxe, ha praticato hockey su prato a livello agonistico e poi ha seguito per Sportsenators il Sei Nazioni con Italia-Francia 2019 e Italia-Galles 2023, oltre al test-match Italia-Australia 2025, dopo molte altre partite della Nazionale di rugby sempre nel Sei Nazioni e Irlanda-Italia alla World Cup 2015. Per il tennis ha seguito per Ubitennis due US Open (2015 e 2016), due Roland Garros (2017 e 2018), due ATP di Montecarlo (2014 e 2016), due turni di Fed Cup (Italia-Slovacchia a Forlì 2017 e Italia-Belgio a Genova 2018), l'ATP tedesco di Halle nel 2019 e nel 2023, le ATP Finals di Londra 2019. Per Sportsenators è stato inviato a Wimbledon 2022 e agli Internazionali d'Italia a Roma del 2024. Autore di circa 350 articoli.

Post correlati

  • In pieno Sei Nazioni soffierà il vero vento del cambiamento?
  • Le donne sono da Sei Nazioni! E quante buone notizie dall’ovale azzurro…
  • La parmense Clara Munarini arbitrerà la finale di Coppa Italia di rugby maschile
  • Mondiali di karate, 7 medaglie azzurre tra kumite e kata
  • Una foto è per sempre la magia dell’immagine nella notte misteriosa
  • O vittoria o muerte

Ultimi articoli

  • “Una grande opportunità che non siamo riusciti a sfruttare”. Così parlò Capitan Lamaro
  • Cine tempestose. E il “tridentino”
  • Sei Nazioni: mentre l’Europa ovale cerca un Re, l’Italia va a caccia della leggenda
  • Il calcio italiano e la fiammella ancora accesa dell’Europa League
  • Paralimpiade senza pace. Vincono gli ipocriti che sostengono le “guerre sante”
  • Notte drammatica di Champions League, a Bergamo l’Atalanta umiliata dal Bayern

Sport Senators

Le grandi firme di 47 Olimpiadi, 8 mondiali di calcio, 86 tornei del Grande Slam, 13 Tour de France, 43 giri d’Italia, 20 GP di Formula 1, 31 Mondiali di Atletica leggera, 100 campionati Mondiali ed Europei di nuoto, ginnastica, scherma, judo, e tanti altri sport.

Accounts Social

  • Facebook
  • Twitter

Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
Iscriviti!

Cerca

Sport Senators © 2018 - All Rights Reserved | Testata registrata al Tribunale di Milano. Registrazione n.168 del 30.05.2018. Direttore responsabile Vincenzo Martucci

  • Home
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
  • Accadde Oggi
  • Galleria
  • Sport per Tutti
  • TennisVintage
  • Privacy policy

Continuando la navigazione, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi