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Tennis

Alcaraz spazza via Djokovic e raggiunge la finale degli Us Open

Da Vincenzo Martucci 06/09/2025

Le gambe, le meravigliose gambe di Novak Djokovic non sono più quelle. Così, malgrado i soliti alti bassi, malgrado i soliti errori di scelta e le solite smargiassate, Carlos Alcaraz fa valere sulla bilancia il pesante divario fisico fra il suoi 22 anni e i 38 del Campione di gomma, primatista di 24 Slam. Aggravato visivamente dai problemi alla spalla e materialmente da troppe partite (1,155 vinte e 232 perse), troppe semifinali Slam (37 vinte e 16 perse, 10-4 agli US Open), troppi stress ad altissimo livello chiedendo sempre troppo e per troppi anni al suo corpo. Un’usura che non può riequilibrare con la testa, l’esperienza, la grinta e il coraggio e la capacità di gestire le situazioni contro un campione già affermato come lo spagnolo. Non gli basta più nemmeno la leggendaria resilienza in difesa. Perché, Carlitos, dopo un buon primo set, pur giocando un po’ a caso nel secondo, pur perdendo per la prima volta il servizio nel torneo, pur rimettendo pericolosamente in partita Nole I di Serbia, rimonta da 0-3 con le sue sbracciate potenti e quasi sfrontate. E, anche nel tie-break, più scriteriato che mai, alla continua ricerca della soluzione rapida a del colpo a effetto, spreca l’enorme vantaggio di 4-1 e due servizi, ma chiude comunque di forza. Insistendo nell’altissimo ritmo di paleggio che il primatista di 24 Slam (6 a New York) non può più tenere. Finché l’ultimo dei Fab Four, falloso di dritto e abbandonato anche dal servizio, pur sostenuto dall’Arthur Ashe colmo di star che tifa per l’impresa del vecchio campione, insegue la palla più impotente che mai e cedep er 6-4 7-6 6-2  al primatista dell’anno nelle partite vinte (60) e titoli (6). Che, nel ridurre a 4-5 il gap nei testa a testa con l’orgogliosissimo Djokovic, si qualifica per la finale. La seconda a New York dopo quella del 2022 che, ad appena 19 anni, lo fece diventare il più giovane numero 1 del mondo. Posizione che potrebbe recuperare domani nella partita decisiva e che attende con un sorriso largo così: “Straordinario, un’altra finale agli US Open, non è forse il livello più alto come nel livello, ma ci sono andato vicino, contro Nole ho giocato soprattutto un match molto fisico”.

OGGI SABALENKA

“Farò del mio meglio per prenderlo a calci in c**o! Se riuscissi a batterlo sarebbe un’ottima cosa per il tennis femminile”. Aryna Sabalenka, la simpatica ed effervescente regina del tennis donne, da 46 settimane al comando della classifica, 4 titoli Slam in 5 finali ma tante altre occasioni fallite, è già entrata nella parte della nuova “Battaglia dei sessi” nella quale l’ha coinvolta Nick Kyrgios nella prima settimana del 2025 a coté del torneo di Hong Kong. Oggi la Tigre di Minsk gioca la terza finale consecutiva – ultima super prestazione eguagliata di Serena Williams – agli US Open. E sarà favorita contro Amanda Anisimova, anche se i testa a testa dicono 6-3 per la statunitense di ceppo russo, guardando soprattutto all’annichilente 6-0 6-0 subìto dall’ex campionessa degli US Open juniores nella finale di luglio a Wimbledon contro Iga Swiatek. Malgrado il pronto riscatto a New York proprio contro la polacca, la difficile replica contro Osaka (6-7 7-6 6-3) e la forza di volontà nel ripresentarsi subito a una finale Slam.

POTENTE PROTAGONISTA

Amanda ha dalla sua i 24 anni e il record di più giovane finalista nella stessa stagione di Wimbledon e US Open, dalla 22enne Venus Williams 2002, e ha anche la certezza di salire lunedì al 4 del mondo. A 27 anni, Aryna, la bielorussa dalla impressionante potenza, sbandiera la sesta finale consecutiva Slam sul cemento: da tre anni arriva sotto il traguardo agli Australian Open e agli US Open, come solo Steffi Graf e Martina Hingis, primatiste con 7 presenze. Viene però da due finali Slam perse quest’anno (a Melbourne e Roland Garros), più le semifinali a Wimbledon (battuta proprio da Anisimova), e ha lottato con le unghie e coi denti per abbattere il muro-Pegula: “Volevo darmi un’altra chance di arrivare in una finale Slam e di dimostrare che ho imparato dagli errori”. Anisimova è uscita alla grande contro Osaka e incalza: “Sto cercando di spegnere tutto il rumore attorno e concentrarmi su questa opportunità”.

Chi gestirà meglio le emozioni?

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 6 settembre del 2025)

 

Tags: Alcaraz spazza via Djokovic e raggiunge la finale degli Us Open

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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