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Motori

Formula Grand Prix – Giappone 1977: il canto del cigno del Fuji e la nascita del mito di Villeneuve

Da Marco Cangelli 06/11/2024

Il Fuji Speedway è uno dei circuiti più affascinanti del Mondiale di Formula 1 complice la sua curiosa posizione, a ridosso dell’omonimo vulcano. Concepito inizialmente per la Nascar, il circuito è considerato da molti piloti come un catino infernale a causa del terreno accidentato, ma soprattutto delle pessime condizioni atmosferiche che accompagnano le gare e che rendono la visibilità particolarmente ridotta.

Basti pensare al 1976 e alla decisione di Niki Lauda di fermarsi dopo solo un giro nonostante un Mondiale da conquistare. Proprio l’austriaco è il grande assente in vista del Gran Premio del Giappone 1977, ultima prova di un campionato che ha visto il fuoriclasse viennese aggiudicarsi il titolo già a Monza.

Lauda ha inoltre rotto con il Drake Enzo Ferrari tanto da aver disertato il Gran Premio del Canada per “motivi di salute” e aver così lasciato spazio al giovane rampante Gilles Villeneuve e all’esperto argentino Carlos Reutemann. La storia d’amore e la Rossa è ormai al capolinea e proprio il rifiuto di scendere in pista al Fuji è la conferma definitiva.

Niki Lauda al comando del Gran Premio d’Italia 1977

La prova diventa così l’occasione per lanciare nuovi piloti così come per compiere alcuni test in vista della stagione successiva. Le prove sono a totale appannaggio dell’americano Mario Andretti che prende il largo sin dal venerdì anticipando James Hunt e John Watson, unico a migliorarsi nella sessione del sabato davanti al compagno di squadra Hans-Joachim Stuck. Male invece le Ferrari con Carlos Reutemann settimo e Gilles Villeneuve al ventesimo posto.

In gara Andretti parte subito male retrocedendo in nona posizione lasciando spazio a James Hunt, dovendo così cercare un’improbabile rimonta. Proprio nel tentativo disperato di risalire la classifica, al secondo giro lo statunitense si ritrova davanti la Brabham-Alfa Romeo di Stuck colpendola e venendo costretto al ritiro.

Il peggio arriva però alla sesta tornata quando Villeneuve, capace di recuperare velocemente terreno sugli avversari, è chiamato ad affrontare Ronnie Peterson. In vista della curva Daichi lo svedese della Tyrrell-Ford Cosworth si sposta verso il centro al fine di proteggersi dal canadese della Ferrari che tuttavia non rallenta e va a contatto con la ruota posteriore dell’avversario. La monoposto del nordamericano decolla immediatamente facendo alcune carambole in volo prima di sorpassare il guardrail e atterrare sul terrapieno fuori pista.

Gilles Villeneuve colpisce l’auto di Ronnie Petterson

Nonostante la zona sia interdetta dal pubblico, la Ferrari falcia alcuni spettatori incautamente presenti causando una decina di feriti e la morte del fotografo Kazuhiro Ohashi e del commissario di gara Kengo Yuasa, intento ad allontanare le persone. L’auto è ormai ridotta a un cumulo di lamiere, tuttavia Villeneuve esce illeso nonostante sia sotto shock.

La gara non viene tuttavia interrotta neanche quando l’ambulanza entra in pista per soccorrere i feriti con Jody Scheckter in maggior difficoltà tanto da esser passato sia da Jochen Mass che da John Watson. Al giro 28 i due si trovano appiedati dalle proprie auto lasciando così spazio alla lotta per la piazza d’onore contesa fra Jody Scheckter, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Jacques Lafitte.

Mentre Hunt prosegue la corsa verso la vittoria, dietro il sudafricano della Wolff si trova a far i conti con una serie di problemi alle gomme che lo costringono a fermarsi ai box al quarantunesimo giro perdendo così ogni chance di podio. Poco dopo tocca a Regazzoni alzare bandiera bianca a causa di un problema al propulsore, mentre all’ultimo giro Lafitte rimane senza benzina e retrocede così sino al quinto posto.

A vincere è quindi Hunt che precede Reutemann e Patrick Depailler che, a sorpresa, si ritrova da solo sul podio. I colleghi sono infatti fuggiti via lasciando il francese della Tyrrell a festeggiare in solitaria, un’immagine triste che si aggiunge al tragico volo di Gilles Villeneuve e che pone fine alla presenza del Fuji in Formula 1.

Tags: Carlos Reutemann, ferrari, formula 1, Formula Grand Prix, Fuji Speedway, Gilles Villeneuve, Gran Premio del Giappone 1977, James Hunt, Jody Scheckter, John Watson, Mario Andretti, Niki Lauda, Patrick Depailler, Tyrrell-Ford Cosworth

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Nota sull’autore: Marco Cangelli

Nato il 4 giugno 1997 a Bergamo, svolge il ruolo di giornalista pubblicista dal 2016 collaborando con una serie di testate online. Laureato in Scienze Storiche con un Master in Radiofonia, lavora attualmente nella redazione di SportMediaset svolgendo conducendo una serie di programmi presso Radio Statale e Radio RBS. Appassionato di sport a 360 gradi, ha seguito 3 Olimpiadi e un giorno sogna di poterlo fare dal vivo.

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