O vittoria o muerte |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
O vittoria o muerte |
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
    • Accadde Oggi
    • Atletica
    • Calcio
    • Ciclismo
    • Ginnastica
    • Golf
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallacanestro
    • Pallavolo
    • Pugilato
    • Sci
    • Sport di contatto
    • Tennis
    • Vari
    • Politica Sportiva
  • TennisVintage
  • La testimonianza
  • Galleria
  • Sport per Tutti
Sport di contatto

O vittoria o muerte

Da Ruggero Canevazzi 07/02/2025

Vietato fallire con il nobile decaduto Galles, nonostante la pressione del risultato, Roma e il pubblico...

Poco meno di 365 giorni fa, l’uomo ha morso il cane per ben due volte, quasi tre, tenendo conto della scorrazzata all’ombra della Tour Eiffel. Le due poderose azzannate hanno avuto luogo a Cardiff e a Roma: due morsi nella carne viva di un mite Scott terrier, malinconico come il suono di una cornamusa, e di un mansueto Welsh corgi pembroke, (proprio quelli preferiti dalla regina Elisabetta), feriti ed esterrefatti. La sconfitta di sabato scorso con la Scozia ha in parte rimesso a posto le cose. Lo Scott terrier è tornato a mordere naturalmente l’uomo italico, e non viceversa. Per leggere un’altra vera notizia al posto del solito resoconto dell’ultima sconfitta azzurra (per carità, con molto onore, ma non ci basta piú), l’uomo deve seguire il pronostico. Proprio così, il pronostico dice che nel prossimo turno è più probabile che l’uomo morda ancora il povero Welsh corgi, piuttosto del contrario.

OBIETTIVI AZZURRI
È questo l’obiettivo dichiarato dell’Italrugby? Non esattamente. Come ribadito in diverse interviste da coach Quesada, capitan Lamaro e compagni, “dobbiamo arrivare al 60’ in partita, poi a quel punto può succedere di tutto…” Invece a Edimburgo è successa una sola cosa: la Scozia ha ingranato la sesta e lasciato un pugno di mosche agli Azzurri, peraltro bravi a metabolizzare le due mete iniziali degli avversari e ad avere la giusta pazienza per rimontare, fino al 19-19.

Quindi un Sei Nazioni 2025 fatto di 5 sconfitte sofferte e sfortunate, tutte maturate negli ultimi 20 minuti di partita, sarebbe da considerare positivo? No, per lo meno non quest’anno. A prescindere dal risultato arrivato in Scozia, l’Italia deve assolutamente vincere a Roma contro il Galles.

VINCERE E BASTA
Magari anche giocando male, con qualche errore in touche o in qualche maul, ma la vittoria deve arrivare. Perché è l’unico match che gli uomini di Quesada giocano da favoriti. Stanno attraversando un lungo periodo di buone prestazioni e anche, finalmente, di buoni risultati. Al di là della linea di centrocampo, c’è invece una squadra che ha fatto la storia di questo sport. Senza ricordare i mitici tour nell’Emisfero Sud degli anni ’70 e ’80 e il massiccio contributo dei giocatori gallesi alla selezione irlandese e britannica dei Lions, il Galles è attualmente, con l’ Inghilterra, la squadra che ha vinto più volte il Sei Nazioni, 39.Oggi però è l’ombra di se stessa, afflitta da mille problemi e da una drammatica striscia di sconfitte.

TESTA A TESTA

Le ultime due partite dell’Italia in Galles sono state due vittorie entusiasmanti. La prima, 22-21 nel 2022, arrestò la drammatica emorragia di sconfitte consecutive nel Sei Nazioni, 36! La seconda è quella dell’anno scorso, caratterizzata da un’inizio di fuoco degli azzurri e poi dalla battaglia per impedire la rimonta dei gallesi. In mezzo, però, la sfida casalinga del 2023 fu persa da un’Italia schiacciata dalla responsabilità di dover vincere. Per meglio dire, dover vincere a Roma.

LA CITTÀ ETERNA, LA SCONFITTA PURE

Nella città eterna, infatti, sembra tale anche la sconfitta: non battiamo il Galles a Roma dal 2007 e il successo l’anno scorso contro la Scozia ha interrotto un digiuno lungo undici anni: nel 2013 superammo l’Irlanda (prima e unica volta nel Sei Nazioni), poi solo sconfitte. Solo in apparenza paradossalmente, gli azzurri si esprimono al meglio lontano dall’Olimpico. Perché il pubblico aggiunge pressione alla pressione più dichiarata di poter solo vincere. Il risultato, gli spettatori, la conferma dei nostri miglioramenti davanti a giocatori e osservatori avversari.

COME COL CALCIO

Nel lontano 1997 la Nazionale di calcio di Cesare Maldini dovette giocarsi all’Olimpico di Roma la qualificazione ai Mondiali francesi dell’anno dopo contro l’Inghilterra, con la vittoria come unico risultato utile. Pareggiare o perdere avrebbe significato dire addio al primo posto e lottare per finire nel purgatorio degli spareggi. Quella sera l’Italia purtroppo non dette mai l’idea di poter fare male all’avversario, se non in qualche occasione aerea da calcio da fermo. A parte quei pochi momenti, il pubblico azzurro da tutto esaurito seguiva la squadra in un silenzio passivo, figlio della tensione del risultato e poco utile ai giocatori in campo. Ancora prima del match, Maldini padre parlò del pubblico dell’Olimpico come arma a doppio taglio, intuendo che la vittoria contro i Tre Leoni era alla portata degli azzurri, ma inevitabilmente avendo tutto da perdere: la qualificazione diretta ai Mondiali, l’occasione di dare soddisfazione agli spettatori, la possibilità di mettere a tacere le critiche.

Un’Inghilterra solida e attenta fece il resto: partita a reti bianche e Italia condannata a giocarsi la qualificazione (vincendo, meno male) contro la Russia.

Le stesse condizioni del ’97, sullo stesso campo gioco, con un pallone più ovalizzato, si ripresentano prima di Italia-Galles. Possiamo aspettarci una ripetizione della notizia da prima pagina, con l’uomo che morde il cane? Difficile, come con gli inglesi nel ’97, l’Italia sabato può vincere, ma ha tutto da perdere.

Tags: #italia #rugby

Condivisione...

Articolo precedente
Italia – Galles: perché a Roma vinceremo
Articolo successivo
Perché Saalbach sì e Kitzbuehel no?

Nota sull’autore: Ruggero Canevazzi

Giornalista pubblicista e ingegnere. Grande appassionato e conoscitore di tennis, calcio e rugby, amante della boxe, ha praticato hockey su prato a livello agonistico e poi ha seguito per Sportsenators il Sei Nazioni con Italia-Francia 2019 e Italia-Galles 2023, oltre al test-match Italia-Australia 2025, dopo molte altre partite della Nazionale di rugby sempre nel Sei Nazioni e Irlanda-Italia alla World Cup 2015. Per il tennis ha seguito per Ubitennis due US Open (2015 e 2016), due Roland Garros (2017 e 2018), due ATP di Montecarlo (2014 e 2016), due turni di Fed Cup (Italia-Slovacchia a Forlì 2017 e Italia-Belgio a Genova 2018), l'ATP tedesco di Halle nel 2019 e nel 2023, le ATP Finals di Londra 2019. Per Sportsenators è stato inviato a Wimbledon 2022 e agli Internazionali d'Italia a Roma del 2024. Autore di circa 350 articoli.

Post correlati

  • Via al Mondiale di rugby femminile: da domani, forza Italia!
  • “Non puoi fidarti di gente così – storia della nazionale di rugby che sfidò l’apartheid”
  • Sarà la Siva Tau, la danza di guerra samoana, a dare l’avvio al tour estivo degli Azzurri
  • La giovane onda blu travolge i più esperti azzurri
  • Palestra di notte, campi da rugby ovunque e zero cazzeggio. Un bolognese nella terra degli All Blacks
  • Oltre ogni previsione: il Mondiale di Rugby Femminile 2025 è già nella leggenda

Ultimi articoli

  • Fiocchi di Ghiaccio – Le magie di Giacomel, gli Europei d’argento dello skeleton, i dubbi di Brignone
  • I mani-comi, le “riserve” e la Befana dei centravanti-scopa
  • Il reso del pacco Amazon
  • Ma perché Venus Williams a 45 anni gioca ancora?
  • Trump fa più spettacolo della Juve
  • Dall’ammiraglio Nelson e Maceroni al Genoa: i figli d’immigrati ci portano ai Mondiali di cricket!

Sport Senators

Le grandi firme di 45 Olimpiadi, 8 mondiali di calcio, 86 tornei del Grande Slam, 13 Tour de France, 43 giri d’Italia, 20 GP di Formula 1, 31 Mondiali di Atletica leggera, 100 campionati Mondiali ed Europei di nuoto, ginnastica, scherma, judo, e tanti altri sport.

Accounts Social

  • Facebook
  • Twitter

Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
Iscriviti!

Cerca

Sport Senators © 2018 - All Rights Reserved | Testata registrata al Tribunale di Milano. Registrazione n.168 del 30.05.2018. Direttore responsabile Vincenzo Martucci

  • Home
  • Chi Siamo – Le nostre firme
  • Sport
  • Accadde Oggi
  • Galleria
  • Sport per Tutti
  • TennisVintage
  • Privacy policy

Continuando la navigazione, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi