Roma, Internazionali d’Italia. Per l’occasione, il tennis espande ancora una volta i suoi confini, invadendo la meravigliosa cornice dello Stadio dei Marmi, teatro dell’atletica leggera intitolato a Pietro Mennea. Qui va in scena il derby tra Lisa Pigato e Tyra Caterina Grant. Derby perché italiane. Due volte derby perché amiche. Entrambe sono legate alla capitale e al suo pubblico, a cui, nell’edizione scorsa del torneo, hanno regalato una grande vittoria in doppio, battendo la coppia Danilina-Khromacheva, al tempo numero nove nel ranking. Dopo quel match, Lisa aveva dichiarato di aver finalmente fatto pace con Roma e con tutte quelle pressioni che, se non convertite in stimoli e obiettivi, finiscono inevitabilmente per condizionare gli italiani che vi giocano.
Quella stessa capacità di gestire la tensione la ritrova soprattutto a inizio incontro. Pigato, da subito più attenta e concentrata, prende costantemente il tempo all’avversaria, ne limita la superiorità fisica e si impone tecnicamente nel primo set. 6-1. Poi la reazione di Grant. Grazie al continuo confronto con il suo team e ad un provvidenziale cambio di racchetta, torna la luce dopo l’iniziale blackout. A supportarla anche il caldo tifo dell’arena, come sottolinea nel post-partita: «ho sentito che tanti erano dalla mia parte e devo dire che non mi mette pressione, anzi mi ricordavano di rimanere dentro la partita e di non perdere la concentrazione. Mi hanno aiutato tantissimo».

Il secondo set ribalta il risultato del primo: 2-6 ed esito rimandato all’ultimo terzo di gara. Due break di Tyra, due contro-break di Lisa. Il tentativo successivo è quello buono: ottenuto il 4-5 sull’avversaria, l’italoamericana non fallisce il game decisivo di servizio, scacciando i fantasmi del suo ultimo percorso in singolo al Foro, quando aveva perso all’esordio contro Ruzic dopo aver fallito due match point. L’anno dopo non trema davanti alla vittoria: «Anche oggi ho avuto due match point. Perso il primo, ho avuto paura di rivivere le emozioni dell’anno scorso. Quello che penso abbia fatto la differenza è che ho giocato il punto decisivo con più personalità, con il pensiero di doverlo chiudere io, senza sperare lo sbagliasse l’altro». Servizio vincente, game, set and match.
Di fronte ad un’ottima Pigato, Grant dimostra di avere ampissime prospettive di crescita. Il suo grande talento va sicuramente coltivato, lavorando in particolar modo su quei cali emotivi che rischiano di condizionarne i risultati. Tenendo presente la sua giovanissima età e le implicazioni che questo comporta, non ci resta dunque che aspettare!
Dal nostro inviato a Roma, Riccardo Maggioni (Foto in pagina ed in alto della FITP)
