E pensare che ha iniziato a giocare a tennis seriamente solo a 14 anni quando ha deciso di lasciare per sempre il calcio, con il cuore ‘spezzato’ da grande tifoso della Roma, per dedicarsi allo sport che papà aveva praticato con buoni risultati per tutta una vita fino alla soglia della Top 250. Stiamo parlando dell’azzurro Flavio Cobolli che oggi sul campo numero 2 di Wimbledon ha messo a segno un’altra prestigiosa vittoria sconfiggendo l’ex vincitore Slam Marin Cilic con il punteggio di 64 64 67(4) 76(3) e mercoledì prossimo sul campo centrale sfiderà Mister 24 Slam Nole Djokovic. Una vittoria che ha fatto emozionare i tanti tifosi italiani presenti sulle tribune del campo e che ha fatto esplodere in un piatto a dirotto il Papà ed il fratellino prima dell’abbraccio con loro e con il suo amico il calciatore Edoardo Bove che lo ha raggiunto qui a Londra.
Quella di oggi per il giocatore romano è una vittoria che viene da lontano o meglio dal percorso di crescita irrefrenabile che lo ha portato ad entrare nella Top 20 della classifica Atp a 24 anni dopo aver chiuso il 2024 da 32. Cobolli quest’anno ha vinto i suoi primi due titoli ATP a Bucarest (in finale sull’argentino Sebastian Baez) e ad Amburgo (sul moscovita Andrey Rublev) ed oggi è diventato l’ottavo italiano nella storia a raggiungere i quarti di finale del singolare maschile a Wimbledon dopo Uberto de Morpurgo (1928), Nicola Pietrangeli (1955 e 1960), Adriano Panatta (1979), Davide Sanguinetti (1998), Matteo Berrettini (2021), Jannik Sinner (2022, 2023 e 2024) e Lorenzo Musetti (2024).
Una vittoria di famiglia
Una vittoria che viene anche dal grande rapporto, a volte fin troppo litigarello con il Padre Stefano: “chi ci vede per strada pensa che siamo due matti perché a volte litighiamo anche in modo forte ma poi sappiamo che ci vogliamo bene e superiamo tutto. Ho parlato anche con altri miei colleghi che hanno il padre come allenatore e la situazione non è che sia migliore della mia. Ci vuole tanta pazienza anche perché io sono un tipo al quale non è mai piaciuto tanto allenarsi ma ultimamente ho cambiato anche questo modo di fare ed i risultati iniziano a vedersi. La cosa che è migliorata in me è la voglia di migliorarmi in tutto. Per esempio mangio meglio. Mi alleno meglio, mi alleno di più ed in questo mi aiutano le persone del mio staff. Credo che anche la serenità che abbiamo raggiunto ci aiuta nel lavorare sempre bene”.
Certo in Italia l’esempio di Sinner sta facendo scuola e Falvio lo dice apertamente che cerca di seguire il suo esempio e quello di campioni come Nole. “Jannik rappresenta per tutti noi un modello da seguire, dall’allenamento che ho fatto con lui e prima ancora con Djokovic ho cercato di carpire i segreti ma quello che mi impressiona di più è il loro atteggiamento mentale”.
Come detto in apertura proprio il ‘vecchio’ Nole sarà il prossimo avversario con la speranza di ripetere le vittorie di Cecchinato e di Sinner in uno Slam proprio contro il giocatore serbo cosi da vendicare anche la semifinale dello scorso anno contro Musetti. Daje Flavio non fermarti più.
Da Wimbledon, Daniele Flavi
