Attenti a quei tre. Non solo Jannik Sinner, Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego che oggi portano per la prima volta tre italiani negli ottavi di Wimbledon, ennesimo record del Rinascimento azzurro. I loro avversari, Grigor Dimitrov, Marin Cilic e Ben Shelton sono tre temibili, motivatissimi, guastatori di qualità del Tour.
JANNIK FAVORITO
A parte Alcaraz e forse ancora Djokovic, è difficile trovare avversari che partano favoriti o davvero alla pari contro il primo italiano numero 1 del mondo, peraltro sicuro sul trono da 56 settimane. Pur su una superficie dai rimbalzi infidi, che costringe ad altri tagli di palla e ad altri movimenti rispetto a cemento e terra rossa, il 23enne altoatesino può far valere una superiorità da fondo. Che, da quattro confronti di fila, scoraggia il delizioso fiorettista bulgaro, sempre meno continuo di fisico e motivazioni. Rinnovando, in parallelo, lo schema che ha portato il giocatore di riferimento di Sinner, cioé Djokovic, a battere tanto più spesso, l’autentico idolo di Grisha, e cioé Federer. Concretezza e solidità contro fantasia e qualità. Anche se Sinner sa bene di dover ridurre l’incidenza del servizio, che, in 3 match, ha fruttato a Dimitrov 52 ace e l’82% di punti con la prima (quarto del torneo).
SCALATA “COBBO”
Per Flavio Cobolli, che ha appena scoperto di amare l’erba del tennis come amava quella del calcio da promessa della Roma – e oggi spera di avere a bordo campo lo sfortunato amico Bove -, la prima volta negli ottavi Slam sarà un problema in più contro la vecchia volpe Marin Cilic. Che è rimasto 191 settimane tra i top 10 e 482 tra i top 20, è salito fino al numero 3 e, nell’era Fab Four, ha vinto gli US Open ed è stato finalista a Wimbledon e agli Australian Open (perdendo sempre contro Federer) e semifinalista al Roland Garros. L’attuale classifica, 83, è fuorviante: 12 mesi fa era 1078, direbbe Jack Draper che col bosniaco ha subito 53 vincenti (16 ace). “Non mi succede spesso che mi bullizzino, strappandomi la racchetta dalle mani”. “Chila” può peraltro tenere lo scambio da fondo e poi cercare la soluzione in tanti modi, con la motivazione extra di chi un anno fa s’è operato per la seconda volta al ginocchio destro (dopo 20 mesi di stop), sembrava finito e, invece, a 36 anni suonati, ha risalito la china dai Challenger, e oggi vuole continuare a mostrare ai figlioletti Baldo e Vito quant’è bravo papà. Al di là dei 2 metri d’altezza, il figlio di Medjugorje che s’ispira al mitico maratoneta Kipchoge è una montagna da scalare per “Cobbo”, allievo-meraviglia di papà Stefano. Superarla sarebbe quasi da top 10. Come tenere botta in allenamento a Sinner. Ieri, alla fine della seduta, s’è lasciato scappare uno scherzoso: “Finalmente, stavo a morì!”.
SCUDO “SONNY”
A 30 anni il magnifico guerriero Lorenzo Sonego che ha domato Nakhashima dopo 5 ore, rintuzzando sabato tutte le fughe del nippo-statunitense, avrà recuperato per fronteggiare, attaccando lui, il potente attaccante bum bum Ben Shelton, di 8 anni più giovane? Stavolta difficilmente l’amico Sinner potrà dargli una spinta emotiva in più assistendo al suo match e i testa a testa (3-1 anche sulla terra rossa di un mese fa a Parigi), oltre alla superficie particolarmente veloce, danno favorito il mancino dal servizio a 238 chilometri all’ora. Anche se ci piacerebbe moltissimo se il torinese (e orgoglioso torinista) rispedisse al mittente quel dispregiativo “So soft, so soft” (“Sei così morbido, così morbido”) che l’esuberante teenager yankee disse a Vavassori, mostrandogli i pettorali, dopo avergli tirato addosso in doppio a Montecarlo fratturandogli una costola.
Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 7 luglio 2025)
