Un anno dopo è ancora Wimbledon il teatro del ritorno di Fabio Fognini. Dodici mesi fa, proprio nella sala stampa dell’All England Club, il ligure annunciava la fine della sua carriera da professionista. Lo faceva con la serenità di chi aveva appena disputato una delle partite più emozionanti degli ultimi anni, quella persa al primo turno contro Carlos Alcaraz dopo averlo costretto a una battaglia di quasi cinque ore sul Centrale. Una sconfitta trasformata in una standing ovation, il modo migliore per salutare il tennis giocato.
Oggi Fognini è di nuovo a Wimbledon. Non più nel tabellone principale, ma nel tradizionale torneo di doppio riservato alle leggende, dove nelle prossime ore scenderà in campo al fianco dell’ex numero uno del mondo Lleyton Hewitt. Un ritorno speciale, accolto con l’affetto del pubblico inglese e con la curiosità dei giornalisti che lo hanno ritrovato esattamente nello stesso luogo dove dodici mesi fa aveva chiuso una carriera lunga oltre vent’anni.
“Faccio il papà, gioco a golf e… a calcetto”
La prima domanda è inevitabile: cosa succede nella vita di Fabio Fognini dopo il tennis? La risposta arriva con il sorriso che lo ha sempre contraddistinto.
«Intanto faccio il papà, che è la cosa più importante. Poi gioco a calcetto… tanto le caviglie ormai le ho operate tutte, peggio di così non posso farmi. E soprattutto gioco tantissimo a golf.»
Una passione scoperta negli ultimi mesi.
«Mi rilassa davvero tanto. So che può sembrare strano, ma è così. Mi diverto, gioco qualche partita a padel con gli amici e ogni tanto mi chiedono qualche video o qualche partecipazione. Insomma, mi tengo impegnato.»
Il tennis, però, non è mai troppo lontano.
«Adesso me lo godo da spettatore. È bello vedere gli altri giocare, vedere chi va avanti nei tornei. È una sensazione completamente diversa.»
“Ballando con le Stelle? Non due volte”
Dopo l’esperienza televisiva che lo ha visto protagonista a Ballando con le Stelle, le proposte non sono mancate.
«Qualche telefonata è arrivata, è vero. Però ancora non mi sento pronto.»
Il motivo va oltre il piccolo schermo. «Sto vivendo un momento di transizione. È passato solo un anno, ma sono successe tantissime cose e credo di non aver ancora metabolizzato completamente il fatto di aver smesso.»
“La vita cambia completamente”
Il cambiamento più grande riguarda la quotidianità.
«Devo entrare in una nuova ottica di vita, quella familiare. Non è semplice né per me né per mia moglie. Stiamo costruendo una nuova routine giorno dopo giorno». La famiglia ha ormai scelto Milano come base.«Adesso viviamo stabilmente lì. Piano piano troveremo il nostro equilibrio e sono sicuro che prenderò le decisioni giuste.»
“Dentro si soffre”
Poi il tono cambia. Perché smettere, per un campione, non è mai semplice. «Si soffre. Si soffre davvero, dentro. A un certo punto devi prendere una decisione e accettarla». Eppure non ha alcun rimpianto. «Ripensandoci oggi, credo che salutare il tennis proprio qui a Wimbledon sia stata una delle migliori decisioni della mia carriera.»
Il ricordo torna inevitabilmente a quella sfida con Alcaraz.
«Chi avrebbe mai immaginato una partita del genere? Il giorno prima era impensabile. Venivo da due o tre anni complicati, con tanti infortuni, continui stop e ripartenze. Avevo ancora voglia di competere, perché quella non ti passa mai, ma il fisico non mi permetteva più di essere il Fabio che volevo.»
“Non fate paragoni con il tennis di oggi”
Da osservatore privilegiato, Fognini invita anche a evitare confronti tra epoche diverse. «Il tennis che giocavo io era completamente differente. C’erano altri avversari, altre caratteristiche, un altro modo di stare in campo. Fare paragoni oggi non ha molto senso.»
Da rivale a primo tifoso
Il cambiamento più evidente riguarda il modo con cui vive il tennis italiano. Per anni è stato uno dei protagonisti assoluti, spesso anche il punto di riferimento della squadra azzurra. Oggi guarda tutto con occhi diversi.
«Prima c’era inevitabilmente un po’ di competizione. Facevo parte di quel gruppo. Adesso invece mi godo tutto da primo tifoso.»
E il sorriso si allarga quando parla della nuova generazione. «È bellissimo vedere Jannik Sinner vincere praticamente ovunque. Fa sembrare normali cose che normali non sono». Ma non c’è soltanto il numero uno del mondo.
«Sono felicissimo anche per Flavio Cobolli. Sta crescendo tantissimo e qui a Wimbledon ha raggiunto di nuovo i quarti di finale. Ha davanti una grande occasione e se l’è costruita tutta con il suo lavoro.»
L’elenco continua.
«Arnaldi ha fatto bene sia al Roland Garros sia qui. Berrettini sembra finalmente sulla strada giusta dopo tanti problemi fisici. Tutto questo fa bene al tennis italiano.»
“La cosa più bella? Vedere l’Italia protagonista”
Fognini osserva il movimento con l’orgoglio di chi ha contribuito ad aprire la strada. «Oggi il nostro tennis è diventato un punto di riferimento nel mondo. È questo che conta davvero. Vedere tanti italiani protagonisti nei grandi tornei è la soddisfazione più grande.»
E Flavia Pennetta?
Inevitabile una domanda anche sulla moglie Flavia Pennetta e sull’ipotesi di un ritorno alle competizioni.
Fabio sorride. «Lei continua a giocare a tennis tutte le settimane a Milano. In questo periodo abbiamo anche fatto qualche partita insieme.» Poi chiude subito ogni possibile suggestione. «No, un ritorno non è proprio nei suoi pensieri. Ma questa domanda dovete farla a lei». Intanto, dodici mesi dopo quel commovente addio, Wimbledon riabbraccia uno dei suoi personaggi più amati.
Questa volta senza la pressione del risultato, ma con la stessa voglia di divertirsi. Perché il tennis, in fondo, non si smette mai davvero di amarlo.
Da Wimbledon, Daniele Flavi
