Dieci semifinali Slam a soli 24 anni. Jannik Sinner continua a scrivere pagine sempre più importanti della sua carriera e lo fa tornando tra i migliori quattro di Wimbledon, il torneo che un anno fa gli regalò il primo titolo sull’erba londinese. La vittoria contro Jan-Lennard Struff è arrivata al termine di una partita meno semplice di quanto racconti il punteggio: un avversario aggressivo in avvio, capace di spingere fin dai primi punti, e un Sinner bravo ad assorbire la pressione prima di prendere definitivamente in mano l’incontro.
“Posso ancora migliorare”
In conferenza stampa il numero uno del mondo ha analizzato con lucidità una prestazione che considera positiva, ma ancora migliorabile. «Oggi è stata una partita abbastanza difficile. Lui ha iniziato molto bene, ha spinto subito dall’inizio e io ho cercato di tener botta. Poi mi sono sciolto un pochettino e ho giocato meglio. Sicuramente c’è ancora spazio di miglioramento e lo devo fare per la prossima partita».
È proprio questa continua ricerca della crescita uno dei tratti distintivi del suo tennis. Sinner riconosce di aver scelto, almeno nella prima parte delle partite, un approccio più solido e con maggiori percentuali, prima di aumentare il ritmo nei momenti decisivi. «Sto giocando abbastanza bene e credo che ogni giorno vada un po’ meglio. Se voglio avere una chance in semifinale devo sicuramente alzare ancora il livello. Sto cercando di servire molto bene, di stare attento nei miei turni di battuta e in risposta provo sempre a restare lì».
Il salto di qualità nel servizio
Il servizio, infatti, rappresenta probabilmente il salto di qualità più evidente rispetto allo scorso anno. I numeri raccontano un miglioramento netto, ma dietro c’è soprattutto un lavoro tecnico e fisico costruito nel tempo. «Negli ultimi due anni abbiamo lavorato tantissimo. Abbiamo cambiato il movimento, il lancio di palla, il tempo e tante altre cose. Non abbiamo cercato solo più velocità, ma il servizio giusto nel momento giusto. La cosa più importante qui è la percentuale: se metti tante prime su questa superficie ti aiuta tantissimo». Un’evoluzione condivisa con tutto il suo team: «Abbiamo avuto discussioni importanti, eravamo tutti d’accordo. Non è stata una questione di quantità di allenamento, ma di qualità».
Un Sinner sempre più consapevole dei propri mezzi
Una crescita che spiega anche perché oggi Sinner sembri ancora più completo rispetto al campione che dodici mesi fa conquistò il titolo. Più solido al servizio, più efficace nella gestione dei momenti delicati, più consapevole dei propri mezzi senza perdere quella serenità che continua a caratterizzarlo.
Ancora mi diverto a giocare a tennis
Anche quando gli viene chiesto se il peso delle aspettative abbia tolto divertimento al suo tennis, la risposta è spontanea. «Io mi diverto. Ho 24 anni e mi piace giocare a tennis, altrimenti non sarei qui. C’è un po’ più di pressione, certo, ma non posso cambiarla. Più va avanti il torneo e più mi piace. Arrivare ai quarti di finale di uno Slam sembra normale, ma la strada è lunga e durissima. È importante godersi questi momenti».
Tra le novità tecniche della stagione c’è anche una smorzata sempre più presente nel suo repertorio. A Wimbledon l’ha utilizzata meno, ma resta un’arma su cui punta molto. «È un colpo importante a prescindere dalla superficie. A volte non serve per fare il punto, ma per rompere l’equilibrio dell’avversario. Qui è più difficile usarla perché la palla arriva molto veloce, ma nelle prossime partite dovrò essere un po’ più imprevedibile».
La nuova sfida in semifinale
Adesso, però, il pensiero è rivolto soltanto alla semifinale. La decima della carriera negli Slam, un traguardo che certifica una continuità straordinaria per un giocatore di appena 24 anni. E proprio sull’erba dell’All England Club, dove un anno fa ha alzato il trofeo più prestigioso della sua carriera, Sinner ha la possibilità di tornare a inseguire il titolo.
«Sono tranquillo. Non è detto che ce la faccia, però normalmente le semifinali mi piacciono. Mi piace giocarle, mi piace rischiare. Non so cosa succederà, posso solo prepararmi nel migliore dei modi».
È il modo di pensare che lo ha portato fino al vertice del tennis mondiale: nessuna certezza sul risultato, ma la convinzione che il lavoro quotidiano possa ancora alzare il livello. Wimbledon, ancora una volta, è lì davanti. E Sinner è di nuovo a due partite dal sogno.
Da Wimbledon, Daniele Flavi
