Il presupposto da cui partire è chiaro: questa Italia è diversa. Non è più la cenerentola del Sei Nazioni, ma una squadra sempre più competitiva, plasmata con cura dal tecnico argentino. Gonzalo Quesada sta lentamente, ma inesorabilmente, allargando la competizione sui ruoli, una sana strategia di sviluppo che, come notato dall’ex capitano Luca Bigi, sta portando ad una maturazione palpabile del gruppo. La crescita non è più teorica, ma si nota nelle prestazioni e nella solidità di un movimento che vede Treviso e le Zebre come pilastri fondamentali.
“La strategia ha condizionato la scelta della rosa”, ha commentato coach Quesada in conferenza stampa dove ha anche spiegato di non aver avuto nessuna sorpresa sulla rosa scelta da Joe Schmidt “La migliore possibile. Mi aspetto quindi una partita tosta con l’incognita di Carter Gordon, un bravissimo numero 10. Da parte nostra, l’obiettivo è rendere loro la partita più complicata possibile. Hanno una panchina senza seconda linea e per fortuna fanno anche loro 5,3. Immaginiamo una partita molto veloce con lunghe sequenze. I Wallabies sono una squadra che calcia poco, ha tanto possesso ed è fortissima nelle fasi statiche. Una squadra che quando prende la palla le piace tenerla”.
La sconfitta subita proprio per mano dell’Italia è un precedente che i Wallabies non possono e non vogliono ripetere. Il dato storico pende a favore dei Wallabies (22° confronto in totale), ma l’ultimo scontro vinto dagli Azzurri (con il punteggio di misura 28-27 a Firenze nel novembre 2022, interrompendo una serie di 20 vittorie consecutive australiane) ha dimostrato che l’Italia è in grado di sorprendere. Questa nuova identità, apprezzata dal pubblico che ha gremito gli stadi durante l’ultimo Sei Nazioni e che si appresta a ripetersi all’BluEnergy Stadium quasi sold out, è ciò che i Wallabies dovranno affrontare in una partita che incarna perfettamente il duplice obiettivo delle Quilter Nations Series: mettere a confronto Nord vs Sud, un’opportunità vitale per il Nord di scontrarsi con lo stile di gioco spesso più dinamico e fisico dell’emisfero australe, e fare punti nel ranking mondiale.
Luca Bigi, ex capitano azzurro, ha riassunto perfettamente il sentire generale: “Mi aspetto tre partite intense, con un’Italia solida in mischia, ruvida in difesa e capace di esprimere un gioco efficace quando l’attacco gira. Per vincere servirà giocare al 100%, senza lasciare nulla sul campo”.
A disposizione: 16 Billy Pollard (Lindfield Junior Rugby, 18 caps), 17 Aidan Ross ( Bond University, 1 cap), 18 Zane Nonggorr (Gold Coast Eagles, 17 caps), 19 Rob Valetini (Harlequin Rugby Club, 59 caps), 20 Pete Samu (Moorabbin Rams, 33 caps) , 21 Ryan Lonergan (Tuggeranong Vikings, 3 caps), 22 Tane Edmed (West Harbour Juniors, 6 caps) e 23 Filipo Daugunu (Wests Bulldogs, 17 caps).
