Noemi Basiletti è la nuova sorpresa degli Internazionali di Roma. Una “settimana da favola” per la toscana classe 2006. Tre vittorie alle pre-qualificazioni, due nelle qualificazioni contro Arango e Snihur (entrambe in top 100 WTA) e l’incredibile successo nel main draw ai danni di Ajla Tomljanović. Eppure, ai microfoni preferisce parlare di “sogno che si avvera”, realizzato anche grazie alla vicinanza acquisita con il calore del Foro: «È tanto che sono qua, Roma mi è molto familiare, mi sento sempre più a mio agio».
Parla anche dei genitori Paola e Mauro, presenti a sostenerla come nel suo percorso, cominciato dai campi comunali di San Vincenzo, in Toscana, e proseguito alla Rafa Nadal Academy di Maiorca. «Sono sempre andata a scuola. I miei genitori tenevano molto agli studi e io con loro. Ho ricevuto una borsa per l’Accademia di Nadal a 14 anni, mi sono diplomata lì compiuti i 18. Da quest’anno mi alleno al circolo della Stampa di Torino, ho cambiato molte cose dentro e fuori dal campo».
Tra le novità più importanti figurano i suoi nuovi coach, Gennaro Volturo e Federico Maccari, che di recente l’ha definita, per tenacia e determinazione, simile alla Paolini. Queste capacità le ha messe in campo contro la croata, accompagnandole, per quanto possibile, con la spensieratezza che richiede una notte come quella passata, dopo la sospensione dell’incontro per pioggia, sul punteggio favorevole di 5-3. «Tornata in hotel, mi sono addormentata quasi subito. Tempo fa me la sarei vissuta peggio, oggi riesco ad affrontare tutto con più tranquillità».
Primo trionfo in un main draw WTA, primo in un circuito maggiore e 320ª posizione conquistata. Il secondo turno lo giocherà contro un’avversaria che il “tennis dei grandi” lo conosce fin troppo bene, l’ucraina Elina Svitolina, 10ª nel ranking mondiale e due volte vincitrice, tra gli altri, di due titoli qui a Roma. Il risultato sembra scontato, ma la sana ingenuità dei vent’anni può aiutarla a non fissarsi sul tabellone. L’obiettivo è continuare con quanto fatto finora e cogliere l’occasione per imparare dal confronto con i campioni. Lei che li guardava in televisione, ispirandosi a Flavia Pennetta: «Molti mi hanno detto che come gioco e atteggiamento in campo siamo simili. La guardavo molto, è sempre stata per me grandissima fonte d’ispirazione».
Dal nostro inviato a Roma, Riccardo Maggioni (Foto FITP)
