Il 14 luglio è giorno speciale per i francesi perché si celebra l’inizio della Rivoluzione, quella Presa della Bastiglia che ha spazzato via in un attimo l’Ancien Regime.
Chi forse sente più degli altri quella responsabilità è Warren Barguil che al Tour de France 2017 ha la responsabilità di portare sulle proprie spalle la maglia più amata dai transalpini: quella a pois. Il 14 luglio il portacolori del Team Sunweb non può quindi tradire le aspettative dei propri supporters e così, a circa cinquanta chilometri dall’arrivo di Foix, si inserisce in un intrico degno da libro giallo.
In una tappa di 101 chilometri, adatta agli scalatori, far saltare la classifica è molto semplice così dopo solo venti dalla partenza di Saint-Girons è Alberto Contador (Trek-Segafredo), apparso in difficoltà nella prima metà di Tour. Insieme a lui sul Serac d’Ustou scatta Mikel Landa (Team Sky), che dista soli tre minuti da Fabio Aru (Astana Pro Team), approdato in maglia gialla giusto il giorno prima.
La situazione diventa critica per il sardo che a cinquanta chilometri dal traguardo ha due minuti di ritardo e vede la propria leadership vacillare. In suo soccorso accadono però due cose: la prima lo scatto di Barguil insieme a Nairo Quintana (Movistar) al fine di andare a raccogliere punti per i gpm; la seconda l’attacco sul Col de Peguere di Chris Froome (Team Sky).
Una scelta al limite dello scellerato per l’inglese che ha il compagno di squadra davanti e che si porta dietro tutti i propri avversari permettendo di ridurre così lo svantaggio sui battistrada. In vista della vetta davanti Barguil e Quintana rientrano su Contador e Landa, andandosi a prendere i punti necessari per la maglia a pois.
Il quartetto prosegue insieme fino all’arrivo dove Barguil è più lesto in volata anticipando Quintana e Contador, mentre Landa perde le ruote dei colleghi e giunge a due secondi. Il gruppo arriverà a 1’39″ trascinato dalla maglia bianca Simon Yates (ORICA-Scott), mentre Aru paga 1’48″ salvando però il primato.
