Il Diavolo, al secolo Novak Djokovic, si nasconde ad Atene dalle beghe politiche della sua Serbia e dai riflettori del tennis di vertice. Ma nicchia, in attesa di graffiare ancora: a 38 anni, pur giocando appena 13 tornei, è 5 del mondo, con 4 semifinali stagionali Slam, una finale vinta, una persa e una da giocare oggi contro Lorenzo Musetti. Che, aggiudicandosi il titolo nel “250” greco, scavalcherebbe Aliassime e metterebbe un’altra pietra miliare nel Rinascimento del tennis italia portando un secondo azzurro alle ATP Finals da domani a Torino insieme a Jannik Sinner. “Ho visto il tabellone e i gironi, ma non cambia nulla. Prenderò la decisione dopo Atene”, dice il primatista di 24 Majors e di 7 Super8 (ex Masters). Magari preoccupato dai due ragazzi terribili che si stanno spartendo il suo regno: il 24enne Sinner, fatto a propria immagine e somiglianza, e il 22enne Alcaraz, erede di Nadal. Magari speranzoso di presentarsi a Torino con uno scalpo Doc. Anche se quest’anno con gli italiani ha perso con Berrettini a Doha, con Arnaldi a Madrid e con Sinner sia al Roland Garros che a Wimbledon, e oggi incrocia quel Musetti che ha battuto 8 volte su 9, ma l’ha fatto tremare due volte a Parigi. Lorenzo dal braccio d’oro che supera Korda 6-0 5-7 7-5, salvando un match point nel game in cui mette giù 4 ace e un rovescio lungolinea da favola. Salendo tanto di livello in questa rincorsa a Torino.
NUOVA RIVALITA’
Per Nole I di Serbia chi ha scardinato la mitica rivalità Federer-Rafa non c’è reale amicizia dietro tutti quei sorrisi, quelle pacche sulle spalle, quei complimenti, quell’accattivante selfie che i nuovi primi della classifica si fanno sul campo di Torino dopo l’allenamento di due ore che si conclude in parità come i Majors di quest’anno (Australian Open e Wimbledon dell’italiano, Roland Garros e US Open dello spagnolo): 6-3 per Jannik, tie-break 7-3 per Carlos. Con 3000 tifosi, paganti e felici. E tanti di più, di sera, a piazza Castello, per il Media Day. Parola di Alcaraz: “Forse la gente quando pensa a una rivalità pensa che dobbiamo odiarci, ma non è vero. Quando entriamo in campo abbiamo i nostri obiettivi, ma quando ci stringiamo la mano, fuori, siamo le stesse persone. Abbiamo una rivalità molto salutare”.
SCHERMAGLIE
Per diluire la pressione, il Profeta dai capelli rossi ripete da tempo che tenterà ormai il prossim’anno il recupero del numero 1. “Secondo me uno sbaglia se pensa di essere il numero 1 al mondo. Io penso sempre di essere il 2 perché c’è sempre da lavorare. I numeri son quelli, però nella mia mente cerco sempre di motivarmi in altri modi. Sono contento che Zverev ha detto che avrebbe preferito finire nel girone di Alcaraz, so di essere forte sui campi indoor, però appena ti rilassi un attimo è un casino”. Carlitos, dopo i due schiaffi rimediati da Jannik all’esibizione di Riad e lo scivolone di Parigi contro Norrie, sa di avere il Tallone d’Achille sui campi indoor, e predica umiltà: “Se finisce primo è perché se lo merita, ha fatto un finale di stagione fantastico. Ha vinto a Vienna, viene da Parigi, e se finisce primo, è perché vince anche qui e se lo merita davvero. Ovviamente cercherò di evitarlo, ma se dovesse succedere non ne sarei deluso”. Sodale con Sinner sul no alla Davis a Bologna: “Il calendario è molto esigente e difficile, anche di più per lui che è arrivato in finale in ogni torneo. Ha già vinto la Davis gli ultimi due anni rappresentando il suo paese, giocando singolare e doppio. Nessuno ci ha messo più sudore e sforzo di lui. E’ la prima volta che le finali si tengono in Italia e la gente voleva vederlo in casa, ma lo capisco”.
ALTRA ITALIA
Intanto Lorenzo Sonego appena cala col suo straordinario servizio cede in semifinale a Metz a un ottimo Norrie per 4-6 6-2 6-4. Alle WTA Finals di Riad, Rybakina rimonta Pegula per 4-6 6-4 6-3 e oggi sfida per il titolo Sabalenka (6-3 3-6 6-3 ad Anisimova).
Vincenzo Martucci (tratto dal messaggero del 8 novembre del 2025)
