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Formula Grand Prix – Un atto di vanità per celebrare Fittipaldi

Da Marco Cangelli 09/02/2025

La vanità è uno dei peggiori vizi dei dittatori. Da questa mania non poteva scampare Emílio Garrastazu Médici, presidente del Brasile dal 1969, ma soprattutto uno dei più sanguinari capi di stato della storia carioca.

Il politico di origine italiana è alla guida di una delle più efferate giunte della storia carioca, autrice di numerose violenze perpetrate verso gli oppositori locali. Medici però non si accontenta e, per celebrare la sua ascesa al potere, fa costruire a Brasilia un nuovo circuito di Formula 1 dedicato a lui stesso. Il generale non si ferma qui e nel febbraio 1974 organizza il “Gran Premio del Presidente Medici”, un appuntamento fuori campionato, ma dov’è atteso il fuoriclasse verdeoro Emerson Fittipaldi.

Come da tradizione il Mondiale è iniziato in Sudamerica con i gran premi d’Argentina e del Brasile che hanno esaltato il talento di Fittipaldi, autore di una convincente vittoria sul circuito di Interlagos. A una settimana di distanza tutti i suoi tifosi lo attendono però nella capitale dove il 3 febbraio è in programma il nuovo appuntamento creato da Medici. Eccetto Ferrari e Lotus, tutte le grandi scuderie sono al via con il fuoriclasse della McLaren che è pronto a far impazzire una nazione intera.

Carlos Reutemann sulla Brabham al fianco del team manager Bernie Ecclestone

Nonostante l’appoggio di Medici, Fittipaldi deve far i conti con inizio in salita caratterizzato dai diversi scrosci di pioggia che colpiscono il tracciato durante le prove. Il più bravo a sfruttare la situazione climatica è Carlos Reutemann che conduce la sua Brabham in pole position davanti di soli nove millesimi all’eroe di casa e di trentadue al sudafricano Jody Scheckter e all’altro brasiliano Carlos Pace.

Per Medici è un totale affronto, considerato che Reutemann è un argentino. Il dittatore potrebbe accettare tutto, ma non di vedere il successo di un uomo proveniente dalla Pampa, quella terra da sempre in contrasto con il Brasile per il predominio del Sud America. Piani che lo sport non può rispettare, come sa bene anche James Hunt, costretto a scattare dall’ultima piazza con la nuova March in dotazione alla Hesket. I test di qualche giorno prima a Interlagos avevano costretto la scuderia inglese a rivedere i propri piani e abbandonare la nuova auto prevista per la stagione 1974 mettendo a disposizione del pilota britannico un veicolo decisamente non all’altezza.

In gara la situazione non cambia: Hunt finisce fuori gioco già al primo giro a causa di un problema al cambio, mentre Reutemann tiene il comando delle operazioni davanti a Fittipaldi, mentre dietro parte meglio Arturo Merzario che supera Scheckter e Pace posizionandosi in terza piazza con la sua ISO Marlboro.

Arturo Merzario sull’ISO Marlboro con cui conquista il podio

Medici è furibondo, ma ecco che all’improvviso il destino torna a dargli ragione. Al dodicesimo giro un pistone del motore della Brabham si rompe e costringe Reutemann a fermarsi. Al comando passa Fittipaldi che nel frattempo ha guadagnato terreno su Scheckter, risalito al secondo posto dopo esser stato bloccato a lungo alle spalle di Merzario. La situazione non cambia di fatto fino alla fine quando Fittipaldi conquista il successo nel tripudio del suo pubblico. Seconda piazza per Scheckter, bloccato dai problemi di bilanciamento della Tyrrell, mentre Merzario conquista il miglior piazzamento in carriera cogliendo un importante terzo posto.

Medici può festeggiare il personale trionfo in compagnia di Fittipaldi, ma per lui sarà soltanto l’ultima soddisfazione prima del definitivo crollo politico. Il 15 marzo successivo il presidente lascerà spazio al generale Ernesto Geisel lasciando la vita pubblica e vedendo sparire il proprio nome da quello del circuito rinominato “Autodromo di Brasilia”.

Tags: Arturo Merzario, Autodromo di Brasilia, Brabham, Carlos Pace, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Emílio Garrastazu Médici, formula 1, Formula Grand Prix, Gran Premio del Presidente Medici, ISO Marlboro, James Hunt, Jody Scheckter, mclaren

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Nota sull’autore: Marco Cangelli

Nato il 4 giugno 1997 a Bergamo, svolge il ruolo di giornalista pubblicista dal 2016 collaborando con una serie di testate online. Laureato in Scienze Storiche con un Master in Radiofonia, lavora attualmente nella redazione di SportMediaset svolgendo conducendo una serie di programmi presso Radio Statale e Radio RBS. Appassionato di sport a 360 gradi, ha seguito 3 Olimpiadi e un giorno sogna di poterlo fare dal vivo.

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