Ans è conosciuta da tutti come la città della Liegi-Bastogne-Liegi, quel piccolo sobborgo a pochi chilometri dal capoluogo vallone, ma il 13 maggio 2002 si veste di rosa per l’arrivo della seconda tappa del Giro d’Italia.
Qualche settimana prima sulla salita belga è andata in scena una lotta fratricida fra Paolo Bettini e Stefano Garzelli, compagni di squadra alla Mapei e costretti a giocarsi la Doyenne in uno sprint ristretto. A vincere è il “grillo” toscano che precede il varesino, mentre a quindici secondi giunge Ivan Basso per un tripudio tricolore, tuttavia i maligni parlano di un “ordine di scuderia” che obbliga Garzelli a lasciare spazio a Bettini.
Un po’ come quanto accade il 12 maggio a Zeltweg (Austria) quando Rubens Barrichello è costretto ad ascoltare la decisione del muretto Ferrari e lasciare passare il compagno di squadra Michael Schumacher in nome della conquista del Mondiale. Il fine giustifica insomma i mezzi, tranne per Mario Cipollini che alla partenza di Colonia è una furia. Il toscano borbotta, si lamenta con i giornalisti e dichiarano persino che è più grave commettere una cosa del genere che doparsi.
Parole pesanti che circolano in un gruppo in subbuglio, soprattutto quando si passa da Kerpen, città natale di Schumacher, in direzione delle colline belghe dove andrà in scena la rivincita della Liegi. Garzelli si sente un po’ Barrichello e non lo nasconde nonostante continui a ripetere di non essersi fatto da parte per favorire Bettini.
Il livornese cade ed è costretto a lasciare spazio a Garzelli che fa il “diavolo a quattro” già sulla Côte de Saint-Nicolas dove manda in crisi Cipollini, Gilberto Simoni e Marco Pantani. Alle sue spalle rimangono soltanto il tedesco Jens Heppner, l’americano Tyler Hamilton, l’olandese Michael Boogerd, il belga Rik Verbrugghe, ma soprattutto il fiorentino Francesco Casagrande.
Il toscano sembra averne di più questa volta, dopo essersi visto sfilare la maglia rosa dalle spalle da Garzelli nel 2000 all’ultima cronometro, ma anche stavolta il varesino è il più lesto. Il capitano della Mapei si impone in volata davanti a Heppner e Davide Rebellin, ma soprattutto guadagna terreno su Simoni strappando la leadership a Cipollini.
Per Garzelli sembra soltanto l’inizio di un Giro dominato dall’inizio alla fine, ma per il lombardo sarà soltanto l’anticamera di un incubo che lo porterà agli inferi.
