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Tennis

Sinner ci prova, Cobolli sogna una storica semifinale a Wimbledon

Da Vincenzo Martucci 09/07/2025

Non si presenta in campo: è talmente a rischio-rinuncia che gli organizzatori, in perfetto english style, l’hanno programmato sul Campo 1, anziché sul Centre Court, come spetterebbe al re della classifica mondiale. No, va in campo, gioca regolarmente, vede come va e se proprio sente dolore al gomito destro e teme di rischiare guai peggiori contro bum- bum Shelton, si ritira. Queste due tesi hanno continuato a correre in parallelo, consolidando il giallo-Sinner tutto ieri: dalla mattina, quando Jannik si è sottoposto agli esami strumentali per definire l’infortunio nel primo game degli ottavi di lunedì contro Dimitrov, al pomeriggio, quando il suo allenamento, fissato alle 16 locali, è stato cancellato coi media già schierati inutilmente in massa ad Aorangi Park, alla sera, quando il super-coach, Darren Cahiil, che collabora con la tv ESPN ha postato: “Siamo andati sui campi al coperto e gli abbiamo passato la palla per 20-30 minuti , giusto per sentire la palla. Starà bene. E’ stato bello tornare in campo: è impossibile per lui prendersi un giorno di riposo. Ma ha perso circa 9 chilometri e mezzo sul dritto”. E il giallo si è risolto.

 

PERPLESSITA’

Resta la prestazione negativa del Profeta dai capelli rossi che s’è salvato contro il bulgaro, costretto al quinto ritiro consecutivo negli Slam sul 6-3 7-5 2-2 per uno strappo ai pettorali. Una prestazione spiegabile con la scivolata che ha tolto subito energie e sicurezze al primo italiano numero 1 del mondo, o con la maiuscola prestazione del clone di Roger Federer che, con lo slice e i movimenti giusti sull’erba, ne ha smascherato i limiti tecno-tattici scambiando profondo da fondo e attaccandolo repentinamente? E come fronteggiare la potenza del prossimo avversario? Dev’essere ben ingolfata di pensieri la testa del 3 volte campione Slam, semifinalista a Wimbledon due anni fa (battuto da Djokovic), stoppato l’anno corso da Medvedev nei quarti in 5 set dopo aver eliminato l’avversario dei quarti di quest’anno. Che ha battuto 5 volte su 6, le ultime 5 di fila.

 

PROBLEMI

Con la prima di servizio la grande speranza del tennis Usa, il 22enne mancino Ben Shelton, supera 240 all’ora, con la seconda viaggia sui 190. Ma, da ex showman di college, si carica di adrenalina anche schizzando veloce sul campo ed eccitando la fidanzata, Trinity, calciatrice, figlia dell’ex stella NBA, Dennis Rodman, oltre a papà Bryan (coach) e mamma (Lisa). “La prima difficoltà con lui viene dalla battuta, è anche migliorato molto da fondo, ha giocato un gran match contro Carlos (Alcaraz) a  Parigi. Sa giocare su tutte le superfici. L’anno scorso qui non è stato facile batterlo”, fotografa Sinner. E l’esuberante attaccante che vuole togliersi di dosso l’etichetta di “serve-bot”, robot di servizio, risponde: “Sinner è una macchina. Io voglio giocare il mio miglior tennis alla fine di questi tornei per battere questi ragazzi. Ora ho altre armi, e voglio dimostrarlo”. Quale miglior test concretezza, continuità, risposta e gioco da fondo di quello contro il numero 1?

Cobolli sogna in grande

La parola chiave è leggerezza. Un po’ reale, alla romana, tanti sorrisi, qualche sfottò, molto non prendersi sul serio, ma con un’enorme attenzione all’ultimo allenamento di rifinitura con Alberto Camerata sul campo e papà Stefano a seguire ogni battito di ciglia di Flavio Cobolli. Chiamato oggi sul Centre Court (secondo match dalle 14.30 italiane) all’esame di maturità: nei primi quarti Slam, a Wimbledon, contro l’idolo Novak Djokovic, primatista di 24 Majors e i Championships nel mirino, all’assalto dell’aggancio-record a quota 8 di Federer dopo le 2 ultime finali perse contro Alcaraz, e un gioco utilitaristico che più utilitaristico non si può, centellinando energie e vincenti, sfruttando l’esperienza di 64 quarti Slam, 16 all’All England Club, da orgoglioso 38enne, ultimo Fab Four che sfida un ragazzo di 23 anni carico di vitalità e di coraggio.

 

LA VOCE DEL PADRONE

“In questi casi, su una ribalta così, in un grande match, senza esperienze dirette, capita anche di giocare troppo con le proprie emozioni”, suggerisce amicale la vecchia volpe. Che segna la distanza e il territorio: “Dovrò chiedere indicazioni a mio figlio Stefan che ci ha palleggiato un po’”. Anche se quando incrocia “Cobbo” ad Aorangi Park ci ride e ci scherza, quasi a suggerirgli, paternalistico, di viverla come se avesse già vinto il suo torneo, con l’ingresso nei top 20 della prossima settimana. Riuscirà Flavio ad essere freddo come contro Cilic, dimenticarsi chi ha di là del net e mettere in pratica la tattica anti-Djokovic come ha fatto Alex de Minaur? Novak va impegnato in palleggi profondi al centro, evitando di dargli angoli, soprattutto sul rovescio, con pazienza, per poi tirare forte alla prima occasione, con determinazione. Ovviamente servendo (nei primi due set contro Cilic ha perso appena 8 punti, 4 per set, in 10 turni di servizio, con punte a 210 all’ora) e rispondendo bene (soprattutto di rovescio), con qualche fuga improvvisa a rete e qualche smorzata e con la speranzella di una giornata particolarmente calda e di un match che s’allunga.

 

SEGRETI

Il precedente di ottobre a Shanghai perso 6-1 6-2 praticamente senza giocare aiuterà Cobolli, come il tifo dei chiassosi e passionali amici di sempre e come questa sua crescita costante e impressionante, senza scossoni, con papà che minimizza tutto e, simile a lui, gliele fa capire ed accettare. Come la necessità di salire di livello allenandosi più volte a Casa-Alcaraz e a Wimbledon, con Djokovic (appena arrivato) e con Sinner (domenica): “Cerco sempre di rubare qualcosa, e imparo sempre. La parte mentale è quella che mi colpisce di più. Jannik è il punto di riferimento di tutti: cerco di capire cosa fa, come pensa, l’ultimo allenamento mi ha dato tanto, anche per capire quanto lavoro c’è, e non si vede”. Papà Stefano dice che non parla mai di tennis con Flavio (e Ivan Ljubicic, sorride dubbioso, da ex 3 del mondo che, da coach, con Federer parlava molto), Flavio sostiene che gioca d’istinto, sul momento, col sorriso: “Pensando solo a me stesso”. Con leggerezza.

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 9 luglio 2025)

 

Tags: Cobolli sogna una storica semifinale a Wimbledon, Sinner ci prova

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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