Dopo otto anni di stop per la guerra, il Tour de France torna in tono minore nel 1947 con la Nazionale Italiana e quella Francese a contendersi lo scettro. Una corsa senza veri padroni e senza grandi big, tanto che fughe da lontano possono caratterizzare la classifica generale.
Quando si arriva a Bordeaux il 14 luglio la maglia gialla risplende sotto il sole transalpino e, nel giorno della Presa della Bastiglia, lo fa grazie a Réne Vietto, proprio l’uomo giusto al momento giusto, in grado di portarsi a casa il successo finale.
La cittadina dell’Atlantino non è però di certo terreno per gli scalatori così per la maglia gialla c’è un po’ di tranquillità. Poco da segnalare in corsa se si eccettuano i tentativi di fuga portati avanti da Albert Bourlon, Vincenzo Rossello e Jean Breuer, presto ripresi dal gruppo.
Ci provano una decina a cinquanta chilometri dall’arrivo, ma anche questi rientrano presto nei ranghi portando così il plotone stancamente verso la volata. Qui lo sprint però è caotico e a uscire dalla mischia è lo svizzero Pietro Tarchini.
Sarebbe stato il terzo trionfo elvetico dopo quelli di Ferdi Kübler a Lille e Besançon, ma la giuria dice di no. Tarchini si sarebbe infatti aggrappato alla maglia di Giuseppe Tacca così il successo passa all’italiano che firma il momento più bello della sua carriera.
