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Sport di contatto

Nella tana degli All Blacks: per il riscatto c’è la carta Allan

Da Benedetta Borsani 10/07/2026

Dimenticare Tokyo, resettare la mente e guardare dritti in faccia la storia. Per la Nazionale Italiana Maschile di Rugby non c’è spazio per i rimpianti dopo il pesante 27-10 subito al debutto contro il Giappone. Domani – sabato 11 luglio, alle 17:10 locali (le 7:10 del mattino in Italia)– gli Azzurri scenderanno sul prato dello Sky Stadium di Wellington, già esaurito in ogni ordine di posti, per la seconda giornata del Nations Championship.

Ad attendere l’Italia c’è l’avversario più iconico e spietato del panorama internazionale: gli All Blacks. Una sfida dal fascino immutato, dove il rispetto dei padroni di casa si misura già dalle scelte di formazione, che non lasciano spazio a cali di tensione. Resta solo da scoprire quale Haka accoglierà gli Azzurri sul terreno di gioco, dopo la Kapa o Pango esibita nel match con la Francia.

Quello di domani sarà il confronto numero diciannove tra le due selezioni. La Nuova Zelanda rimane l’unica superpotenza di “Tier 1” mai battuta dall’Italia nella storia della palla ovale. L’incontro sarà trasmesso in diretta su Sky Sport e, in chiaro per tutti gli appassionati, su TV8.

La lavagna tattica di Quesada: esperienza al piede e gestione della pressione

In conferenza stampa il Commissario Tecnico Gonzalo Quesada ha analizzato la sconfitta in terra nipponica con estrema lucidità, senza drammatizzare ma evidenziando quegli errori millimetrici che, a ridosso del vertice internazionale, pesano come macigni. L’allenatore argentino ha sottolineato come l’Italia abbia sprecato ben otto situazioni di netta superiorità numerica e territoriale, un lusso che non ci si può permettere. A questo si sono aggiunti i molti calci tattici imprecisi che hanno finito per regalare il possesso ai contrattacchi avversari. L’unica nota pienamente positiva è stata l’attitudine difensiva, con un gruppo capace di non mollare anche a partita compromessa. Per invertire la rotta contro i maestri neozelandesi, Quesada ha quindi deciso tre cambi strategici nel quindici titolare. La novità più rilevante è lo spostamento della maglia numero 15 sulle spalle di  Tommaso Allan. Fresco delle 90 presenze raggiunte a Tokyo, il trentanovenne vicentino rappresenta l’anello di congiunzione tra il passato e il presente di questa Nazionale. Il suo impiego come estremo mira a garantire calma, carisma e precisione chirurgica nel gioco al piede. Sarà lui il secondo regista in campo, pronto ad alleggerire la pressione all’apertura Paolo Garbisi.

Nel triangolo allargato e nei centri trova una solida conferma il giovanissimo Malik Faissal all’ala. Il talento dei Northampton Saints ha convinto pienamente il CT al debutto, meritandosi la conferma a discapito di Monty Ioane (per il quale Quesada ha tenuto a sottolineare che si tratta di una rotazione strategica per ampliare la rosa in chiave Mondiale). Sull’altra fascia opererà Louis Lynagh, al suo esordio nel torneo. La collaudata coppia di centri formata da Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello (che tocca quota 40 caps) farà da diga in mezzo al campo, mentre le chiavi della mediana restano a Stephen Varney e Garbisi.

In terza linea, insieme a capitan Michele Lamaro e a Lorenzo Cannone (anch’egli al traguardo delle 40 presenze in maglia azzurra), rientra dal primo minuto il flanker degli Exeter Chiefs, Ross Vintcent. In seconda linea agiranno Andrea Zambonin e Niccolò Cannone, mentre la prima linea sarà composta dai piloni Marco Riccioni e Danilo Fischetti, con Tommaso Di Bartolomeo nel ruolo di tallonatore. In panchina siederà il giovane Giulio Marini (Benetton Rugby), pronto a diventare il diciannovesimo esordiente della gestione Quesada.

Il fronte All Blacks: Rennie alza la guardia contro l’evoluzione azzurra

Se l’opinione pubblica e la stampa neozelandese tendono a liquidare la pratica parlando di un ampio turnover per l’impegno teoricamente più agevole dell’anno, all’interno del quartier generale degli All Blacks l’atmosfera è radicalmente diversa. Lo staff tecnico dei Tuttineri ha alzato immediatamente le antenne, blindando la concentrazione. Il capo allenatore Dave Rennie ha tracciato la linea, non lasciandosi condizionare dal recente passo falso dell’Italia contro il Giappone: “Noi non commetteremo lo stesso errore. Siamo ben consapevoli delle qualità dell’Italia e di certo non ci sorprenderanno”. Il tecnico neozelandese ha dimostrato di aver studiato a fondo l’evoluzione impressa da Quesada, definendo il piano di gioco italiano “innovativo” e mettendo in guardia i suoi sulla pericolosità delle fasi statiche azzurre. L’imperativo per i neozelandesi sarà la pulizia nel possesso, per evitare che la pressione difensiva dell’Italia possa soffocare la manovra dei trequarti.

Gli fa eco il suo secondo Neil Barnes, profondo conoscitore del rugby italiano per i suoi trascorsi nello staff della Nazionale azzurra. Barnes ha ribadito come l’Italrugby sia ormai una squadra solida, forte della crescita mostrata nell’ultimo Sei Nazioni e dotata di linee di corsa e di una mischia capaci di fare male a chiunque.

Una dichiarazione di rispetto che si riflette direttamente sulla formazione: i cinque cambi rispetto al match con la Francia servono solo a gestire le energie, ma il XV scelto per Wellington resta una corazzata di altissimo livello.

Le chiavi del match

L’arbitro dell’incontro sarà il francese Luc Ramos. Si prospetta una partita di enorme sofferenza fisica e mentale, dove la disciplina nei punti d’incontro sarà vitale per non concedere transizioni veloci agli All Blacks, pronti a punire ogni minimo pallone perso. La motivazione all’interno dello spogliatoio azzurro è ai massimi livelli: giocare in Nuova Zelanda è un’opportunità rara nella carriera di un atleta. L’intensità espressa in settimana fa sperare lo staff tecnico in una prestazione d’orgoglio, fondamentale anche per presentarsi con la giusta fiducia all’ultimo atto della tournée nell’Emisfero Sud, in programma sabato 18 luglio a Perth contro l’Australia. E le parole di capitan Lamaro fanno bene sperare: “Terremo il piede sull’acceleratore per 80 minuti, aggredendoli su ogni palla”.

Gli Azzurri

1 Danilo Fischetti (64 caps), 2 Tommaso Di Bartolomeo (11 caps), 3 Marco Riccioni (37 caps), 4 Niccolò Cannone (64 caps), 5 Andrea Zambonin (19 caps), 6 Ross Vintcent (20 caps), 7 Michele Lamaro (55 caps) – capitano, 8 Lorenzo Cannone (39 caps), 9 Stephen Varney (38 caps), 10 Paolo Garbisi (55 caps), 11 Louis Lynagh (14 caps), 12 Tommaso Menoncello (40 caps), 13 Juan Ignacio Brex (53 caps), 14 Malik Faissal (1 cap), 15 Tommaso Allan, (90 caps).

A disposizione

16 Gianmarco Lucchesi (34 caps), 17 Mirco Spagnolo (25 caps), 18 Muhamed Hasa (9 caps), 19 Giulio Marini (esordiente), 20 Federico Ruzza (72 caps), 21 Riccardo Favretto (14 caps), 22 Alessandro Garbisi (23 caps), 23 Leonardo Marin (23 caps).

All Blacks

1 Ethan de Groot (41 caps), Codie Taylor (107 caps), 3 Tyrel Lomax (49 caps), 4 Sam Darry (9 caps), 5 Tpou Vaa’i (45 caps)6 Wallace Sititi (20 caps),7 Luke Jacobson (25 caps), 8 Ardie Savea (107 caps) – capitano, 9 Cam Roigard (18 caps), 10 Ruben Love (6 caps), 11 Leroy Carter (6 caps), 12 Jordie Barrett (79 caps), 13 Billy Proctor (12 caps),14 Will Jordan (55 caps), 15 Damian McKenzie (75 caps)

A disposizione

16 Samisoni Taukei’aho (43 caps), 17 George Bower (25 caps), 18 Pasilio Tosi (16 caps), 19 Josh Lord (13 caps), 20 Anton Segner (esordiente), 21 Cortez Ratima (22 caps), 22 Anton Lienert-Brown (88 caps), 23 Josh Moorby (esordiente).

Le foto sono entrambe di Stefano Delfrate scattate in occasione di Italia Inghilterra.

 

 

Tags: #italia #rugby, All Blacks

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Nota sull’autore: Benedetta Borsani

Sempre in cerca di nuove avventure nasco come giornalista – professionista dal 2015 – e nel tempo mi specializzo anche come fotografa, reporter, videomaker con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. Curiosissima, mi piace autodefinirmi una “news hunter” affamata di storie da raccontare.

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  • 12 mesi a contatto con lo Sport. Nei dintorni del rugby con Vanni Zagnoli
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