Minchia che indignazione. Ho visto Inter-Liverpool 0-1 di Champions League su Sky e subito dopo ho assistito a un’intemerata dallo studio di Capello, Costacurta & C – “Vergogna! Scandalo!” – per il rigore fatale commesso da Bastoni. Roba che nemmanco Byron Moreno per Corea del Sud-Italia si beccò cotanta lavata di capo. Nemmeno Chivu (“dobbiamo combattere contro le ingiustizie”) e i giocatori dell’Inter si sono incazzati così tanto, l’hanno preso come un torto certo, ma insomma anche come classico rischio del mestiere per quei rigori paduli che nel calcio di oggi volano bassi e copiosi.
Voglio dire, che rigori del genere siano fasulli e siano invenzioni di quel football metafisico che abbiamo creato artificialmente in provetta negli ultimi dieci o venti anni siamo d’accordissimo. Però quanti se ne vedono ormai di rigori così? Quanti attaccanti si lasciano cadere non appena sentono il difensore appoggiarsi o peggio ancora tirargli la maglia? Quanti telecronisti, anche di Sky, ci fanno prendere un colpo quando urlano: “C’è il contatto! C’è il tocco!” Oh, ce l’hanno insegnato e propinato loro in tutte le salse questo calcio qui. Ormai è consuetudine, fa parte della routine moviolistica, è il nocciolo di quel calcio rimasto sospeso tra il reale e il virtuale.
Che l’Inter, maltrattata dalla sfiga per gli infortuni nella prima mezzora di Çalhanoğlu e Acerbi bisogna ammetterlo, meritasse un pareggio fa parte della chiacchiere in cui volentieri leziosamente ci intratteniamo. Nella sostanza però la sberla del Liverpool si assomma a quella presa dall’Atletico Madrid e così la botta diventa pesante e la classifica scende. Insomma non tutto nel presepe dell’Inter di Chivu è così idilliaco.
Piuttosto i complimenti e gli allisciamenti di pelo che ci sono rimasti in canna per l’Inter di Chivu, rovesciamoli tutti sull’Atalanta di Palladino, che oggi appare un’altra squadra. E anzi mi fa pentire di non aver visto Atalanta-Chelsea anziché Inter-Liverpool. E’ vero che nell’Atalanta non tutto è risolto e che la musata di Verona fa ancora male, ma rimontare il Chelsea campione del mondo con i gol di Scamacca e De Ketelaere vale più di un ordinario complimento. Ci vuole applauso e sostegno perché il calcio italiano ne ha tanto bisogno.
Va così che i palladiani hanno scavalcato addirittura l’Inter in classifica e questo provoca un certo imbarazzo. Bergamo portabandiera italiano di Champions League, più di Inter, Napoli e Juve. Tiè! (o come diavolo dicono a Bergamo…)
*foto ripresa da www.gazzetta.it
