Siamo stati alla presentazione di Lorenzo Rubinacci, il nuovo allenatore della Reggiana, e anzichè fare la domanda per ultimi abbiamo rinunciato. Attacchino di panico, capita. Abbiamo parlato con lui a fine conferenza: “Che storia, mister, la sua. Debuttare in B a 57 anni”.
E lui felice, di ricordare l’inizio. “A 28 anni esordii in serie C2, al Fano, nel girone c’era anche Serse Cosmi. All’epoca chi non era stato giocatore veniva messo sotto il calcagno – ci fa segno -, non veniva proprio considerato”.
Era il 1997-98 e Gianluca Vialli subentrava da allenatore – giocatore a Gullit, al Chelsea. Altri tempi, ma soprattutto personaggi.
Lorenzo può diventare magnifico, per davvvero. Già è bello che chi parte dal basso arrivi così in alto, perchè la bassa serie B è alto e dà una speranza a tutti i maturi che sognano.
Pensare che oggi Cuesta parte allenando il Parma, in Italia, in serie A a 30 anni.
Rubinacci ha vagato dalla serie D, Urbania, ovvero Urbino, poi stagioni i Romania. Nel 2001, a 33 anni, abbraccia le primavere, Perugia, Arezzo, quindi ancora la Romenia, come la chiamano là, dalla sconosciuta Liberty Salonta.
Passaggio in Africa, al Gambia, quindi il ritorno in primavera, al Lecce. Da allora, solo collaboratore, anche di Marco Giampaolo. Sino alla conoscenza di Nesta, dal 2015 l’ha sempre seguito. L’ex centrale azzurro lo notò sui banchi di Coverciano, sapeva tutto del calcio.
Come Sergio Buso, scomparso, che ebbe una chance al Bologna.
Ogni tanto la meritocrazia va al potere, in genere le grandi possibilità arrivano ai bei nomi, come Ciro Ferrrara.
Comunque vada, sarà un trionfo. Anche soltanto i playout. Ovvero, complimenti al coraggio del presidente Carmelo Salerno, al vice Fico e all’altro vice Cattani.
Trapela che Dionigi aspettasse l’esonero, per le 7 sconfitte in 8 partite, che non volesse accompagnare in C la Reggiana. Visto giovedì scorso, non sembrava proprio: “Stavolta non ho niente da rimproverarmi”.
Sarebbe stato bello se la Regia avesse rinunciato al cambio, Dionigi aveva salvato una squadra virtualmente retrocessa, a maggio.
“Abbiamo aspettato a cambiarlo proprio per gratitudine”, sottolinea Salerno. L’Entella Chiavari lì vicino mica esonera. Dionigi aveva vinto il derby, per un terzo di campionato era stato il migliore dal 1997-98, bastava aspettare che i nuovi si innestassero.
Andasse male, magari ritorna lui.
Vanni Zagnoli (foto tratta da X)
