Paralimpiade senza pace, letteralmente, perché il modo di dire si estende alla realtà al di fuori dello sport e, anzi, ne è diretta conseguenza. Ma il concetto di “senza pace” si allarga ulteriormente quando si prende in considerazione la “narrazione” di questo evento con annessi e connessi. E già, perché resoconti e commenti sembrano non avere poi questa effettiva corrispondenza con quanto sta accadendo ora e con quanto è accaduto in passato: si è fatto il pieno di errori, ricordi sbagliati, riferimenti che non esistono. Perciò, cerchiamo di fare chiarezza.
Partiamo da quello che è stato considerato il “peccato originale” dell’edizione 2026 di Milano-Cortina: la partecipazione ufficiale di Russia e Bielorussia con bandiere nazionali e non più con la generica denominazione di “atleti del Comitato olimpico russo e bielorusso” con bandiera neutra e senza inno nazionale in caso di vittoria. Ricordiamo che all’Olimpiade invernale di Pechino 2022 – e non la Paralimpiade, lo chiariamo fra poco – quando un atleta russo vinceva l’oro si suonava la musica del compositore russo Pyotr Ilyic Tchaikovsky, il meraviglioso Concerto n.1 per pianoforte e orchestra in Si bemolle minore op. 23.
La decisione del Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) è stata contestata da molte nazioni, che hanno aggiunto un ulteriore motivo di protesta: il divieto dell’Ipc agli atleti paralimpici ucraini di indossare una divisa da cerimonia ritenuta “troppo politica”, col disegno della mappa dell’Ucraina con tutte le regioni amministrate, compresi il Donbass, occupato dalla Russia nel 2022, e la Crimea, annessa alla Russia nel 2014. Così, insieme all’Ucraina, prima nazione a contestare queste decisioni, non hanno partecipato alla Cerimonia inaugurale Canada, Croazia, Repubblica Ceka, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Germania e Francia.
Fin qui tutto chiaro. Ma davvero il racconto di quanto accaduto si esaurisce qui? Paradossalmente, e sottolineo che sto parlando di un paradosso, si può dire che questa contestazione è un passo avanti nei rapporti fra Russia e resto del mondo in confronto a quanto si è verificato quattro anni prima, in occasione della Paralimpiade di Pechino 2022. Può sembrare una bestemmia sostenere che c’è stato un miglioramento da Pechino a Milano, ma, se invece di fermarsi alle apparenze e a una narrazione superficiale si guarda alla realtà, a quello che davvero è avvenuto, non è possibile sbagliare. E già, perché a Milano le nazioni citate si sono limitate a non partecipare alla Cerimonia inaugurale, a Pechino quattro anni fa minacciarono il Comitato Paralimpico Internazionale di ritirare i loro atleti dai Giochi se avessero partecipato Russia e Bielorussia. E l’Ipc, che il giorno prima aveva annunciato che russi e bielorussi avrebbero potuto partecipare alla Paralimpiade, sia pure senza bandiera e inno nazionale, il giorno dopo DECISE DI CACCIARLI, così che Russia e Bielorussia NON POTETTERO PARTECIPARE. Come si vede, dalla minaccia di boicottare la Paralimpiade a quella di non partecipare alla Cerimonia inaugurale, accettando quindi la partecipazione di russi e bielorussi, c’è una gran bella differenza che tutta la stampa mondiale ha dimenticato di cogliere.
Vuol dire questo che quelle nazioni che nel 2022 imposero all’Ipc di cacciare Russia e Bielorussia dalla Paralimpiade sono diventate più buone e adesso si accontentano di una semplice azione dimostrativa? Qualche che sia la spiegazione, c’è molto altro da mettere in evidenza. Torno dopo con documenti e citazioni su quanto accaduto a Pechino nel 2022, ma adesso è importante far notare come la narrazione di tutto questo sia piena di buchi e di errori incomprensibili. Un esempio clamoroso è un articolo pubblicato il 6 marzo su “Repubblica”, nel giornale cartaceo e sul sito web. E’ firmato da Cosimo Cito e questo è il link di riferimento per il web: https://www.repubblica.it/
Il titolo dell’articolo è “Ombre russe sulle Paralimpiadi. A Verona la festa è per pochi”. Ne riporto il brano più significativo: “La Russia c’è perché l’Ipc, il Comitato internazionale, come ricorda il suo presidente, il brasiliano Andrew Parsons, «è un’organizzazione globale democratica, che decide a maggioranza dei propri membri. Nel 2022 si era decisa una sospensione, nel 2023 una sospensione parziale. Nel 2025 nessuna sospensione». Una logica fin troppo cartesiana, mentre gli ucraini lamentano l’impossibilità di esibire la loro uniforme, con la Crimea ben in vista, e ricordano i 650 atleti uccisi. Quattro anni fa ai russi non fu vietato di vestire divise con una mappa allargata ai territori contesi”.
Il punto fondamentale: come fa Cosimo Cito a dire che “Quattro anni fa ai russi non fu vietato di vestire divise con una mappa allargata ai territori contesi” se quattro anni fa i russi NON PARTECIPARONO alla Paralimpiade di Pechino, visto che furono cacciati dall’Ipc, e di conseguenza NON SFILARONO nella Cerimonia inaugurale e di conseguenza NON VESTIRONO ALCUNA DIVISA CON UNA MAPPA ALLARGATA AI TERRITORI CONTESI?
Andando a rileggere l’articolo sul web anche il giorno dopo e due giorni dopo, si constata che il testo è rimasto uguale, quindi se ne deduce che l’autore è fermamente convinto di quello che ha scritto, altrimenti l’avrebbe cambiato, perché è sempre possibile che si commetta un errore e si faccia la dovuta correzione.
Un’altra possibilità è che l’autore dell’articolo abbia ricordato non la Paralimpiade, ma l’Olimpiade invernale di Pechino 2022, svoltasi, come per tutti i Giochi, prima di quella per gli atleti paralimpici. Magari, i russi hanno sfilato all’Olimpiade di Pechino indossando una divisa con la mappa allargata dei territori contesi e ci sarebbe stato quindi solamente un errore nel riferimento, non nella sostanza. Beh, andiamo a guardare la sfilata della Russia nella cerimonia inaugurale dell’Olimpiade di Pechino: la denominazione è ROC, bandiera non della nazione russa, gli atleti indossano un giaccone grigio senza alcun disegno, qualcuno ha una sciarpa nera, molti hanno i colori della bandiera russa sul braccio sinistro all’altezza della spalla. Quindi, resta la domanda: di cosa parla l’autore dell’articolo? Magari si riferiva all’Olimpiade invernale di Pyeongchang 2018, anche lì russi sotto la denominazione ROC, eventualmente non ci poteva ancora essere il disegno del Donbass, ma quello della Crimea sì. Andiamo a vedere anche quella cerimonia inaugurale: russi con un cappotto grigio senza disegni e sciarpa bianca. Domanda definitiva: di cosa parla l’autore dell’articolo su “Repubblica”?
Di certo c’è che non si può accusare il Comitato Paralimpico Internazionale di essersi comportato in maniera opposta negando agli ucraini di indossare una divisa con la mappa della loro nazione, compresi Donbass e Crimea, e avendo invece permesso ai russi, quattro anni prima, di indossarne una con la mappa della Russia, compresi i territori contesi, visto che, giova ripeterlo, alla Paralimpiade 2022 di Pechino I RUSSI NON C’ERANO.
Aspettiamo fiduciosi che “Repubblica” corregga l’errore, ma intanto è lecito chiedere che si rifletta sul significato di quanto accaduto a Pechino nel 2022, quando fu impedito ad alcuni coraggiosi atleti, quali sono tutti i paralimpici senza distinzione di Paesi, di partecipare a una manifestazione che per loro rappresenta molto di più di un evento sportivo, per il semplice fatto di avere una certa nazionalità e non di avere commesso crimini, non per quello che “si è fatto” ma per quello che “si è”, la più alta ingiustizia, che riporta alle pagine più buie della storia. Su quanto accaduto nel 2022 riporto il mio articolo di allora, che resta attuale: https://www.sportsenators.it/
Per un promemoria che possa togliere eventuali e ulteriori dubbi a chi continua a sostenere racconti sbagliati su Pechino 2022 riporto alcuni link per i riferimenti dell’epoca, tutti di mezzi di informazione.
Comincio con l’annuncio della conferma, data dal Comitato Paralimpico Internazionale, della partecipazione di Russia e Bielorussia alla Paralimpiade di Pechino, sia pure senza bandiera e inno, nonostante le ipotesi di esclusione seguite all’invasione russa dell’Ucraina avvenuta il 24 febbraio, quattro giorni dopo la conclusione dell’Olimpiade invernale. La Paralimpiade comincia il 6 marzo e il presidente dell’Ipc, Andrew Parsons, annuncia che Russia e Bielorussia potranno partecipare ai Giochi.
Eurosport
https://www.eurosport.it/
Olympics
https://www.olympics.com/it/
Il giorno prima, era stata rilanciata la notizia della richiesta, fatta da atleti ucraini, di escludere Russia e Bielorussia.
Swim4life magazine
https://www.swim4lifemagazine.
Il 3 marzo, il giorno dopo l’annuncio di Parsons, cambia tutto. E’ lo stesso Parsons a dire che Russia e Bielorussia sono escluse perché molte nazioni hanno minacciato di ritirare gli atleti se fosse stata permessa la partecipazione di russi e bielorussi. Parsons spiega: “Nelle ultime 12 ore, un gran numero di comitati olimpici si è messo in contatto con noi. Ci hanno detto che se non avessimo riconsiderato la nostra decisione, ci sarebbero potute essere gravi conseguenze. La situazione nei villaggi degli atleti è insostenibile”. Poi si rivolge agli atleti russi e bielorussi: “Siamo molto dispiaciuti che siate colpiti dalle decisioni che i vostri governi hanno preso la scorsa settimana per violare la tregua olimpica. Spero e prego che possiamo tornare a una situazione in cui si parla e si concentra completamente sul potere dello sport di trasformare la vita delle persone con disabilità e il meglio dell’umanità”.
Parsons cita la violazione della tregua olimpica, ma come si vede è un riferimento ipocrita e inesistente, perché, se fosse stato davvero quello il motivo dell’esclusione di Russia e Bielorussia, la decisione di non farle partecipare si sarebbe dovuta prendere prima. Invece, Parsons annuncia che possono partecipare, poi, dopo le minacce di boicottaggio, le esclude. Quindi, è il frutto di un ricatto, non della violazione della tregua olimpica. E poi, riportando tutto ai giorni nostri, se il concetto di tregua olimpica fosse vero ed effettivo, Stati Uniti e Israele avrebbero dovuto essere esclusi dalla Paralimpiade di Milano-Cortina per la loro aggressione all’Iran. Ma siccome il concetto di aggressione varia a seconda di chi la commette e certi Paesi si ritengono in diritto di stabilire quale sia la guerra giusta e quella ingiusta, con il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paralimpico Internazionale che si adeguano alle tesi del “più forte”, ecco che qualsiasi riferimento che CIO e IPC fanno a proposito delle loro decisioni è assolutamente ipocrita e falso.
Ecco allora, per chiunque non ricordi che alla Paralimpiade di Pechino 2022 furono esclusi russi e bielorussi, una raccolta di link per rinfrescare una memoria scarsa.
Rtl
https://www.rtl.it/notizie/
Gazzetta dello Sport
https://www.gazzetta.it/
Rainews24
https://www.rainews.it/
Sky sport
https://sport.sky.it/
Redattore sociale
https://www.redattoresociale.
San Marino Rtv
https://www.sanmarinortv.sm/
Today
https://www.today.it/sport/
Dire
https://www.dire.it/03-03-
Il faro online
https://www.ilfaroonline.it/
Opinione pubblica
https://www.opinione-pubblica.
Pensierino finale. Nel 2022, Parsons annunciò l’esclusione della Russia e della Bielorussia dalla Paralimpiade di Pechino, ma non volle dire quali nazioni avevano minacciato di boicottare quei Giochi se gli atleti russi e bielorussi non fossero stati espulsi. E quell’elenco di nazioni è rimasto segreto! “Coraggiosi” nel chiedere di cacciare innocenti atleti paralimpici, squallidi vigliacchi nel non voler far sapere di averlo chiesto! E’ così che si misura la statura morale di questa cosiddetta umanità.
Gennaro Bozza
