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Ghiaccio, Sport

Da Sakamoto a Cizeron, il grande bluff del pattinaggio mondiale

Da Gennaro Bozza 11/04/2026

Dai recenti Mondiali di Praga arrivano conferme e nuove rivelazioni sulla “creazione” di campioni e campionesse senza valore, ma anche di pesanti interferenze fra alcune Federazioni nazionali e giudici, in particolare nella Danza, con Guignard-Fabbri che sono stati le vittime sacrificali nell’ultimo anno di competizioni a favore di coppie della famigerata “scuola di Montreal”. Risultati e albi d’onore sempre più falsati

Commento del telecronista di Eurosport, nei Mondiali di pattinaggio artistico su ghiaccio a Praga, dopo la vittoria della giapponese Kaori Sakamoto nel singolo Donne: “238,28 è il punteggio più alto mai fatto segnare da una pattinatrice non russa”.
Ecco, appunto! In una sola frase, che paradossalmente vuole essere elogiativa e celebrativa, tutte le contraddizioni di questo sport e, in pratica, la descrizione dello squallore tecnico in cui è precipitato negli ultimi quattro anni, da quando la Russia è stata espulsa dalle gare. Con l’esclusione della gara maschile, i vincitori di Mondiali e Olimpiadi dopo i Giochi di Pechino 2022 sono i più grandi bluff della storia, in particolare per l’assenza degli atleti russi nelle Donne e nelle Coppie, e con motivazioni persino peggiori nella Danza, specialità in cui alcune Federazioni e le giurie hanno rovesciato i concetti di qualità e di merito, favorendo uno dei peggiori interpreti della specialità, il francese Guillaume Cizeron.
La regressione tecnica e spettacolare del pattinaggio non ha fine, ma tutto il mondo esterno alla Russia continua in questa caduta pur di permettere a tante nazioni di arraffare medaglie che altrimenti non avrebbero mai potuto conquistare. Da Praga, però, sono arrivati ulteriori segnali e prove evidenti di un peggioramento della situazione, con i giudici delle giurie e dei pannelli tecnici pesantemente coinvolti. Cerchiamo allora di esaminare bene queste nuove “rivelazioni”.

I PUNTEGGI ESAGERATI
Partiamo perciò proprio da quel 238,28 della Sakamoto. Va fatto notare che nei Mondiali di Praga, non solo nel singolo Donne ma in tutte le specialità, c’è stata una marea di record personali, anche di parecchi punti sopra i precedenti limiti, fatto che tecnicamente non si spiega alla fine di una stagione più faticosa delle altre, con l’Olimpiade a sancire il picco del rendimento. E un mese dopo i Giochi di Milano, miracolosamente, con tutti gli atleti stanchi fisicamente e mentalmente, ecco una serie di migliori punteggi personali. Ma davvero ci si può prendere in giro in questo modo? Lo scopo è chiaro e l’azione è in atto da molto tempo: alzare i punteggi in modo da far vedere che il pattinaggio, anche senza la Russia, ha una qualità altissima. Il sistema più efficace è quello di pompare a dismisura il punteggio dei Components, vale a dire la parte artistica, quella in cui non c’è un riferimento certo, come per i salti o gli altri elementi tecnici, quindi dove si può alzare il punteggio senza vergogna. E la Sakamoto, che è apparsa sin dall’inizio come una pattinatrice potente e poco elegante, pur leggermente raffinatasi negli ultimi anni, riceve voti altissimi, addirittura 10 nella parte artistica. Invece, per salti ed elementi tecnici le giurie intervengono sul grado di esecuzione e qui aiutano Sakamoto con valutazioni sopra la norma.

I CONFRONTI IMBARAZZANTI
Ciò nonostante, la giapponese quattro volte mondiale resta nettamente al di sotto dei punteggi che le russe hanno ottenuto fino a quando sono state in gara. Ma per avere un’idea migliore si devono mettere da parte i punteggi e vedere la differenza dei programmi, cosa che avevo già fatto in un precedente articolo (https://www.sportsenators.it/19/02/2026/pattinaggio-stasera-lultima-medaglia-ma-la-russa-non-deve-vincere/), nel quale è possibile rendersi conto dell’abisso che separa le russe dal resto del mondo e dalla Sakamoto. Per quest’ultima poi, alla fine dei Mondiali, dopo il suo annunciato addio, c’è stata una celebrazione in pista che nessuna altra pattinatrice ha mai avuto nella storia, nemmeno le più grandi di sempre come Kim Yuna, Mao Asada e molte altre, da Katarina Witt a Michelle Kwan. Anche in questo caso, la forzatura si è resa necessaria per nascondere la realtà di uno sfacelo tecnico senza le russe e presentare al mondo la festa per una “delle più grandi di sempre”. Siamo davvero al ridicolo. E per capirlo meglio basta ricordare che Sakamoto ha vinto 4 Mondiali senza avversarie di rilievo, campionesse come Kim Yuna e Asada hanno dovuto “dividersi” le vittorie perché si ritrovavano non solo l’una contro l’altra, ma anche con altre avversarie di altissima rilevanza tecnica come Miki Ando, 2 ori mondiali, Carolina Kostner, 1 oro, e altre ancora, così come in precedenza con Kwan, 5 ori, Slutskaya, 2 ori, e altre russe e statunitensi, e dopo, con le russe Medvedeva, Zagitova, Sotnikova, Tutkamysheva, Valieva, Shcherbakova e Trusova a strapparsi letteralmente medaglie mondiali e olimpiche fra loro. I “narratori” della Sakamoto da record dovrebbero avere un po’ di ritegno, purtroppo non ce l’hanno.

ALISA LYU DOUBLE FACE


Il contrasto fra la situazione attuale e le varie epoche delle vere fuoriclasse si acuisce quando si va a considerare la storia della statunitense Alisa Lyu, vale a dire la pattinatrice che ha abbandonato l’attività dopo i Mondiali di Montpellier 2022, è rimasta ferma per più di due anni, poi è tornata e ha battuto sistematicamente Sakamoto, addirittura senza sforzo: Mondiali 2025, Finali del Grand Prix 2025, Olimpiade 2026. Mancano i Mondiali di Praga perché ci ha rinunciato, ma il significato sportivo e tecnico è estremamente chiaro: basta una pattinatrice rimasta ferma per così tanto tempo, col fisico appesantito, non più da ragazzina, e con programmi tecnici non eccelsi per avere ragione di una Sakamoto presentata dai mezzi di informazione come una delle più grandi campionesse di sempre. Questo è il vero quadro del pattinaggio femminile attuale.
Ed è una situazione nella quale ci si rifiuta di vedere la realtà e si preferisce affidarsi alle favole, come quella di una Lyu che non regge più la pressione agonistica e si ritira, che vuole essere libera e via così. Poi, andando a esaminare meglio cosa è successo, si capisce facilmente che non era questione di “libertà”, ma di consapevolezza di non essere più all’altezza. Nel mio precedente articolo (https://www.sportsenators.it/25/03/2026/mondiali-con-pochi-campioni-il-ghiaccio-e-sempre-piu-freddo/) ne facevo cenno e su qualche sito social sono stato accusato di non rispettare Alisa Lyu. Beh, cerchiamo di chiarire ulteriormente, con parole mie e non solo.

Da ragazza emergente Lyu faceva il quadruplo Lutz e la combinazione triplo Axel-triplo Toeloop. Poco alla volta, col fisico che si trasformava nella crescita, non ha fatto più il quadruplo, non completava bene il triplo Axel e faceva i tripli sottoruotati ma assolti dalle giurie. Nello stesso momento, ha visto le russe che presentavano una caterva di quadrupli e ha scoperto di non riuscire più a reggere la pressione. Sono stato cattivo?
Beh, proprio durante i Mondiali di Praga, una commentatrice su Eurosport, Marika Poli, a proposito delle atlete che ottengono buoni risultati da ragazze e poi trovano difficoltà a ripetersi quando crescono, ha detto questo: “Ci sono atleti che riescono a smettere e a reinventarsi. Se vogliamo, anche Alisa Lyu ha smesso, anzi ha continuato ancora quando questo cambio fisico c’era stato, ha avuto molte difficoltà, ha deciso di smettere. Poi, quando ha riacquistato confidenza col suo corpo, è riuscita a rieseguire molto bene tutti gli elementi di salto. Non è tornata a eseguire magari il triplo Axel, però poteva esprimere qualcosina in più sul secondo punteggio”.
Come direbbe un avvocato delle serie Tv al giudice: “Vostro onore, non ho niente da aggiungere”.

L’INSIPIENZA TECNICA DI CIZERON
Tutti questi discorsi sul settore femminile, però, diventano persino innocenti rispetto a quello che sta accadendo nella Danza, perché in questo settore si va ben oltre la vergogna, e non solo per l’ennesima vittoria del francese Cizeron, ma anche per la “scoperta” di un segreto di Pulcinella: le giurie che intervengono in un modo o in un altro anche su “segnalazione” degli addetti ai lavori, che siano le Federazioni nazionali, i tecnici, gli atleti e magari possiamo aggiungere, in stile Totò nel film “Totò a colori”, una sfilza di “macchinisti, fuochisti, ferrovieri, facchini, collaterali e uomini di fatica”.
Cominciamo dal grandissimo bluff, Cizeron in coppia con Laurence Fournier-Beaudry, oro con l’ennesima prova insipida e priva di qualsiasi difficoltà tecnica, scandalosamente premiata dai giudici. Tutti i mezzi di informazione esaltano Cizeron come un meraviglioso pattinatore, esaltando i “fili”, la “morbidezza” e via di questo passo, presentandolo addirittura come “il più grande di tutti i tempi”. La realtà è più banale: Cizeron ha eliminato qualsiasi tipo di difficoltà dal suo programma. Un esempio della sua insipienza tecnica lo si ha nei sollevamenti. Cizeron fa i sollevamenti più semplici, quelli “di base”, con la partner attaccata al suo collo senza effettuare movimenti o in braccio a lui, sempre ferma. E poi, peggio ancora, Cizeron fa i sollevamenti sempre con tutti e due i piedi piantati sul ghiaccio, non ne fa e non ne ha mai fatti con un solo piede, come invece è stata da sempre la regola per i veri campioni della Danza. La dimostrazione è nelle due foto che seguono, entrambe prese ai Mondiali di Praga.

LE FOTO CHE RIVELANO LA VERITA’

L’azione tecnica è praticamente la stessa, uomo in posizione bassa con la partner sopra di lui. Nella prima foto c’è Cizeron con Fournier-Beaudry, si vede chiaramente che ha tutti e due i piedi sul ghiaccio. Andando a vedere la registrazione televisiva, si constata facilmente che resta così per tutta la durata dell’azione.

PRAGUE, CZECH REPUBLIC – MARCH 28:
Diana Davis and Gleb Smolkin of Georgia perform during ISU World Figure Skating Championships – Prague on March 28, 2026 in Prague, Czech Republic. (Photo by Jurij Kodrun – International Skating Union/International Skating Union via Getty Images)

Nella seconda foto c’è la coppia georgiana (ma russa nella realtà) formata da Diana Davis, nata negli Usa ma figlia dell’allenatrice russa Eteri Tutberidze, e dal russo Gleb Smolkin. La posizione è praticamente la stessa della foto precedente, ma si vede bene che lui sta con un solo piede sul ghiaccio, l’altro è sollevato e rimane così fino al termine dell’azione. La differenza con Cizeron è chiara e notevole.
Ed è così per tutti i sollevamenti di Cizeron, in posizione bassa o in posizione alta, con quest’ultima più comoda per un sollevamento su un piede solo. La verità, quindi, è che Cizeron NON E’ CAPACE di fare un sollevamento tenendo un solo piede sul ghiaccio. E allora, come si fa a sostenere la sua bravura e a dire addirittura che è il più grande di sempre? Fra l’altro, pur riconoscendo la qualità di Smolkin, va detto che è un pattinatore non da primi posti, eppure è in grado di fare cose difficili. E se andiamo a guardare i più forti del passato e attuali, ne troviamo tanti che eseguono i sollevamenti su un solo piede. Ancora di più, fra i russi esclusi dalle gare, ce n’è qualcuno che non solo ha una posizione come quella delle due foto, ma la esegue non durante una rotazione, bensì in velocità su una linea diritta, cosa ben più difficile.
Poi, ci dovrebbe essere anche un’altra foto per illustrare il clima di esaltazione dei giudici nei riguardi di Cizeron, ma non voglio appesantire, quindi riferisco soltanto. E’ un momento del Libero Danza agli Europei 2026 di Sheffield, quando Cizeron e Fournier-Boudry in un twizzle, in cui dovrebbero stare affiancati, si trovano uno di spalle all’altro. Il grado di esecuzione dovrebbe andare a zero o sottozero, invece i giudici regalano un +5, il massimo, come se l’elemento fosse stato eseguito perfettamente. Così, è ancora più chiaro cosa sta accadendo nella Danza e cosa i mezzi di informazione non stanno raccontando.

I CRITERI DELLE GIURIE
Qual è allora il criterio in base al quale chi è inferiore tecnicamente su certi aspetti della Danza, come Cizeron, ha un vantaggio rispetto ai pattinatori che invece sono particolarmente bravi su quegli stessi aspetti? Esaltare il pattinaggio “minimalista” e denigrare le difficoltà, come se fossero caratteristiche “da circo”, non da sport, è il pericolo più grande.
Fra i vari commentatori televisivi, prendo come esempio Fabrizio Pedrazzini, che collabora con la Rai e perché prendo proprio lui lo spiego subito dopo aver riportato alcune sue frasi pronunciate durante le trasmissioni di gare in tv. A proposito sia di Papadakis-Cizeron che di Fournier Beaydry-Cizeron, in diverse occasioni, Pedrazzini ha detto:
“Loro non fanno cose supermega atletiche, non ho visto salti della morte”.
“Uno invece cerca la Biellmann, la spaccata, il salto del tre, la capriola mortale nel cerchio di fuoco, non ce n’è bisogno, è la loro genialità”.
Quindi, Pedrazzini esalta la semplicità di Cizeron, con entrambe le partner che ha avuto e ha, fino al punto da dire che non ha bisogno di fare cose complicate, definite, ovviamente come iperbole, da non interpretare letteralmente, come “salti della morte” e “capriola nel cerchio di fuoco”. Opinione legittima, per carità, ma che incide sulle convinzioni di base a proposito di come la Danza debba essere interpretata. Cos’è che può sollevare qualche dubbio, allora? Dicevo del motivo per cui ho scelto le frasi di Pedrazzini.
Lui è un giudice, in particolare è un Technical Specialist nel Pannello tecnico delle gare di Danza, lo è stato anche ai recenti Mondiali di Praga, sia nel Corto (chiamato Rhythm Dance), sia nel Libero. La composizione del Pannello era questa: Referee Janet Coton; Technical Controller Julia Rey; Technical Specialist Marie Bowness e Fabrizio Pedrazzini.
Per chiarire qual è il ruolo del Technical Specialist riporto le definizioni usate dalle Federazioni e dai manuali: “Il Technical Specialist (TS) è una figura chiave all’interno del pannello tecnico nel pattinaggio artistico (sia rotelle che ghiaccio) e nella danza sportiva, il cui compito principale è identificare e convalidare gli elementi tecnici eseguiti dagli atleti (salti, trottole, passi, sollevamenti) durante una performance. Il TS osserva la performance e identifica in tempo reale gli elementi eseguiti. Definisce il livello di difficoltà (da B – Base a 4) di ogni elemento basandosi sulle caratteristiche tecniche mostrate. Riconosce se un elemento non è stato eseguito, è stato eseguito in modo errato o è incompleto”.
Quindi, Pedrazzini ha le sue convinzioni e ha il diritto di esprimerle. Ma è anche vero che, ascoltando i suoi commenti sulla Rai, può sorgere il dubbio che le sue convinzioni possano influenzare anche il suo giudizio nel momento in cui svolge il ruolo di Technical Specialist. Se dice, da commentatore Tv, che non c’è bisogno di “cose supermega galattiche”, come giudicherà poi, da Technical Specialist, queste “cose supermega galattiche” se le fa un pattinatore? Darà una valutazione inferiore, in coerenza con la convinzione espressa in Tv, o si astrarrà da quel pensiero e resterà un freddo Technical Specialist pronto a definire con il massimo livello anche le “cose supermega galattiche”? Qui non è in dubbio la sua onestà, qui è in dubbio la credibilità della sua valutazione da parte di chi viene giudicato da lui e sa che ritiene superflue quelle “cose supermega galattiche”, o da parte degli stessi spettatori che lo ascoltano da commentatore e poi lo vedono come Technical Specialist. Una riflessione da parte dello stesso Pedrazzini pensiamo sia necessaria.

LE STRANE PENALIZZAZIONI

 


Se nel caso appena citato siamo nel campo delle opinioni, ben altro e ben più grave è quello che viene fuori da un episodio banale, a prima vista, che però rivela particolari sconcertanti. Si parla della penalizzazione inflitta dalla giuria alla coppia di Danza Lilah Fear-Lewis Gibson, britannici, nel programma Libero. Al momento della dichiarazione del punteggio, grande sorpresa da parte di tutti, sia gli atleti e i loro tecnici, sia gli spettatori e i giornalisti. Poi, si scopre che la penalizzazione è stata decisa perché nel primo sollevamento del programma, il combinato Stationary-Rotational, c’è stato un “Illegal element/movement”. Qual è questo movimento illegale?
Premessa regolamentare: nella Danza, al contrario delle Coppie, la donna non può essere sollevata con tutto il corpo al di sopra delle braccia dell’uomo, almeno una parte del corpo deve rimanere al di sotto. Nel sollevamento incriminato succede che Fear è tenuta in alto sulle braccia tese di Gibson e per restare nella legalità ha una delle due gambe inclinata in basso, al di sotto delle mani che la reggono. C’è però un problema, perché a causa della velocità della rotazione su se stessi, Fear porta in alto, sullo slancio, anche l’altra gamba e in quel momento il sollevamento diventa irregolare perché l’intero corpo è sopra le braccia di Gibson. In pratica, diventa un sollevamento di Coppie e non di Danza. Di qui i 2 punti di penalizzazione.
Per capire meglio, basta osservare i due screenshot del loro Libero. Nel primo, l’esecuzione è giusta, con una gamba di Fear che rimane sotto le mani di Gibson. Nel secondo, si vede che le gambe di Fear sono parallele ed entrambe sopra le mani di Gibson, quindi in posizione irregolare.
Fin qui non ci sarebbe alcunché di strano. Ma adesso viene il bello. Questo sollevamento la coppia britannica lo ha sempre fatto sin dall’inizio della stagione e non è mai stato penalizzato. Vuol dire che lo hanno eseguito sempre bene e ai Mondiali, per la prima volta, hanno sbagliato? O, forse, che hanno anche sbagliato qualche volta, ma i giudici non se ne sono mai accorti? E come mai se ne sono accorti solo adesso? A questo punto, arriva la spiegazione di un telecronista, Massimiliano Ambesi, su Eurosport, che dice qualcosa di particolare. Ecco i suoi due interventi, testuali, sul caso.
Sul principio generale. “Nella Danza funziona così: gli avversari segnalano a, chessò, i giudici del proprio Paese e via dicendo, e poi inizia la discussione”.

E sulla medaglia persa dai britannici. “La perdono perché uno di questi sollevamenti spettacolari diventa oltremodo acrobatico e la posizione viene chiamata come illegale, ma viene chiamata come tale perché qualcuno in questi mesi l’ha segnalata e nel momento in cui c’è stata una posizione della gamba leggermente diversa è arrivato il meno 2. Cioè, erano marcati per essere colpiti su quell’elemento”.

COMPLOTTI E SEGRETI
Non risulta che qualcuno dell’Isu, delle Federazioni e dei giudici abbia protestato con Eurosport per queste frasi. Ciò significa che la sostanza di quello che è stato descritto è vera. Ma tutto diventa ancora più paradossale perché, quando nessuno interviene, vuol dire che tutti sapevano e sanno, tanto per non prendersi in giro. E magari si perde la gravità della situazione. Al “processo di individuazione” degli errori di questo o quel pattinatore, così descritto, partecipano tutti, a cominciare dai giudici. E già qui siamo su un terreno molto scivoloso. La teoria pulita: arriva la segnalazione a un giudice sul fatto che c’è un elemento sospetto da verificare, il giudice trasmette l’informazione agli altri giudici, o forse all’Isu, o a chi? C’è un Ufficio “ufficiale” che raccoglie queste segnalazioni? C’è un “capo” che emette un ordine di servizio dicendo “Fate attenzione al primo sollevamento di Fear-Gibson”? Oppure si va avanti al ritmo di “si sa come vanno queste cose” e non c’è bisogno di ordini dall’alto, ma ogni giudice è “avvisato”. Sì, ma lo è anche quello della nazione dei pattinatori sotto osservazione, e cosa fa? Avvisa i pattinatori di stare attenti?
C’è tutta una serie di domande legate a questa innaturale commistione di ambienti, ma resta il fatto che, come detto su Eurosport, Fear-Gibson erano “marcati” da tempo per “essere colpiti su quell’elemento”. Povere vittime? Mica tanto. Bisogna ricordare che i due britannici si allenano nella famosa “Accademia di Montreal”, che tanta influenza esercita sul mondo del pattinaggio, anche sui giudici. Proprio questa appartenenza li ha favoriti quando, un anno fa, all’improvviso, le giurie hanno cominciato a premiarli in misura abnorme, anche 7 punti in più sul personale, a danno, guarda un po’, degli azzurri Charlene Guignard e Marco Fabbri, che ai Mondiali 2025 di Boston furono bastonati dai giudici. Fino ad allora, la superiorità della coppia italiana su quella britannica era stata netta, ma all’improvviso accadde che le giurie abbassarono i loro punteggi e alzarono quelli di Fear-Gibson. Quindi, i britannici erano “protetti”, e questo fornirebbe una spiegazione convincente sul fatto che, prima di Praga, nessuno aveva fatto caso a qualche loro difetto. Su quello accaduto agli azzurri giova ricordare un mio precedente articolo  (https://www.sportsenators.it/13/02/2026/danza-scandali-e-furti-la-francia-ruba-loro-litalia-va-a-fondo/), per capire meglio la situazione.
Ai Mondiali, però, si sono fatti notare gli statunitensi Zingas-Kolesnik, già in evidenza da inizio stagione, molto bravi e non appartenenti all’Accademia di Montreal. Al contrario di quanto successo a Guignard-Fabbri, loro hanno avuto il punteggio meritato, tanto da arrivare al bronzo mondiale, Fear-Gibson per la prima volta sono stati pesantemente penalizzati. Quindi, una Federazione forte come quella Usa non subisce la prevaricazione dei giudici che hanno favorito i britannici contro gli italiani, ma non possono fare altrettanto contro gli statunitensi. Così, sul podio della Danza a Praga c’è una sola coppia dell’Accademia di Montreal, quella vincitrice, Fournier Beaudry-Cizeron, che però non può essere scavalcata come si è già visto, ma poi anche la potente Montreal deve frenare di fronte a schieramenti di uguale influenza.
Tutto questo, però, fa capire quanto sia necessario ripulire l’ambiente. Non è possibile che si ragioni in termini di “segnalazioni” ai giudici della propria nazione, che poi lo segnalano ad altri giudici, e poi tutti insieme mettono “sotto osservazione” questo o quel pattinatore. Non è possibile che si vada avanti con il potere riconosciuto ufficialmente a questa Scuola, a questo Paese, a questo Allenatore e via così, con l’Italia che comunque rimane la parente povera, incapace di farsi rispettare. E tutti insieme d’accordo nel lasciare la Russia fuori, così hanno più medaglie da spartirsi.

L’ENTUSIASMO AMBIGUO PER MALININ

E arriviamo alla fine, con un occhio di riguardo per Malinin per molti motivi: per il terzo titolo mondiale consecutivo, per alcuni aspetti tecnici controversi, per la brutta figura del Pannello tecnico del programma Libero.
Detto che Malinin si è ripreso bene dalla delusione olimpica, che ha fatto un bel Corto e un buon ma non eccezionale Libero, che ha vinto meritatamente, va rimarcato che anche in questa occasione non ha eseguito il quadruplo Axel, nonostante fosse stato inserito nel programma sia del Corto che del Libero. Così, la sua stagione si conclude con un solo quadruplo Axel tentato e realizzato, nel Libero delle finali del Grand Prix a Nagoya, a dicembre. Avevo già fatto notare in un precedente articolo che Malinin aveva eseguito il quadruplo Axel cinque volte nella stagione 2022-23, tre volte nel 2023-24, due volte nel 2024-25 e infine una sola nel 2025-26. Che sia un segno di usura fisica o mentale, di momentanea non ottima forma atletica, di più saggia gestione delle forze, lo potremo sapere solo dalla prossima stagione.
Intanto, a Praga, la sua prova va ricordata anche per l’incredibile performance negativa del Pannello tecnico, dimostrazione ulteriore che nell’Isu c’è da rivedere tanto a proposito dei giudici, in tutti i sensi, sia di preparazione tecnica, sia di affidabilità. Prima di osservare cosa è successo nel caso di Malinin, ecco lo schieramento del Pannello tecnico del Libero Uomini: Referee Ms. Karen Howard; Technical Controller Ms. Emilie Billow; Technical Specialist Sandor Galambos e Michael Hopfes.
Per aiutare a capire il “film comico”, ci sono tre screenshot della prova di Malinin.
Nel primo, c’è l’immagine con la presentazione del Programma annunciato, in cui si vede che come secondo elemento è previsto il quadruplo Axel. Ricordo ancora una volta che il programma è puramente indicativo, il pattinatore può cambiare a suo piacimento gli elementi, sempre rispettando le regole di base, come ad esempio il divieto di ripetizione dello stesso salto singolo, si può ripeterlo solo in combinazione o con differente numero di rotazione.
Nel secondo screenshot c’è l’indicazione del salto appena effettuato e si vede indicato 4Axel. E qui c’è il primo clamoroso errore del Pannello. Malinin ha fatto un triplo Axel, non quadruplo, ma il Tecnico del Pannello lo ha visto quadruplo! Poi c’è stata la correzione, ma resta il fatto incredibile di un salto “visto male” dal Pannello tecnico.

Nel terzo screenshot c’è l’indicazione del salto 4Flip, con l’aggiunta del “Rep”, vale a dire “ripetizione”, avendolo Malinin già eseguito come primo elemento. Quando c’è la ripetizione il salto viene penalizzato e prende meno punti. Il problema è che Malinin come quarto elemento non ha fatto un quadruplo Flip, ma un triplo Flip, che ha sostituito l’annunciato quadruplo Rittberger. Anche in questo caso c’è poi stata la correzione, ma resta l’incredulità per un errore che il Pannello non può fare.

Tutto questo contribuisce ancor più a far crescere i dubbi e le polemiche su una classe di giudici che stanno dimostrando tutte le pecche di questo mondo senza che qualcuno intervenga, almeno ufficialmente. Con l’evoluzione dei salti più difficili, almeno fra gli uomini, in attesa che rientrino i russi delle Donne e delle Coppie a fare altrettanto, c’è bisogno di giurie preparate e affidabili, e al di sopra di ogni sospetto. Per quanto visto negli anni passati e ancor più in questa stagione, il pattinaggio artistico su ghiaccio non può avere fiducia in questi giudici.

FALSI UNGHERESI E ITALIANI
Un paio di cose per chiudere. Come previsto, anche nelle trasmissioni Tv dei Mondiali di Praga non è stata detta una sola parola su un aspetto importante delle gare: la presenza della coppia di Danza formata dalla russa Mariia Ignateva e dall’ucraino Danijil Szemko, allenati da Barbara Fusar Poli a Milano, in rappresentanza dell’Ungheria. La Rai, che ha trasmesso il Corto Danza dopo che già erano scesi in pista, non ha potuto farne cenno. Su Eurosport sono stati presentati e poi sempre indicati come “ungheresi”. E’ mai possibile che non suoni un campanello speciale nella mente dei giornalisti davanti a due ragazzi che sono l’esempio concreto di come sia possibile la pace e la fratellanza fra i popoli? A maggior ragione quando questo avviene nello sport, da sempre un veicolo particolare di messaggi positivi.
Infine, la buona notizia che Charlene Guignard e Marco Fabbri hanno annunciato che gareggeranno anche nella prossima stagione. Si spera che possano essere ripagati, con la loro bravura, da giurie più oneste, perché meritano di concludere la carriera con qualche altra medaglia importante.

(foto in alto ed in pagina tratte dall’ISU)

 

Tags: Da Sakamoto a Cizeron, il grande bluff del pattinaggio mondiale

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Nota sull’autore: Gennaro Bozza

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