A Parma partenza shock delle Red Roses, ma la squadra di Roselli reagisce e guarda con fiducia alla sfida decisiva con il Galles.
A Parma l’Inghilterra batte l’Italia 61-33 nella quarta giornata del Sei Nazioni femminile 2026. Tutto come previsto? Non del tutto. Perché se i primi quattordici minuti sono un uragano (0 -26, calci chirurgici, maul che macinano metri, Amy Cokayne che segna due volte e Marlie Packer che apre le danze) quella raffica non fa altro che accendere una miccia. Invece di affondare, le Azzurre reagiscono, segnano cinque mete alle Campionesse del Mondo e portano a casa un punto di bonus che vale oro: 7 punti in classifica, preziosissimi in chiave Cardiff.
Un’Italia che è in crescita. Se ne è accorto anche John Mitchell, ct inglese. Glielo chiediamo direttamente nella conferenza stampa post partita: cosa pensa di questa Italia? “Penso che stiano facendo un ottimo lavoro. Sono diventate meno prevedibili, sono forti in mischia e nelle maul. Ci hanno sorpresi: ci aspettavamo calci in attacco, avevamo studiato il loro 9 e il loro 15, e invece ci hanno sfidato sul piano del gioco.”. Un elogio che vale quanto un trofeo.
IL MATCH
L’avvio della partita è segnato da un imprevisto per la squadra ospite. Durante il riscaldamento, il numero otto titolare Maddie Feaunati, costretta al forfait a causa di un infortunio alla gamba, obbliga Mitchell a un rimpasto dell’ultimo minuto nel pacchetto di mischia, promuovendo la diciannovenne Haineala Lutui nel ruolo di seconda linea titolare e spostando Abi Burton a numero 8. Ma nonostante questo cambio le Red Roses partono come un treno. Neanche il tempo di sistemarsi sulla panchina che l’Inghilterra è già sul 26-0: quattordici minuti di rugby spietato, fatto di calci chirurgici e maul che macinano metri. Amy Cokayne segna due volte, Marlie Packer apre le danze. L’Italia sembra travolta. Sembra. Perché al 17′ Vittoria Vecchini schiaccia in meta da touche e ridà fiato alle Azzurre. Poi arriva il cartellino giallo a Kildunne – in avanti volontario – e l’arbitro Ling assegna la meta tecnica: 12-33. Ma c’è ancora tempo per un’ulteriore meta per parte: prima Marlie Packer sigla la sua doppietta personale, poi Alissa Ranuccini sfrutta un offload magistrale di Silvia Turani volando in mezzo ai pali su un due contro uno al fulmicotone. Si va all’intervallo sul 40-19: è ancora una distanza enorme, ma le Azzurre ci sono.
La ripresa è il festival personale di Marlie Packer. A 36 anni, il capitano inglese mette a tacere chiunque parlasse di declino con una prestazione mostruosa. Quattro mete totali, l’ultima delle quali è un assolo di pura potenza: 12 metri di carica travolgendo quattro difensori azzurri. Per lei sono 59 mete in carriera: il record di Sue Day è ora a sole tre lunghezze.
Ma la storia del pomeriggio parmigiano ha anche il volto di Francesca Sgorbini. Entrata dalla panchina, segna al 56′ e poi, al 80′ (la prima meta nasce dalla velocità su una ruck, la seconda con una maul travolgente che chiude il match) regalando alle sue il punto di bonus che vale oro.
Se l’Inghilterra brilla per le sue individualità, l’Italia risponde con un collettivo in crescita. Vittoria Vecchini si conferma uno dei migliori tallonatori d’Europa, capace di partecipare con intelligenza anche al gioco aperto. Alyssa D’Incà regge l’urto della pressione inglese guidando la linea difensiva con un numero impressionante di placcaggi, pilastro silenzioso, ma fondamentale. E la panchina, con Sgorbini in testa, fa la differenza, una vera bomb squad azzurra.
ENTUSIASMO AZZURRO

Cinque mete alle campionesse del mondo, poche squadre ci riescono. E ne è consapevole Fabio Roselli ct azzurro “A parte i primi quindici minuti, abbiamo cercato di fare la partita che avevamo preparato. Alcune cose hanno funzionato bene, altre meno, ma le ragazze hanno sempre cercato le opportunità. Siamo stati competitivi anche a livello di disciplina. La squadra deve essere fiera, ora il passo è diventare ancora più consapevoli dei nostri mezzi”. Elisa Giordano, capitano di un’Italia oggi ottava nel ranking mondiale, guarda avanti tenendo i piedi ben saldi a terra: “In altre occasioni avremmo potuto prendere tantissimi punti, invece abbiamo reagito. Siamo orgogliosi di aver segnato il record di punti all’Inghilterra (ndr superati i punteggi subiti dalle Inglesi con Irlanda 33-12, Scozia 7-84 e Galles 62-24) , ma c’è ancora una partita e dobbiamo finire nel migliore dei modi.”

L’entusiasmo è palpabile anche nelle parole di Francesca Sgorbini, intercettata contornata da uno sciame di giovani rugbiste a caccia di autografi: “È una figata! È la prima volta che un’italiana fa una doppietta all’Inghilterra. È bello essere protagonista, ma il risultato è collettivo: non abbiamo mai mollato niente, nemmeno all’ottantesimo. Andiamo in Galles con una spinta ulteriore senza sottovalutarla. Anche loro hanno preso il bonus contro l’Inghilterra, però penso che potremmo toglierci tante soddisfazioni”.
Intanto continua il lavoro di allungamento della rosa azzurra con il debutto di una raggiante Gaia Dosi, subentrata alla compagna di club Alessia Pilani che a fine partita l’ha abbracciata veramente con slancio: “Sono contentissima, abbiamo dato tutto sul campo”.
IL VENTO STA CAMBIANDO
Presente in tribuna anche il presidente FIR Andrea Duodo, che loda l’organizzazione e il carattere delle atlete, capaci di onorare il campo fino all’ultimo secondo davanti a una cornice di pubblico straordinaria: “Abbiamo registrato il record di punti segnati all’Inghilterra che è una squadra assolutamente di livello pazzesco. E poi da come era iniziata la partita … insomma, devo dire che siamo molto orgogliosi delle ragazze perché ci hanno creduto fino in fondo tanto da segnare anche l’ottantesimo, senza mai mollare. Siamo molto orgogliosi. ”
“L’Iitalia è una squadra che segna” aveva detto coach Roselli e a Parma si è visto.
E mentre l’Italia prepara la trasferta gallese, la vittoria di Parma proietta l’Inghilterra verso una finale al cardiopalma: le Red Roses troveranno la Francia a Bordeaux nell’ultimo turno. Le Bleues hanno risposto al successo inglese travolgendo la Scozia 69-28. La stampa francese (L’Equipe e Rugbyrama) ha già messo nel mirino la difesa inglese, definendola “bucata” dall’Italia: un segnale che il vento sta cambiando.
IL TABELLINO
Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 9 maggio 2026
Guinness Women’s Six Nations – IV giornata
Italia v Inghilterra 33-61 (19-40)
Marcatrici: p.t. 4’m. M.Packer tr. Harrison (0-7); 9’m. Cokayne tr. Harrison (0-14); 12’ m. Rowland tr. Harrison (0-21); 14’ m. Venner (0-26); 17’ m . Vecchini (5-26); 20’m. Cokayne tr. Harrison (5-33); 25’ m. di punizione per Italia (12-33); 32’ m M.Packer tr. Harrison (12-40); 34’m. Ranuccini tr. Sillari (19-40). s.t. 9’ m. Burton tr. Harrison (19-47); 12’m. M.Packer tr. Harrison (19-54); 16’ m. Sgorbini tr. Sillari (26-54); 20’st m. M.Packer tr. Harrison (26-61); 41’m. Sgorbini tr. Sillari (33-61)
Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo, Sillari, Mannini, D’Incà (22’st Granzotto); Madia (22’st Stevanin), Stefan (16’st. Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Veronese (5’st Sgorbini); Frangipani (5’st Duca), Fedrighi; Zanette(1’st Maris), Vecchini (30’st Cheli), Turani (25’st Dosi)
all. Fabio Roselli
Inghilterra: Sing (24’st Moloney-MacDonald); Venner, Jones (Cap), Rowland (13’st Aitchison)., Kildunne; Harrison, L.Packer (10’st Robinson); Burton, M.Packer, Short (24’st Balogun); Burns, Lutui (10’st Head) ; Muir (10’st Bern), Cokayne (10’st Powell), Clifford (1’st Carson)
all. John Mitchell
arb:Jess Ling (RA)AA: Robbie Jenkinson (IRFU); Berenice Loubet (FFR)
TMO: Leo Colgan (IRFU)
Cartellini: 25’ pt. giallo a Kildunne (Inghilterra)
Calciatrici: Harrison (8/9); Sillari (4/5)
Player of the Match: Marlie Packer (Inghilterra)
Punti in classifica: Italia 1; Inghilterra 5
Note: Giornata soleggiata, esordio per Gaia Dosi, Azzurra numero 227, 4376 spettatori.
Foto di Benedetta Borsani
