Alla fine di un lungo pomeriggio iniziato verso l’ora di pranzo a Londra le previsioni degli esperti e dei bookmaker sono state rispettate e domenica saranno ancora una volta il numero uno del mondo Jannik Sinner ed il numero due Carlos Alcaraz a contendersi il titolo di Wimbledon 2025. Dopo solo 4 anni l’Italia riporta un suo portacolori nella finale più attesa dell’anno dopo l’impresa di Matteo Berrettini che fu il primo a riuscirci nel 2021 nel giorno un cui dovette arrendersi ad un 34 enne Djokovic che era ancora di un’altra categoria.
Oggi, purtroppo per lo spettacolo, il campione serbo detentore di ben 24 tornei dello Slam è sceso in campo vistosamente sotto tono per i postumi della caduta nell’ultimo games del quarto set contro il nostro Cobolli. Una caduta che era sembrata seria ma conoscendo Nole, l’uomo di gomma, si pensava che potesse essere più informa ed invece sin dall’inizio si è visto che era bloccato nell’allungo nella parte destra. Sensazioni confermate dal serbo nell’intervista in conferenza stampa: “Mi dispiace ma oggi proprio non riuscivo a muovermi come avrei voluto e lui è un giocatore troppo forte che non ti concede nulla ma non voglio parlare del mio infortunio”.
Un’altra giornata storica
Una giornata storica, nuovamente come spesso ci accade ultimamente, con il nostro numero uno che raggiunge la sua prima a Wimbledon e quinta in uno Slam. Unico tennista italiano capace di arrivare in fondo in tutti gli Slam, l’undicesimo in assoluto nell’Era Open dopo Laver, Rosewall, Agassi, Edberg, Courier, Djokovic, Federer, Lendl, Murray e Nadal.
La semifinale del 23enne di Sesto Pusteria è durata meno di due ore e si è imposto per 63 63 64 sul serbo Novak Djokovic, n.6 del ranking e del seeding, sette volte trionfatore qui a Londra ma l’ultima nel 2022. L’erba di Nole a 38 anni non è più verde come quella di qualche tempo fa, grazie soprattutto ai due nuovi fenomeni che domenica a partire dalle 17 ore italiane si daranno battaglia sul centre court cercando di ripetere quanto fatto un mese fa nella storica finale del Roland Garros in cui ha prevalso lo spagnolo al quinto set dopo aver annullato ben 3 match point al nostro giocatore.
Le parole di Jannik a fine partita
“Non posso crederci, non avrei immaginato da bambino che avrei raggiunto una finale qui. Farlo davanti a voi e a mio padre, arrivato con mio fratello, è ancora più speciale”, cosi Jannik nella consueta intervista a fine partita. Poi parlando di domenica gli scappa anche una battuta “Non so cosa aspettarmi… ride. Avete visto com’è andata l’ultima volta. Quindi, chi lo sa come va. Speriamo sia un bel match, lui è un giocatore che conosco, ci siamo affrontati ormai un po’ di volte e cerchiamo di spingerci sempre al limite. Non so se lui è migliorato rispetto a Parigi, non creo che sia possibile. L’importante è che sia un bel match”.
Il segreto della vittoria odierna “Ho servito molto bene, mi sentivo bene e sono soddisfatto del servizio. Nei momenti importanti ho giocato molto bene, cinque anni fa qui non riuscivo a muovermi, ora mi sento migliorato. Io e il mio team abbiamo lavorato tanto, ora cerchiamo di andare avanti, sempre col sorriso”.
Una finale tutta da vivere
Vedendoli da vicino in questi giorni la sensazione è che lo spagnolo abbia ancora qualcosa in più rispetto al nostro ‘messia’ dai capelli rossi soprattutto a livello di accelerazioni improvvise e di variazioni, ma a volte come successo nel secondo set di oggi contro l’americano Fritz (partita vinta in quattro set con il punteggio di 64 57 63 76) tende ad allentare la presa ed a concedere qualcosa agli avversari. Sinner dovrà stare in partita su ogni singolo punto e tirare fuori il massimo dagli eventuali passaggi a vuoto dello spagnolo per poi colpirlo a suon di accelerazioni vincenti sperando che queste bastino per far vincere ad un azzurro il titolo di Wimbledon per la prima volta nella storia.
Da Wimbledon, Daniele Flavi (foto tratta dai social dell’ATP tour)
