Dopo i Mondiali di Boston, un anno fa, avevo valutato ZERO l’importanza della Federazione italiana sport del ghiaccio nel mondo del pattinaggio artistico. Un anno dopo, devo fare ammenda. Bisogna essere onesti e ammettere gli errori. La Fisg è come la farina più raffinata: DOPPIO ZERO!
L’unica pezza alla situazione in cui Charlene Guignard e Marco Fabbri si sono trovati da allora a oggi, dopo essere stati massacrati dalle giurie in ogni competizione da Boston in poi, è la scarsa visibilità delle ingiustizie fatte a loro a causa del furto ben più clamoroso avvenuto in questa Olimpiade nella Danza: la vittoria della coppia francese Laurence Fournier-Beaudry e Guillaume Cizeron ai danni degli statunitensi Madison Chock e Evan Bates. Almeno nella Danza, è lo scandalo più grande dell’intera storia di questo sport. Sono stati premiati dai giudici due pattinatori che hanno completamente cancellato qualsiasi grado di difficoltà nel loro esercizio, che non riescono a effettuare sollevamenti al di sopra di quelli banali di base, con Cizeron che non riesce ad alzare un piede dal ghiaccio in questi sollevamenti (come fanno tanti altri molto più bravi di lui), che commettono errori evidenti nei twizzle e in altri elementi senza che giudici compiacenti abbassino i voti, anzi, li alzano e poi abbassano quelli degli altri.
Nella Danza è stata l’Olimpiade della vergogna assoluta. Cerchiamo di capire meglio il perché.
BOSTON 2025, IL PECCATO ORIGINALE
Comincio dagli azzurri, per poi passare al furto francese del secolo.
Dal 2021 fino ai Mondiali di Boston, a marzo 2025, Guignard e Fabbri si erano distinti con belle prove e risultati di rilievo: un argento e un bronzo mondiali, tre ori europei, due argenti e un bronzo alle Finali del Grand Prix. Davanti a loro solo gli statunitensi Chock-Bates, gli altri dietro con distacchi sensibili soprattutto nel giudizio tecnico. La strada verso l’Olimpiade in Italia appariva piena di belle promesse, visti non solo i risultati, ma anche i punteggi che Guignard e Fabbri ottenevano.
Poi, all’improvviso, la doccia gelata. A Boston i punteggi degli azzurri calano vistosamente, quelli delle altre coppie anglosassoni aumentano senza alcuna giustificazione. E’ un brutto segnale. Charlene Guignard è l’unica a parlare in zona mista e, sia pure con grande educazione, tiene a sottolineare alcune cose: “Diciamo che in questo Mondiale c’è stato un pannello tecnico molto stretto per noi sui livelli. Sia nel Corto che nel Libero con noi sono stati abbastanza stretti, vuol dire che con i review hanno visto cose che per loro non andavano bene e ci hanno bastonati”. E ancora, a proposito di coppie che regolarmente stavano dietro di loro nei punteggi: “E sì. Queste coppie di solito non ci hanno mai impensierito, finora non ci erano mai riusciti, si vede che questa gara girava diversamente”. Purtroppo, non sarebbe stato solo per quella gara. Ma questo lo vediamo fra poco.
Intanto, per le dichiarazioni complete e un’analisi di quei Mondiali si può andare al seguente link: https://www.sportsenators.it/17/04/2025/fra-sorprese-e-rimpianti-il-ghiaccio-mondiale-di-boston-litalia-sorride-soltanto-con-conti-macii/
IL DANNO E LA BEFFA
Alle osservazioni di Guignard si accompagna il fatto che, nella definizione dei livelli tecnici degli elementi, da cui dipende il punteggio, il Pannello, si è diviso, con la rappresentante italiana messa in minoranza. Tanto che concludevo le mie considerazioni con questo commento: “Ne deriva, al di là della delusione e delle proteste, una conseguenza importante: se i giudici hanno potuto fare questo, se nel Pannello tecnico la componente italiana è stata messa in minoranza da chi rappresenta nazioni più potenti nel mondo del pattinaggio, vuol dire che la Federazione italiana sport del ghiaccio è considerata ZERO in questo mondo”.
Perché dicevo questo? Una mia invenzione? Niente affatto. Davo la spiegazione: “La Danza è proprietà privata di due nazioni, Usa e Canada. Quasi tutte le coppie che a Boston hanno avuto punteggi più alti degli azzurri sono di queste nazionalità o si allenano in queste nazioni, come appunto i britannici Fear-Gibson, che hanno la residenza a Montreal”.
Quindi, lo schieramento non riguarda solo gli atleti, ma anche le nazioni che questi rappresentano e i giudici di queste nazioni, che in gara fanno quello che vogliono, alzando e abbassando i punteggi a modo loro. Un solo esempio, per non citarne tanti altri.
Agli Europei 2025 di Tallinn, Guignard-Fabbri proseguono nel loro brillante cammino e ottengono 84,23 punti nel Corto e 127,89 nel Libero, mentre Fear-Gibson si fermano a 81,57 nel Corto e 124,45 nel Libero.
Un mese dopo, ai Mondiali di Boston, scoprono di essere diventati scarsi, perché hanno 83,04 nel Corto e 123,42 nel Libero: quasi 5 punti in meno nel totale rispetto agli Europei senza commettere clamorosi errori. Fear-Gibson, invece, ai Mondiali prendono 83,86 nel Corto e 123,25 nel Libero, un punto in più in totale, sono passati da uno scarto di 6 punti rispetto agli azzurri a un punto di vantaggio su loro dopo un mese, un miglioramento di 7 punti rispetto a loro che diventerà sempre più evidente nelle gare successive, fino a restare sempre davanti a Guignard-Fabbri.
La “collaborazione” fra nazioni, che si estende dagli atleti ai giudici, era diventata da tempo un esempio da imitare, tanto che si è arrivati anche ad altri punteggi inverosimili e alla creazione di “campioni senza valore”, come i francesi Papadakis-Cizeron prima e Fournier Beaudry-Cizeron poi, a tutto danno di chi non è protetto da alcuno, come appunto gli italiani. Ma anche su Papadakis-Cizeron tornerò fra un po’.
LA TESTA NELLA SABBIA, I NUOVI STRUZZI
Dopo Boston succede qualcosa di strano. Ricordo ancora una volta che a quei Mondiali l’unica a parlare, per la Danza, è stata Charlene Guignard, in zona mista. Mi arriva un messaggio da una persona della Federazione italiana che mi chiede conto dell’articolo, come se io avessi pubblicato sue dichiarazioni. Rispondo dicendo che la sua richiesta mi appare incomprensibile, visto che non ho citato sue dichiarazioni nell’articolo, anzi, non ho citato nemmeno il suo nome, né fatto riferimenti che facessero intendere che aveva parlato con me, perché semplicemente non ci eravamo parlati, quella persona non era nemmeno passata dalla zona mista. E allora, qual era il senso di quella strana richiesta?
L’unica spiegazione è che la Federazione, sentendosi colpita dalla mia definizione di “ZERO” come suo valore internazionale, abbia immaginato che io fossi stato imbeccato da qualcuno, all’interno della squadra azzurra, che voleva sparare sulla Federazione stessa. Quindi ha chiesto alla persona sospettata di smentire. Di qui la richiesta a me di spiegare perché avessi scritto quelle cose visto che non ci eravamo parlati. Così quella persona ha potuto presentare la mia risposta alla Federazione per dimostrare che non aveva parlato con me. Ma nemmeno Kafka nella sua miglior forma avrebbe potuto pensare a qualcosa del genere!
Fatto sta che da quel momento in tutte le dichiarazioni di atleti e chiunque altro della squadra di pattinaggio artistico non si parla più di incomprensibili comportamenti delle giurie, di punteggi che danneggiano Guignard-Fabbri, tutti zitti. E’ evidente che è stato deciso di mettere la testa sotto la sabbia e di non creare polemiche con le giurie e con la Federazione internazionale, nella speranza che, restando zitti, i giudici non si sarebbero vendicati e sarebbero tornati a dare punteggi più alti agli azzurri.
Pia illusione. Se mostri poco coraggio, sarai trattato da codardo. E infatti, Guignard e Fabbri hanno continuato a essere massacrati dalle giurie, addirittura fino al punto di non qualificarsi per le Finali del Grand Prix nel 2025. Così, ecco arrivare l’Olimpiade, il bronzo nella gara a squadre, favorito ovviamente dall’assenza della Russia, oltre alla rinuncia di Gilles e Poirier a gareggiare nel Libero della Danza per prepararsi meglio alla gara specifica, dal disastro della Georgia nel Libero. E tutti a pensare che la decisione di non fare polemiche sia stata saggia. Davvero? Controlliamo meglio. Nella gara a squadre, Guignard-Fabbri hanno preso 83,54 nel Corto e 124,22 nel Libero, quindi 207,76 nel totale. A Boston, quando erano cominciate le bastonate dei giudici, avevano ottenuto 206,46. Quindi, restare zitti e buoni, subire ingiustizie e penalizzazioni senza protestare, ha prodotto la bellezza di 1,30 punti in più! Direbbe il grande Totò: “Alla faccia del caciocavallo”! Non si può nemmeno ricorrere al classico paradosso della montagna che ha partorito un topolino, perché qui stiamo a un livello molto più basso!
LA PRESA IN GIRO FINALE
E il peggio deve arrivare. Magari gli estremi difensori della tesi del silenzio potrebbero sostenere che agli Europei 2026 gli azzurri hanno vinto l’argento proprio davanti a Fear-Gibson, con 210,34 punti, quindi altri 2 e mezzo in più, ma dimenticano un fatto fondamentale: il suicidio di Fear-Gibson, poi ripetuto a Milano, che sbagliano clamorosamente il twizzle. Ma anche qui si nota la volontà di favorire i britannici e danneggiare gli italiani. Gibson sbaglia clamorosamente il twizzle, inciampa, sta per cadere, si ferma e anche Fear si blocca. Ebbene, come prima chiamata del “grado di esecuzione”, vale a dire il giudizio su come è stato eseguito l’elemento, i giudici danno un incredibile +0,55. Poi, in revisione, viene corretto in meno 0,41, ma resta il fatto che anche di fronte a un errore clamoroso i giudici cercano di salvare i britannici. Che poi ripeteranno gli errori nella gara di Danza olimpica (la classica, non quella a squadre) e cadranno in classifica, senza che i giudici stavolta possano salvarli. E senza vantaggio per Guignard-Fabbri che alla fine prenderanno 209,58 punti, a 8 di distanza dai canadesi Gilles-Poirier, bravi nel Libero e terzi, ma con un vantaggio ingiusto nel Corto ai danni degli azzurri. In conclusione, un anno di silenzio per qualche misero punto in più mentre agli altri ne venivano regalati tanti. Bell’affare.
Finale triste. Guignard e Fabbri sono due veri campioni e brave persone, non hanno fatto polemiche, non hanno protestato, hanno riconosciuto che il Libero dei canadesi era migliore. Il problema è un altro. Meriterebbero di essere difesi e protetti, perché hanno dato tanto all’Italia e perché è giusto così. Nessuno, di quelli che avrebbero dovuto, lo ha fatto. Loro restano campioni, gli altri non meritano nemmeno di essere ricordati.
IL FURTO DEL SECOLO
E arriviamo allo scandalo più grave, autentica vergogna per la Danza. La vittoria dei francesi Fournier Beaudry-Cizeron è stata determinata dalla giudice francese Jezabel Dabouis che ha assegnato loro un vantaggio così grande di punti rispetto agli statunitensi Chock-Bates da annullare i punteggi favorevoli alla coppia americana decisi dalla maggioranza degli altri giudici.
I giudici sono nove. Cinque di loro hanno riconosciuto più punti a Chock-Bates, ma con vantaggi normali, tranne quello americano che ne ha assegnati 4 in più rispetto ai francesi. Gli altri quattro giudici hanno esagerato nella differenza di punteggio ed ecco spiegato il risultato. Nello specifico, ecco come hanno giudicato nel programma Libero le due coppie arrivate prima e seconda, con una avvertenza: c’è una leggera differenza in centesimi rispetto al totale dei punti ottenuti dalle coppie in gara perché il sistema usato per determinare i singoli punteggi dati da ogni giudice effettua una simulazione come se ogni giudice fosse unico, il che porta a leggerissime variazioni, ma il significato totale resta valido.
Quindi, i cinque giudici a favore di Chock-Bates hanno votato così (prima il punteggio assegnato agli statunitensi, poi quello ai francesi: Elena Khmyzenko (Georgia): 134,88 – 134,19; Virpi Kunnas-Helminen (Finlandia): 130,97 – 130,94; Janis Engel (Usa): 137,67 – 133,57; Isabella Micheli (Italia): 135,75 – 134,40; Feng Huang (Cina): 136,95 – 133,26.
Ed ecco i quattro giudici a favore di Fournier Beaudry-Cizeron: Jezabel Dabouis (Francia): 137,45 – 129,74; Marta Olozagarre (Spagna): 137,03 – 132,75; Leslie Keen (Canada): 136,49 – 135,47; Richard Kosina (R. Ceka): 138,49 – 135,23.
Il totale del Libero è stato di 135,64 per i francesi, di 134,67 per gli statunitensi. Insieme ai punti ottenuti nel Corto, si è arrivati a 225,82 per Fournier Beaudry-Cizeron e 224,39 per Chock-Bates.
Da notare inoltre che la giudice francese ha infierito sugli statunitensi con valutazioni incredibili, sia nel Corto che nel Libero, sui Components, vale a dire la parte prettamente artistica dell’esercizio, che si dividono in tre parti: Composition, Presentation, Skating skills. La Dabouis, per il programma Libero, ha dato 10 (il massimo) nelle prime due voci e 9,75 (quasi il massimo perché la scala è di 0,25 in più o in meno) per la terza ai francesi; 9,50 (quindi due voti in meno rispetto al massimo) in tutte e tre le voci agli statunitensi. Nel Corto, la Dabouis ha dato 9,75 ai francesi in tutte e tre le voci; poi due 9,50 e un 9,25 agli statunitensi. Tutti gli altri giudici sono stati più o meno equilibrati.
Quindi, lo sproposito di differenza punti causato dalla giudice francese, quasi 8 punti, più quello ugualmente notevole della giudice spagnola Olozagarre, altri 4 punti, è stato decisivo per la vittoria di Fournier Beaudry-Cizeron. Questo però potrebbe apparire come una semplice differenza di valutazione, non sospettabile di chissà qualche imbroglio. Il punto è che, rivedendo il filmato della gara dei francesi, si scoprono cose che già dal vivo erano apparse evidenti e che risaltano ancora di più quando si guarda con maggiore attenzione: una sequenza incredibile di errori, in particolare di Cizeron, fin troppo evidenti, impossibile non vederli, e di banalità tecniche premiate in maniera esagerata e inspiegabile. Cerchiamo di capire meglio cosa è successo.
LA BANALITA’ TRASFORMATA IN GENIALITA’
Per avere un’idea esatta di cosa è accaduto nella Danza in questi ultimi anni bisogna partire da un punto preciso: Guillaume Cizeron è il più grande bluff della storia di questo sport. Dipinto da molti giornalisti come il genio assoluto della Danza, uno che nasce una volta ogni secolo, o poco meno, nella realtà, andando a guardare bene, è un banale pattinatore che ha buone doti di scorrevolezza sul ghiaccio e niente più. Per la precisione: non ha mai fatto un sollevamento della partner tenendo un solo piede sul ghiaccio, come invece sono stati capaci di fare tanti altri veri campioni; i suoi sollevamenti sono i più semplici e facili, quelli scolastici che si fanno quando si comincia questo tipo di esercizio; sempre nei sollevamenti, la partner rimane ferma ed è appoggiata sulle gambe di Cizeron nel curve lift o attaccata al corpo nel rotational lift, nessuno movimento in aria, come fanno le coppie più brave, difetto che non può essere attribuito solo alla donna, ma anche all’uomo che potrebbe non essere in grado di reggere il peso di un corpo che si sta muovendo con evoluzioni e rotazioni che possono far sbilanciare il “portatore” (fra le coppie che li surclassano in questa esecuzione ritengo doveroso citare anche Guignard-Fabbri); introduzione al sollevamento senza alcuna invenzione, di una banalità sconcertante, di valore zero rispetto, per esempio, a quelli dei canadesi Virtue-Moir che partivano addirittura con un salto “alla cieca” di Tessa Virtue all’indietro per arrivare in braccio a Scott Moir; velocità ridotta in qualsiasi momento dell’esercizio, anche se tanti commentatori insistono su una presunta supervelocità che non esiste alla prova dei fatti, basta confrontare l’esercizio dei francesi con quelli di tante altre coppie, sia del presente sia del passato; la fallosità nei twizzle, con la sincronizzazione fra uomo e donna che si perde, come per esempio nel Libero ai recenti Europei, quando Cizeron e Fournier Beaudry a un certo punto si sono trovati addirittura schiena contro schiena, fra l’altro senza essere penalizzati dai giudici, anzi con il riconoscimento del massimo livello tecnico.
Mi fermo qui perché l’elenco diventerebbe lunghissimo. Fatto sta che Cizeron, sia con Papadakis prima, sia con Fournier Beaudry adesso, mostra le stesse caratteristiche, tanto che viene difficile pensare che la responsabilità sia delle donne. Se un difetto si ripete con partner diverse, è evidente che il responsabile è la persona comune a entrambe le coppie, quindi Cizeron. Eppure, i giudici hanno continuato a premiarlo, fino al punto da rischiare un altro clamoroso scandalo all’Olimpiade 2018 a Pyeongchang quando solo la perdita della spallina del costume di Gabriella Papadakis, con conseguente penalizzazione, determinò la differenza di punteggio a favore di Virtue-Moir che avrebbero dovuto stare almeno 20 punti avanti e che rischiarono di perdere contro una coppia distante anni luce da loro. Quello che non accadde allora è avvenuto a Milano.
LE PROTESTE INTERNAZIONALI
Tutti i difetti e i punti deboli di Cizeron si sono confermati a Milano, eppure i giudici li hanno premiati, fra l’apoteosi della stampa, compresi tutti quelli che si fanno vivi solo alle Olimpiadi e vedono il pattinaggio artistico per la prima volta in vita loro. Il peggio arriva anche dagli specialisti del settore, che partecipano all’ovazione ed esaltano Cizeron. Per farlo, però, devono abbassare la valutazione degli altri, così è possibile ascoltare tesi secondo le quali le coppie di Danza che eseguono meraviglie nei sollevamenti non fanno altro che mostrare “numeri da circo”, quindi non sono all’altezza di Cizeron ed è giusto che ottengano punteggi più bassi. Ma questo è l’unico modo per giustificare la pochezza tecnica di Cizeron, che non è capace di inserire difficoltà vere nel suo esercizio. Quindi, si abbassa il livello e tutti dicono “ma che fuoriclasse è questo Cizeron”.
La stampa internazionale, però, non solo statunitense, stavolta si è ribellata, tanto è stato clamoroso il furto della medaglia d’oro a danno di Chock-Bates. Usa Today, The Guardian, Forbes, Newsweek mettono sotto accusa i giudici e parlano di scandalo, chiedendo di indagare sui giudici, in particolare sulla francese che ha determinato questo risultato. E’ scattata anche una petizione per far cambiare il risultato.
Ma la protesta più importante, sui siti specializzati, è quella che mette in ordine tutti gli errori di Fournier Beaudry-Cizeron, non penalizzati dai giudici. Eccone alcuni, che poi si rifanno all’elenco dei difetti da me citato prima:
1) Cizeron nel twizzle fa una rotazione in meno della partner.
2) Cizeron ha un’oscillazione della lama prima del giro nella sequenza dei passi.
3) Cizeron va con la punta del pattino sul ghiaccio nel sollevamento rotazionale
e quasi perde il controllo.
4) Entrambi commettono errori nei twizzle e nella sequenza di passi. Cizeron inciampa durante il twizzle.
I voti dei giudici sono incompatibili con questi errori e, in generale, con la realtà espressa dalla Danza negli ultimi anni e a Milano. Ci sono stati altri scandali nel pattinaggio in passato, ma questo li supera tutti perché non è la singola occasione in cui si verifica l’errore dei giudici o, peggio, la corruzione. No, questo è qualcosa di più profondo, è l’aberrazione della Danza fatta apposta per favorire una nazione, la Francia, e un pattinatore Cizeron, e non è un fatto isolato ma va avanti ormai da otto anni. E’ il furto del secolo, ma anche un virus che può distruggere la Danza sul ghiaccio.
Intanto, una azienda sponsor dei Giochi ha organizzato un incontro fra la stampa e Fournier Beaudry-Cizeron, ma ai giornalisti invitati è stato chiesto di non fare domande sulla Papadakis, che in un libro ha parlato male di Cizeron. Per il momento non si hanno notizie di altre domande vietate. Hanno forse paura di confessare che non sanno pattinare?
