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Tennis

A Montecarlo Sinner torna Re

Da Vincenzo Martucci 13/04/2026

Più forte del vento dispettoso e imprevedibile che spazza la Costa Azzurra, più forte della terra rossa finora ostile, più forte della prima di servizio che era volata via, più forte del rivale, il re della classifica, Carlos Alcaraz, campione degli ultimi 2 Roland Garros, e di Roma e Montecarlo l’anno scorso. Più forte con la risposta, ma soprattutto di testa, cioé di controllo di tattica, concentrazione, nervi, per due ore e un quarto, Jannik Sinner conquista il primo 1000 sulla superficie meno vincente e lo fa nel torneo nobile del Principato. “Un altro torneo italiano, con tutto quel pubblico che passa il confine”, come suggerisce Fabio Fognini campione nel 2019. Il Profeta dai capelli rossi strappa a Carlitos anche la corona di numero 1 del mondo dopo 66 settimane di fila. Ma, soprattutto, sulla scia del Sunshine Double-record, cioé dell’accoppiata Indian Wells-Miami sul cemento statunitense senza cedere un set, col 27° urrà ATP Tour, il 4° Masters 1000 di fila – 3/3 in un anno come il solo Djokovic, e il 17° match vinto di fila, sposta decisamente a suo favore l’equilibrio psicologico con l’erede di Rafa Nadal anche sulla terra rossa, sulla strada di Roma e Parigi. Che, per Alcaraz è subito di nuovo torneo, a Barcellona, mentre per Sinner è due giorni di riposo e poi di nuovo allenamento: “Poi decidiamo se giocare Madrid”.

EQUILIBRIO DECISIVO

Pur con una percentuale di prime che scema addirittura al 40% con quelle micidiali folate di vento di fianco, da dietro, da davanti, Jannik che di certo non è più marinaio di Carlos, tiene il timone molto meglio del marciano. Sbaglia tanto anche lui – alla fine somma 38 errori gratuiti contro 45 -, al servizio si perde spesso il lancio di palla che già l’ha fatto patire per tutta la settimana, non fa nulla di eccezionale, ma non tira mai indietro il braccio nel braccio di ferro contro il potente avversario. Conscio che Carlitos appena guadagna un centimetro di campo affonda col dritto a tutta birra. Qui il 24enne di San Candido vince la partita: si cala totalmente nella scomoda situazione, accetta l’idea di vincere sporco, reagisce sempre, senza battere ciglio alle palle-break, agli strani rimbalzi, a qualsiasi avversità.

SVOLTA

“Sinner non lo disturba nessuno, nemmeno il vento, come temevo”, stavolta la cicogna il fenomeno l’ha lasciato da noi”, commenta Paolo Bertolucci in telecronaca. “E’ in fiducia, durante la partita non ha mai fatto trasparire un dubbio. Sarà veramente difficile, batterlo. E’ in forma totale”, sottolinea Ivan Ljubicic. Perché, quando il primo set si decide al tie-break dopo un’ora con 41 colpi pari e un break per parte, Sinner, emulando Djokovic, il campione sul quale mastro Riccardo Piatti l’ha clonato, mette giù 6 prime, demoralizzando Alcaraz. Che si sfoga col suo angolo: “La differenza è che lui nei momenti importanti ha la prima e io no”. E’ il getto della spugna del pugile sul ring, che spiega ,l’epilogo del parziale: 6-4 Sinner con due set point, uno se lo annulla da solo affondando a rete il dritto, l’altro glielo regala l’avversario col doppio fallo. Chiosa Flavia Pennetta: “Come nella finale di Wimbledon aveva difficoltà contro un avversario contro il quale non trova soluzioni e l’ha fatto andare fuori giri”.

LEGGE DEL PIU’ FORTE

Infatti, anche se, davanti alla rabbiosa reazione dello spagnolo, Jannik perde la battuta ad inizio secondo set, e scivola 1-3, rimane lì a lottare e gli fa sputare sangue a ogni colpo, rosicchiando un centimetro di campo, e un “15” alla volta, intaccando le certezze di Alcaraz, infliggendogli cinque games di fila, prendendo sempre più il comando dello scambio, facendo correre di qua e di à Carlitos, mettendo il silenziatore alla sua micidiale potenza. Dalla tribuna Adriano Panatta, l’ultimo campione italiano a Roma nel lontano ’76, col suo sorrisetto sardonico, gli passa simbolicamente il testimone per il torneo al Foro Italico del 6-17 maggio.

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 13 aprile 2026)

 

Tags: A Montecarlo Sinner torna Re

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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