Se ci si affidasse soltanto ai risultati ottenuti nel corso di questa stagione, Francesca Lollobrigida non avrebbe mai immaginato di chiudere le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 al collo. Forse grazie al sostegno caloroso del pubblico del Milano Rho Ice Skating Arena, forse grazie a quell’incoscienza che caratterizza i funamboli del pattinaggio velocità, la 35enne di Frascati ha tirato fuori il meglio di sé vincendo due ori nei 3000 e nei 5000 metri. Il tutto in attesa della mass start prevista per la penultima giornata di gare e chissà, magari per un’altra sorpresa nei 1500.
Come ha vissuto i giorni dopo l’oro nei 3000 metri ?
Ho vissuto una giornata perfetta, ma poi la notte non ho dormito, non ho chiuso occhio. Anche il giorno successivo lo stesso, probabilmente stavo sulle nuvole.
Come stava invece in occasione dei 5000 metri?
I 3000 sono la mia gara preferita e sono contenta di aver vinto l’oro lì. I 5000 mi sono entrati nel cuore perché comunque l’anno scorso ho vinto il titolo mondiale, quindi volevo riconfermarmi con un oro olimpico nella stessa distanza. E ci sono riuscita. E’ stata una prova particolarmente studiata perché nei 3000 ero in una bolla, non avevo nemmeno sentito di aver fatto il record olimpico. Non ho guardato i tempi.
Ha studiato una tattica prima dei 5000?
Nei 5000 sapevo che dovevo far una gara intelligente, infatti con il nostro direttore tecnico Marchetto e con l’altro allenatore abbiamo studiato un piano. Essendo nell’ultima batteria potevo trarre i vantaggi di sapere i tempi delle avversarie. Visti i crono delle altre, dovevo fare il record personale e italiano per poterle battere. Però sulla linea di partenza, essendo vicina a Martina Sablikova, mi sono commossa. Non potevo scegliere una batteria migliore perché ero al fianco di una leggenda. Ho controllato con l’occhio i tempi e vedevo sempre il verde, con a fianco 1”0, 1”5, 1”3 di vantaggio. Sapevo che l’olandese aveva comunque fatto gli ultimi giri più veloci e quindi ho dovuto tirar fuori il 200%.
Cos’ha provato quando è passata sul rettilineo e ha visto di aver vinto?
Ero ovviamente molto felice, ma al tempo stesso ero morta perché stavo con le mani sulle ginocchia. Volevo salutare il pubblico, ma ci ho messo un attimo per riprendermi perché, con i miei allenatori, avevo preparato una cosa per cui potessi sfruttarlo al massimo. Devo dire grazie a loro che si sono appassionati a questo sport, ma soprattutto mi ha dato la carica l’oro di Federica Brignone che ha confermato che l’impossibile è possibile. Ho avuto un momento in cui questa stagione in cui non ci credevo, ma noi sappiamo veramente rendere le cose possibili.
In quali tratti ha guadagnato abbastanza per vincere?
Mi ha aiutato il fatto di non mettermi da sola la pressione vedendo i tempi delle altre perché dovevo fare il mio percorso per arrivare davanti senza mettermi paura. Il piano era quello di seguire una tabella e farmi aiutare dal pubblico. Stavolta l’ho sentito rispetto ai 3000 e, ogni volta che passavo, sentire le urla è stato bellissimo.
Con chi parlava al telefono dopo l’oro?
Con mio marito e con mio figlio Tommaso perché oggi c’era la festicciola di Carnevale all’asilo nido e non volevo che la perdesse. L’altra volta sono stati tante ore in viaggio, poi qui comunque fra la preparazione pre-gara, la premiazione, le interviste, l’antidoping, l’ho visto solo per dieci minuti. E’ stato quindi meglio così. Poi tornerà con mio marito il giorno della mass start così spero di tornare a casa con loro.
Come si spiega questo exploit dei pattinatori italiani?
Essendo italiani e quindi passionali, anche se non gareggiamo mai davanti al nostro pubblico, sappiamo sfruttare a pieno la loro spinta quando c’è. Ritengo che questa sia la marcia in più.
Cosa si aspetta per la mass start?
Prima ci sono i 1500 metri che sono una sorta di preparazione, poi la mass start è ovviamente un terno al lotto perché essendo una prova di gruppo, può succedere di tutto. Io ho il pubblico dalla mia parte e quindi entrerò in campo per dare il massimo.
