dalla nostra inviata a Barcellona Marta Magni
Termina giusto con il tramonto la prima giornata del 73° Trofeu Conde de Godò – Barcelona Open Banc Sabadell. Una giornata in cui il sole ha faticato un po’ a far capolino dalle nuvole, ma che è riuscito comunque a scaldare il pubblico numeroso sugli spalti.
Musetti si allena con l’amico Sonego, Rublev scambia con De Minaur. Fils attende l’aggiustamento di una piccola buca insieme al coach Ivanisevic prima di riscaldarsi.
L’inglese Draper è costretto alla resa al terzo set per un infortunio contro l’argentino Etcheverry, mentre un altro argentino, il redivivo Trungelliti sfoggia una fantastica maglia “Lo viejo funciona” (il vecchio funziona – in effetti i riccioli biondo ramati caratteristici hanno lasciato spazio ad una bella chioma sale-pepe).
Match di giornata: Norrie-Wawrinka. Il mancinaccio inglese strappa il primo set all’idolo svizzero in 47 minuti 6-4, ma Stan The Man è in fase di assestamento. Il match prosegue con il quarantunenne che risponde a tono all’avversario ma che proprio su 4 pari perde il servizio, compromettendo (sembra) le sorti della partita. Ma Stanimal riesce a fare il contro break. Il secondo set se lo aggiudica l’elvetico 7-5 al tie break, con il boato del pubblico a trascinarlo.
Il terzo set scivola in scia: Norrie riesce a vincere l’incontro strappando il servizio solo nell’ultimo game. La Pista Rafa Nadal è commossa, così come l’idolo della “vecchia generazione”. Con le lacrime agli occhi, Wawrinka confida al pubblico il suo attaccamento al torneo. “Quando ero più giovane ero seduto lì (indica un posto sulle tribune, ndr) a guardare i grandi campioni come Tommy, sperando che un giorno anch’io potessi giocare qui, su questo campo.” Robredo è lì, da Direttore: “Stan tu sei il primo tra gli umani. Federer, Nadal, Djokovic: tu sei riuscito a tener testa a loro e a vincere tre Slam. Sei indimenticabile.” Gli applausi scroscianti del pubblico accompagnano Stan all’ultima uscita di campo a Barcellona.
È poi il momento del derby spagnolo, Munar-Jodar. Il giovanotto di 19 anni è fresco vincitore del titolo di Marrakesh, ma davanti ha un terraiolo di difficile gestione come Jaume.
Non sembra assolutamente essere un problema per Rafael. Il madrileno, spalle larghissime, leve lunghissime e colpi che viene immediatamente il paragone con il top della classifica ATP, liquida letteralmente l’avversario in appena 70 minuti. 6-1, 6-2, con Munar stesso incredulo e stordito, quasi, dai colpi clamorosi del giovane.

Martedì sono attesi 9 incontri al Real Club de Tenis e c’è veramente l’imbarazzo della scelta per decretare quale sia il migliore. Landaluce-Musetti? Alcaraz-Virtanen? Il murciano ha davanti un torneo che potrebbe farlo balzare di nuovo al vertice della classifica.











