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Sport di contatto

Italrugby, il sogno continua, ma ora arrivano gli invincibili Springboks

Da Benedetta Borsani 14/11/2025

Contro i campioni del mondo e n.1 del ranking mondiale, gli Azzurri sono chiamati a confermare non tanto il risultato quanto la prestazione dell'esaltante vittoria di Udine sull'Australia

Una vittoria memorabile degli Azzurri a Udine con l’Australia (26-19), la seconda consecutiva con i Wallabies dopo la magia di Firenze nel 2022, ha aperto nel modo più esaltante la serie delle tre partite delle Quilter Nations Series. Adesso però, archiviata la gioia per un risultato arrivato al termine di una prestazione di grande personalità, la testa e il cuore sono già proiettati sulle due sfide che chiuderanno gli impegni del 2025 per i ragazzi di Quesada. Si riparte dal Sudafrica, il campione del mondo in carica e, di fatto, il vertice incontrastato del rugby internazionale degli ultimi anni.
Il primo Azzurro a introdurre in settimana la titanica sfida con gli Springboks (il confronto numero 19 tra le due squadre, il terzo nel 2025 e il nono in Italia, che ha vinto una sola volta, a Firenze nel 2016) è stato lunedì Federico Ruzza, 198 cm di travolgente seconda linea: “Con il Sudafrica dovremo scendere in campo ancora più convinti. Conosciamo bene il nostro avversario – e la mente torna ai due recenti test match estivi – e sappiamo che è sempre nuovo e imprevedibile. Dovremo curare molto bene la parte attitudinale e fisica: la lucidità con cui affronteremo l’inaspettato farà la differenza“.
Chi mastica rugby non può aver dimenticato lo scherzetto che l’allenatore Rassie Erasmus fece agli Azzurri nel secondo appuntamento estivo, a Port Elizabeth (finì 45 a 0), quando al fischio d’inizio cercò subito una mischia. Un gesto inatteso che innescò discussioni sull’anti gioco: elucubrazioni che non appassionano però Gonzalo Quesada. Il coach azzurro, presentando la sua squadra che scenderà in campo all’Allianz Stadium di Torino, è stato cristallino: “Siamo molto esigenti, il nostro mantra è alzare sempre gli standard; quindi vogliamo fare meglio, specialmente perché giochiamo contro i più forti. È una squadra bellissima con grandi individualità e nessun punto di debolezza. Dalla formazione schierata immagino cosa faranno. Il nostro compito sarà metterli sotto pressione perché il rugby è uno sport che funziona quando tutto scorre in maniera fluida.” E poi ha aggiunto: “Confrontarsi prima con Joe Schmidt e ora con Rassie Erasmus dà a me e a tutto lo staff una grande spinta a fare sempre meglio. Non vediamo l’ora di giocare a Torino, sarà una grande opportunità per imparare. Scenderemo in campo con fiducia, umiltà e carattere; soprattutto con fierezza davanti al nostro pubblico“.

Squadra che vince non si cambia
: Quesada ha operato un solo ritocco nel XV titolare con l’Australia, l’inserimento in prima linea sin dal fischio iniziale di Riccioni al posto di Ferrari. E qui non possiamo che ricordare la risposta che proprio Marco Riccioni ha rilasciato in settimana a un collega, quasi una premonizione, quando gli era stato domandato come vivesse la panchina: “Sono in un momento della mia carriera in cui penso tanto alla performance, a prescindere dall’essere titolare o meno: lavoro per essere a disposizione del gruppo. A partire dalla fine dello scorso Sei Nazioni ho iniziato un percorso con una mental coach, perché mi rendevo conto di non riuscire a performare e di essere ‘bloccato’ in alcune situazioni, forse dalle aspettative che mi creavo. Spero di mettere in pratica tutti questi insegnamenti che sto apprendendo”.
Intanto, sul fronte sudafricano, coach Erasmus, dopo aver studiato gli Azzurri uno per uno, preparando la partita come fosse una finale di Championship (come rivelato da Fabio Ongaro in un’intervista a Sky), ha sorpreso tutti. Ha scelto di schierare una squadra “con giocatori – sono le parole che abbiamo preso in prestito da Quesada – che hanno giocato poco insieme e che hanno poca familiarità tra loro“, operando ben undici cambi rispetto alla durissima sfida della scorsa settimana con la Francia. Confermati i soli Venter, il capitano Kolisi, Arendse e D. Willemse: un dato che dimostra l’incredibile profondità di rosa a disposizione di chi allena il Sudafrica. “Abbiamo detto fin dall’inizio del tour che vogliamo dare al maggior numero possibile di giocatori la possibilità di giocare – ha commentato Erasmus – e crediamo che questa squadra sia la più adatta ad affrontare i pericoli che l’Italia può rappresentare. Uno dei nostri pilastri chiave è quello di costruire la profondità della squadra ed è fantastico avere a disposizione giocatori come Jean, Handre, Edwill e Ben-Jason. Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà il supporto che daranno al gruppo“. Ma Erasmus è stato chiaro anche su cosa si aspetta dagli avversari: “Il risultato della scorsa settimana dimostra di cosa sono capaci quando gli Azzurri sono al meglio, quindi non li stiamo prendendo alla leggera: ci hanno battuto anche in Italia. Sono una squadra appassionata e ben allenata e avranno un pubblico entusiasta a loro sostegno a Torino, quindi sappiamo qual è il nostro focus“.

Gli Springboks, quattro volte campioni del mondo, campioni del mondo in carica e n.1 del World Rugby Ranking, appaiono davvero invincibili
: forti in tutti i reparti, con una profondità della rosa in grado di garantire copertura completa in caso di indisponibilità di uno o più giocatori titolari, impenetrabili in difesa e in grado in ogni momento di ribaltare la situazione di gioco con il gioco al piede. Ne sa qualcosa nientemeno che la Francia campione in carica del Sei Nazioni, sconfitta sabato a Parigi nonostante la superiorità numerica per l’intero secondo tempo a causa della squalifica di Lood de Jager per un placcaggio pericoloso. L’Italia arriva però dalla storica vittoria sull’Australia, un salto di qualità che ha reso gli Azzurri più fiduciosi e sicuri del loro potenziale. A Torino aspettiamoci ottanta minuti di gioco avvincente.
Calcio di inizio alle 13.40 sabato all’Allianz Stadium di Torino, con diretta televisiva su Rai Sport, Raiplay, Sky Sport Uno e NowTV.
L’ITALIA

1 Danilo Fischetti, 2 Giacomo Nicotera, 3 Marco Riccioni, 4 Niccolò Cannone, 5 Andrea Zambonin, 6 Ross Vintcent, 7 Manuel Zuliani, 8 Lorenzo Cannone, 9 Stephen Varney, 10 Paolo Garbisi,11 Monty Ioane, 12 Tommaso Menoncello, 13 Juan Ignacio Brex (capitano), 14 Louis Lynagh, 15 Ange Capuozzo.

A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Simone Ferrari, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 22 David Odiase, 22 Martin Page-Relo, 23 Tommy Allan.

IL SUDAFRICA
1 Boan Venter,  2 Johan Grobbelaar, 3 Zachary Porthen,4 Jean Kleyn, 5 Franco Mostert, 6 Siya Kolisi (c); 7 Ben-Jason Dixon, 8 Marco van Staden, 9 Morne van den Berg, 10 Handre Pollard, 11 Kurt-Lee Arendse, 12 Ethan Hooker,13 Canan Moodie, 14 Edwin van der Merwe, 15 Damian Willemse.

A disposizione:
 16 Gerhard Steenkamp, 17 Wilco Louw, 18 RG Snyman, 19 Ruan Nortje, 20 Andre Esterhuizen, 21 Kwagga Smith, 22 Grant Williams, 23 Manie Libbok.
Tags: #QuliterNationsSeries, italia, rugby

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Nota sull’autore: Benedetta Borsani

Sempre in cerca di nuove avventure nasco come giornalista – professionista dal 2015 – e nel tempo mi specializzo anche come fotografa, reporter, videomaker con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. Curiosissima, mi piace autodefinirmi una “news hunter” affamata di storie da raccontare.

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