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Tennis

Sinner tra il sogno della conferma alle Finals e la spina Davis: “Non ho mai giocato la vera Coppa”

Da Daniele Flavi 14/11/2025

Il vento del trionfo soffia impetuoso sull’Inalpi Arena, avvolgendo Jannik Sinner. L’azzurro si appresta a vivere la sua semifinale alle ATP Finals 2025 di Torino con l’impeccabile score di tre vittorie su tre, tutte senza concedere un set nel girone. Mentre la mente è già proiettata alla sfida di domani contro Alex de Minaur (con un rassicurante 12-0 nei precedenti), il campione altoatesino non ha evitato di toccare un tasto dolente: la sua rinuncia alla prossima Coppa Davis a Bologna, dove l’Italia esordirà mercoledì contro l’Austria.

Le sue parole, lucide e misurate come il suo tennis, aprono un dibattito sul futuro della competizione a squadre.

La Davis? “Complicata in questo calendario, mi piacerebbe ogni due anni”

Sollecitato sull’apertura di Carlos Alcaraz a disputare la Coppa Davis con cadenza biennale, Sinner ha colto l’occasione per esprimere il suo punto di vista, rivelando un velo di malinconia per un formato che non ha mai potuto vivere a pieno.

“La Coppa Davis è un tema interessante. Giocare la Davis in questo calendario è complicato. Mi piacerebbe giocarla ogni due anni, magari con le semifinali ad inizio anno e la finale a fine anno. Non ho mai giocato la vera Coppa Davis“, ha ammesso Jannik.

Una dichiarazione che sottolinea le difficoltà di incastrare un torneo di tale importanza in un calendario ATP già saturo, suggerendo una formula che, oltre a snellire gli impegni, possa restituire alla competizione il suo fascino originario e la partecipazione dei migliori, come auspicato da diversi top player.

La corsa Finals: “Non sono una macchina, ma sono lucido nei momenti importanti”

Il cammino di Sinner nel Gruppo Bjorn Borg è stato un’autentica marcia trionfale. Interrogato su quale degli avversari incontrati (Auger-Aliassime, Zverev, Shelton) gli abbia creato più grattacapi, il tennista ha dato una risposta da vero analista del gioco.

“Onestamente ognuno ha avuto tre partite e sono state tre partite difficili. Ognuno di loro ha qualità diverse, quello che hanno in comune è che servono molto molto bene, appena ti breakkano è un casino recuperare. Comunque non è la prima volta che ci ho giocato, quindi sai sempre cosa aspettarti. I set si vincono per uno o due punti. Se ti gira bene vinci, se ti gira male perdi. Sono molto focalizzato e lucido nei momenti importanti, vediamo cosa ne esce domani.”

Le otto partite consecutive vinte alle Finals senza cedere un set sono un dato statistico che parla chiaro della sua crescita mentale, non solo tecnica.

“Che sto facendo le scelte giuste nei momenti giusti. Se con Sascha non servo come ho fatto perdo il set, se nel tie-break oggi vado sotto magari non lo vinco. La partita prima o poi la perdo, non sono una macchina. Sono in semifinale, vediamo.”

Lo sguardo su Alcaraz: “Si merita il numero uno. Per me, motivazione extra”

Nonostante la rivalità, l’ammirazione per Carlos Alcaraz, premiato ufficialmente come numero uno del mondo a fine anno, è sincera. Una maglia che Sinner vuole conquistare in futuro.

“Ero molto attento alla partita che dovevo giocare. Sono felice per lui, direi una bugia a dire che sono super felice. Se lo merita, ha giocato una stagione incredibile con due Slam e 8 titoli. Sta giocando ad un livello altissimo su qualsiasi superficie, sta esprimendo in tennis molto molto aggressivo, lo abbiamo visto con tutti e tre i giocatori che ha affrontato qui. La pressione l’ha vissuta anche lui. Sono contento per lui, è un bravissimo ragazzo, ha un grande team. Da parte mia c’è motivazione per l’anno prossimo, per la preparazione. Faremo tanto lavoro. Se c’è un giocatore che se lo merita, sceglierei sempre lui.”

L’avversario “amico” De Minaur: “Io ho tanto da perdere”

Domani lo attende in semifinale l’australiano Alex de Minaur, un giocatore che Jannik ha battuto in tutti i 12 precedenti. Un dato impressionante che non lo induce a sottovalutare l’impegno.”La motivazione c’è sempre, siamo in una semifinale a Torino nell’ultimo torneo dell’anno. Già questa è una motivazione per provare a vincere. Non sottovaluto mai gli avversari che devo affrontare. Cerco sempre di essere al 100%. Io ho tanto da perdere, lui ha poco da perdere. C’è pressione, ci sarà attenzione, ma cerco di essere attento a quello che devo fare.”

Il messaggio è chiaro: Sinner è qui per vincere, concentrato e consapevole della posta in gioco, pronto a trasformare la pressione in pura energia positiva.

Da Torino, Daniele Flavi (foto di Marta Magni)

Tags: Sinner tra il sogno della conferma alle Finals e la spina Davis: "Non ho mai giocato la vera Coppa"

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Nota sull’autore: Daniele Flavi

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