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Tennis

Amici, staff e famiglia un mondo blindato. Alla scoperta del metodo Sinner

Da Vincenzo Martucci 15/07/2025

Magari il Metodo-Sinner entrerà nel Manuale dei giovani tennisti di Michelangelo Dell’Edera che ha rivoluzionato e implementato l’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”, la dinamo della FITP. A cominciare dalla parola accettazione: di sé, dell’avversario, della situazione, del destino, del pubblico che va sempre ringraziato, come i raccattapalle e gli organizzatori del torneo, dopo ogni partita. Magari ci sono già seguaci del suo stile che era british ancor prima di sfatare il tabù italico a Wimbledon per la natura dei montanari drastici, lavoratori e onesti, come mamma Siglinde e papà Hanspeter. Magari il Profeta dai capelli rossi sta varando un modello di campione dello sport italiano, schivo, educato, rispettoso, sensibile ma mai eccessivo ed invadente, votato al lavoro, al sacrificio e all’equilibrio quotidiano e non agli sbalzi d’umore e di prestazioni, come non abbiamo avuto mai. Un esempio vero per i giovani e anche per i genitori, che si stupiscono di chi a 13 anni lascia un sport vincente come lo sci, la tranquilla Val Pusteria, casa ed amici, per scommettere sul tennis, da solo, a Bordighera. E poi drasticamente cambia direzione a 20 anni staccandosi da Riccardo Piatti per crearsi un team tutto suo, partendo dall’ex pro Vagnozzi (allievo di Massimo Sartori, chioccia di Seppi) e dall’”ingegnere del cervello” dei piloti di Formula 1, Riccardo Ceccarelli. Quindi, negli ultimi due anni, rivoluziona due volte lo staff perché qualcuno l’ha tradito:  Ferrara & Naldi hanno usato una pomata dopante dopo il primo urrà Slam a Melbourne dell’anno scorso, Panichi & Badio hanno prevaricato. Decisioni fulminee alla vigilia di due Slam, gli Us Open a settembre e Wimbledon ora, aggregando l’osteopata Andrea Cipolla. Deciso e sicuro come in allenamento (dove va alla continua ricerca di miglioramenti), e in partita. Dov’è sempre serissimo, concentrato sugli ormai famosi “dettagli che fanno la differenza nel tennis, dove tutto può cambiare da un momento all’altro“. Altro invito alla parsimonia, all’attenzione e all’umiltà che riporta coi piedi per terra anche i fans poi scomposti, e ricorda che la sua forza di concentrazione vale più di tutto. Dopo l’amore degli amici e della famiglia fra cui spicca Mark (vigile del fuoco), il fratello adottato prima che nascesse lui.

PAPA’ CAHILL

“Fuori dal campo è un ragazzo normalissimo che ride e scherza”, giura Darren Cahill il super-coach australiano che lo segue dal giugno 2022 dopo gli altri numeri 1, Hewitt, Agassi e la Halep. “Jan” rivela:“Avevamo scommesso che se avessi vinto Wimbledon avrei deciso io il suo futuro”. Chissà se imbeccato dall’amico Alex Meliss, ultimo aggregato al cerchio magico, come esperto di social media, accanto a Fabienne Benoit, svizzera multilingue già all’ATP e molto legata a Wawrinka che cura i rapporti coi media per la società di comunicazione Avima. Guidata dal regista del gruppo, Alex Vittur (39 anni), ex tennista e amico da sempre dei Sinner. Che, da marzo, ha avvicendato l’attività manageriale di StarWings. Mamma, che soffre troppo ai match del figlio, non fa più la cameriera al rifugio Fondovalle in Val Fiscalina dove papà non fa più il cuoco ma è al seguito del figlio anche nella casa di Wimbledon, vicino all’All England Club. Dove Sinner, come i più,  fissa il quartier generale da anni.

ITALIANO VERO

Domenica, Jannik ha avuto qualche insolita reazione di stizza verso il team. Gli è successo pochissime altre volte, sempre in situazioni estreme. Altrimenti, l’anno scorso a Indian Wells ha preso l’ombrello dalla raccattapalle e l’ha invitata in panchina con lui. Ferma spesso il gioco se vede uno spettatore sofferente. Dopo la finale di gennaio a Melbourne ha consolato teneramente lo sconfitto, Sascha Zverev, e a Wimbledon, ha subito soccorso l’infortunato Dimitrov, portandogli la borsa. Le sue dichiarazioni sono sempre precise e pacate, anche in momenti particolarmente delicati, come durante la lunga diatriba doping davanti a media agguerriti e a colleghi infidi. Non deraglia quando ammette: “Che titolo mi darei domani? Tanto io i giornali non li leggo”. E quando parla del ballo dei campioni di Wimbledon con la Swiatek: “Come va va, non me la cavo molto bene, ma sinceramente me ne frega poco, la giornata è già andata bene così”. Il Metodo-Sinner è talmente semplice e lineare che apre un varco solo per il tifo del Milan e l’antico amore per la velocità (Formula 1 da guardare, go-kart in prima persona come lo sci). Anche se il suo vero punto debole è il sonno: indispensabile, frequente e, possibilmente, lungo.

Vincenzo Martucci

Siamo davvero davanti al tennista perfetto, come suggerisce Paolo Bertolucci? Ci dobbiamo inchinare davanti al giocatore che anticipa il futuro, come sostiene Mats Wilander? Dobbiamo pensare che ormai il suo maggior avversario sia  sé stesso, come azzarda Boris Becker? Applaudiamo il grande stratega che ha tagliato il campo ed ha asfissiato il più veloce del tennis”, come sottolinea Andy Roddick? Certo, parlando di Sinner non parliamo di un campione qualsiasi, anche come numero 1 del mondo, ha 12.030 punti in classifica (con Alcaraz a 8.600). Dal 1990 solo Djokovic, Federer, Murray e Nadal erano riusciti ad accumularne più di 12 mila. Parliamo di un campione che, dal 10 giugno dell’anno scorso, quand’è salito sul trono del ranking ATP, ha disputato 13 tornei aggiudicandosene 7 (3 Slam in 4 finali consecutive) , giocando 73 partite (3 della finale di Davis) perdendone 5. E’ già in vetta da 58 settimane consecutive ed è sicuro aritmeticamente di arrivare a 65, a fine US Open. Dove difende il titolo.

ANTICIPO

Wilander, col tabù Wimbledon ma altri 7 titoli Slam dice: “Sinner è avanti di 5/10 anni rispetto all’evoluzione del gioco perché colpisce sempre d’anticipo e segna così la strada da seguire per tutti quelli che non abbiano le straordinarie capacità di Carlos Alcaraz. Anche perché, mentre la maggior parte dei giocatori si impegna in velocità in difesa, Jannik lo fa in attacco, costringendo gli avversari a giocare sempre profondo per non essere puniti. Per trovare un fenomeno d’anticipo simile bisogna ritornare ad Andre Agassi. Solo che Sinner lo fa muovendosi più veloce, servendo meglio e picchiando più forte. E non lasciando mai una palla”.

TUTTA TESTA

Boris Becker che ai Championships vanta ancora il record di più giovane re a 17 anni, con 3 titoli in 7 finali, suggerisce: “Mi ha impressionato per come dominato da fondo Djokovic ed è sempre così forte di testa: nessuno sarebbe tornato come lui dopo i 3 mesi di stop. Adesso il suo più grande avversario è solo sé stesso”.

TATTICA PERFETTA

Andy Roddick che è stato stoppato tre volte su tre in finale da Roger Federer, ha  ammesso di aver sbagliato pronostico: “Sinner ha giocato un match tatticamente incredibile, colpiva lungolinea quando ne aveva l’opportunità, dominava dal centro del campo contro Alcaraz, il più veloce che ci sia, lo ha asfissiato”.

COLMATE LE LACUNE

Paolo Bertolucci elogia i progressi dell’altoatesino dalla tecnica al fisico, sottolineando comunque la sua qualità fondamentale: “E’ un formidabile attaccante da fondo che genera gioco e ritmo con i fondamentali a rimbalzo, seguiti a velocità siderali e in spinta continua, fino ad asfissiare gli avversari”. Per lui più di così non si può. Ma ci torna in mente una frase di coach Cahill: “Jannik guarda Alcaraz più di chiunque altro”. Per poi anticiparne le mosse in campo, come s’è visto a Wimbledon. E’ la condanna del numero 1.

V.M.

Il primo premio del singolare di Wimbledon, 3,52 milioni di euro, è record, è squillante, ma è solo la punta dell’iceberg degli introiti del numero 1 del mondo da 58 settimane. E però farà da moltiplicatore di nuovi guadagni per l’altoatesino, prima italiano a sfatare il tabù ai Championships, più giovane di sempre a disputare 4 finali Slam una dietro l’altra. Tanto che quest’anno è già a quota 7,16 milioni di soli premi ufficiali – 45 milioni in 7 stagioni da pro – ma, fra sponsor e indotto, secondo Sport e Finanza, è passato da 30 milioni del 2024 a 50 milioni. Come si nota facilmente dall’invasione della sua immagine nelle pubblicità televisive nel corso dei tornei del circuito. Tanto che, secondo un studio di Nielsen Sports, potrebbe avvicinarsi ai livelli di Federer, cioé a 100 milioni di euro l’anno. Troppi? Sembra proprio di no.

IMMAGINE POSITIVA

Gli indici di popolarità di Jannik, che aldilà degli attacchi dei media brit non s’è minimamente incrinata per i 3 mesi di stop Wada per responsabilità oggettiva, confortano gli investitori. Il suo valore commerciale continua a crescere in parallelo ai successi e alla ascesa in classifica, oltre che all’immagine positiva che lo accompagna, ma ciò che fa la differenza è la continuità dei suoi successi. Aggiudicandosi l’anno scorso gli Australian e gli US Open e poi facendo il bis in coppa Davis, Sinner ha dimostrato di essere un campione solido, attirando un pubblico sempre più globale, che ha premiato con il record del 33% di share alla finale degli Australian Open di gennaio. E la finale di Wimbledon, dalle 17 su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis, Sky Sport 4K e TV8, è stata infatti vista domenica da 5 milioni 670mila spettatori medi, con un’audience totale del 40,4% di share.

Del resto, secondo uno studio di Instant Mood, la crescita dei followers dei quattro account social media dell’altoatesino è aumentata ovunque, con un significativo +100mila nuovi adepti  (sentimenti 71%), superando nelle ultime 24 ore i 4 milioni di contatti, con + 83,600 su Instagram. Non è un caso, ma il successo di una strategia di comunicazione pianificata da tempo sui contenuti sul digitale.

MEGA SPONSOR

Come già per la rivalità Agassi-Sampras, anche per Sinner-Alcaraz lo sponsor d’abbigliamento è la multinazionale Nike che già dal 2019 ha “firmato” i due fenomeni. Nel 2022, Jannik ha rinnovato per dieci anni per 16 milioni a stagione, abbinandolo durante le ATP Finals di novembre a un logo personale registrato nel 2021: una volpe rossa stilizzata. Che è integrata anche nei prodotti Pigna e ha contribuito a un aumento significativo delle vendite (+40% per l’azienda di Alzano lombardo nel 2024 rispetto al 2023). Durante le ATP Finals di novembre a Torino, il cappellino con il logo di Sinner è andato a ruba. Convincendo e allungando altre sponsorizzazioni, dalla racchetta Head (per altri 7 anni) a brand prestigiosi come Gucci, Rolex, Lavazza, Fastweb, Intesa Sanpaolo, Panini. Cui l’anno scorso si sono aggiunti De Cecco, La Roche-Posay ed Enervit, oltre a una collaborazione con la Formula 1.

FUTURO

Il duopolio Sinner-Alcaraz non può che aumentare gli introiti commerciali dei due ragazzi. Che, strada facendo, potrebbero diventare protagonisti di una nuova era commerciale, come suggerisce Giovanni Palazzi, CEO di ChainO.it: “Le leve da attivare sono  l’evoluzione da testimonial a social influencer, e modelli di endorsement ispirati a Michael Jordan, con quote sulle vendite invece che compensi fissi”.

Vincenzo Martucci (Tratto dal messaggero del 15 luglio 2025)

 

 

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Nota sull’autore: Vincenzo Martucci

Napoletano, 34 anni alla Gazzetta dello Sport, inviato in 8 Olimpiadi, dall’85, ha seguito 86 Slam e 23 finali Davis di tennis, più 2 Ryder Cup, 2 Masters, 2 British Open e 10 open d’Italia di golf. Già telecronista per la tv svizzera Rsi; Premio Bookman Excellence.

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