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Sport di contatto

L’altra metà del cielo sta per scendere in campo: al via in Inghilterra la Coppa del Mondo femminile di Rugby

Da Benedetta Borsani 15/08/2025

C’è un movimento che cresce, silenziosamente, ma inesorabilmente. Ed è quello del rugby giocato dalle donne. Nonostante i tanti pregiudizi.
Un esempio evidente è la recente nomina a presidente della Federazione inglese di rugby (per la prima volta in 154 anni) di Deborah Griffin, giusto poco prima dell’inizio dei Mondiali 2025 un’edizione che promette di essere indimenticabile spinta anche dai dati televisivi raggiunti nei mondiali del 2022 quando per esempio per la semifinale tra Francia e Inghilterra 3,2 milioni di spettatori seguirono la partita su France 2; dato particolarmente significativo se paragonato al pubblico di 2,65 milioni che ha assistito alla finale maschile del 2015 tra Nuova Zelanda e Australia, dimostrando un notevole aumento dell’interesse per il rugby femminile.
E l’Italia, paese da sempre non amico delle donne specie se in carriera, com’è messa? A livello dirigenziale possiamo citare Antonella Gualandri, vicepresidente FIR, e due consigliere Silvia Pizzati ed Erika Morri con delega allo sviluppo del rugby femminile, rappresentante FIR in World Rugby che all’ indomani della nomina di Griffin ha subito pubblicato un post “La prima in 154 anni, simbolo di una nuova visione che va oltre al genere, dando spazio alla qualità. Un’esperienza ed un CV impressionanti, fatti di idee innovative e capacità di controllo di gestione economica. E’ la linea di continuità del rugby al femminile inglese… una delle 4 organizzatrici della prima coppa del Mondo femminile del 1991 (non finanziata dall’odierno World rugby e riconosciuta solamente successivamente). Quando le chiesi come le fosse venuto in mente di organizzare un evento internazionale senza aiuti la risposta fu che il rugby è coraggio, divertimento, gioia di stare insieme e un pizzico di follia”. Una dichiarazione che racconta anche di un’amicizia antica nata proprio sul campo perché la Morri giocó quei mondiali un po’ “carbonari” indossando proprio la maglia azzurra.
Ed ora è tempo di giocare.Per le Azzurre quella del 2025 in Inghilterra sarà la sesta Coppa del Mondo, la terza consecutiva dopo le partecipazioni del 2017 in Irlanda e nel 2021 (disputata nel 2022) in Nuova Zelanda, torneo che ha visto la prima storia qualificazione di una nazionale azzurra ai quarti di finale di un Mondiale. Inserite nella Pool D, dopo la Francia affronteranno il Sudafrica domenica 31 agosto e il Brasile domenica 7 settembre. E sarà un Mondiale atteso e importante per la Nazionale Azzurra che viene da un Sei Nazioni chiuso in crescendo e da due vittorie con Scozia e Giappone nei due test di preparazione che hanno valso alle Azzurre il 7°posto nel ranking mondiale nonché le giuste confidenza e attitudine di gioco.
A scendere in campo sarà quindi un’Italia coraggiosa che non ha temuto di dichiarare apertamente l’obiettivo di giungere alle semifinali. D’altronde agli ultimi mondiali le Azzurre erano arrivate ai quarti e se l’obiettivo è quello di migliorarsi, questo deve essere. Certo allenatore e squadra sono cambiati, ma questo è il percorso che il movimento sta seguendo per crescere sempre di più, nei numeri e nello stile di gioco. Quale? “La risposta c’è la darete voi” ci hanno detto quasi all’unisono l’head coach Fabio Roselli e capitan Elisa Giordano nella conferenza stampa pre Mondiali tenuta a Parma dove le Azzurre erano in raduno.
“Questa sarà una Rugby World Cup di altissimo livello, bella da giocare e anche da vedere – ha detto Roselli – Sappiamo che la Francia punta a vincere il Mondiale. È la sfida più dura, ma personalmente preferisco affrontare la squadra più forte all’inizio, infatti sono felice di questo calendario e non cambierei assolutamente nulla. Il Brasile è alla sua prima partecipazione e questa è sempre un’incognita, e poi c’è il Sudafrica che negli ultimi mesi ha fatto una crescita importantissima, raggiungendo livelli inaspettati: sarà una partita molto dura, noi però dobbiamo lavorare giornata dopo giornata, e adesso pensiamo solo alla Francia”.
E sulla scelta della rosa, “Ci sarà tanta concorrenza per una maglia da titolare e per un posto nelle 23 di ogni partita. Tutte le 32 atlete infatti sono delle potenziali titolari. Ma voglio sottolineare che anche le ragazze che non voleranno con noi, ma che tanto hanno dato in questi mesi di preparazione, sono parte della squadra e sono certo che se sarà saranno pronte a dare il loro contributo.”
Scopriamo dunque la rosa scelta da coach Roselli per i Mondiali del 2025
I 32 fiori d’acciaio sono le decane Elisa Giordano, Sofia Stefan, Michela Sillari, Sara Tounesi, Beatrice Rigoni, Valeria Fedrighi, Isabella Locatelli, Ilaria Arrighetti, Veronica Madia e Aura Muzzo al loro terzo mondiale dopo le edizioni del 2017 e del 2022; insieme sommano 695 caps. Tra loro Sofia Stefan, con 98 presenze potrebbe arrivare a scrivere il proprio nome nella lista dei Centurioni azzurri, la terza dopo Sara Barattin e Lucia Gai. Alla loro esperienza si aggiunge la freschezza di altre tredici atlete che vivranno la loro seconda esperienza mondiale Alyssa D’Incà, Gaia Maris, Sara Seye, Francesca Granzotto, Emma Stevanin, Beatrice Capomaggi, Giordana Duca, Vittoria Ostuni Minuzzi, Francesca Sgorbini, Emanuela Stecca, Silvia Turani, Vittoria Vecchini, Beatrice Veronese e di nove esordienti, Alessandra Frangipani, Laura Gurioli, Alessia Pilani, Alissa Ranucini, Desiree Spinelli, Alia Bitonci, Gaia Buso, Giada Corradini e Sara Mannini.
Nello staff anche Michela Merlo, in campo nel 2022 e oggi assistente tecnica di Fabio Roselli.
Infine una curiosità. Per Roselli sarà il suo primo cap, nel senso che quelli inglesi saranno i suoi primi mondiali seniores come capo allenatore.
La sfida è lanciata, ora non resta che vedere il gioco che le Azzurre esprimeranno in campo, partita dopo partita.
L’esordio, al Sandy Park di Exeter con la Francia sabato 23 agosto alle 21.15 italiane, sarà trasmesso in diretta in chiaro su Rai Sport e RaiPlay,
Tags: L'Italia esordirà il 23 agosto subito con la Francia. "Non vedo l'ora" le parole del capitano azzurro Elisa Giordano

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Nota sull’autore: Benedetta Borsani

Sempre in cerca di nuove avventure nasco come giornalista – professionista dal 2015 – e nel tempo mi specializzo anche come fotografa, reporter, videomaker con una passione per gli sport, specie quelli cosiddetti minori. Curiosissima, mi piace autodefinirmi una “news hunter” affamata di storie da raccontare.

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