Io show business del tennis a stelle e strisce cerca da Arthur Ashe un nuovo campione per il ghiotto mercato dei teenagers neri, da coinvolgere come acquirenti e magari come nuovi aspiranti stregoni di uno sport che resta troppo costoso. Frances Tiafoe con la sua storia di povero figlio di immigrati della Terra Leone e un gioco anomalo e d’attacco sembrava quello giusto, con talento innato, sorriso aperto e doti di intrattenitore. Aveva anche fatto capolino nei quartieri alti con le semifinali agli US Open 2022 e 2024 e il numero 10 del mondo del giugno 2023, ma poi s’è placato nella sua fame di successi e, soprattutto, nel fortissimo desiderio di diventare la bandiera del tennis yankee. Più che i centimetri d’altezza ha pagato la mancanza del colpo del ko e comunque di colpi facili, ed ha accusato pesantemente le sconfitte. Finendo per accettare la situazione e scendendo sempre più di livello come prestazioni, risultati, classifica (oggi è numero 30) e fiducia nel suo gioco. Scadendo, peraltro, in atteggiamenti antipatici, al limite della insolenza. Con troppi match persi senza cuore. Perciò, alla soglia dei 28 anni (il 20 gennaio), si trova al bivio decisivo: con quali obiettivi e quale spirito vuole affrontare le ultime 3/5 stagioni? Ne ha parlato nel podcast dell’ex numero 1 e collega USA, Andy Roddick.
MEA CULPA
“Il 2025 non è stato quello che speravo”, ha chiarito senza giri di parole il più giovane campione di sempre – a 15 anni – del prestigioso Orange Bowl under 18 dopo una stagione con 26 partite vinte e 23 perse, con all’occhiello solo la finale persa a Houston, i quarti al Roland Garros e a Washington, tanto da concludere anzitempo gli impegni e rimandare tutto all’anno prossimo. “Avevo bisogno di rifocalizzarmi e costruire nuove abitudini, uscendo dallo schema vacanze a novembre-poche settimane per la preparazione degli Australian Open”. Big Foe sentiva il bisogno di un blocco lungo e concentrato per lavorare su aspetti fisici, tecnici e mentali. “La pausa non è una resa, ma una strategia per tornare più forte. Meglio rigenerarmi completamente piuttosto che spremermi fino al collasso”.
CHIAVI DEL RILANCIO
“Per il 2026 punto al top e ai Majors”. La promessa di Tiafoe punta su alleati insoliti: “L’ascesa degli altri tennisti di punta della mia età coetanei come Tommy Paul, Taylor Fritz e Reilly Opelka nel gruppo USA saranno il mio stimolo più forte”. Ma si ispira anche ai grandissimi del passato recente: “A volte mi domandavo: “Come farebbe ora Rafa (Nadal) al posto mio? E Roger (Federer) invece come reagirebbe davanti a questa situazione?”. Anche se poi, evidenziando un fattore spesso sottovalutato di questo ragazzo dai grandi sorrisi che appare magari superficiale ed effimero ma che invece è capace di pensieri profondi e di dichiarazioni acute, rilancia: “Poi però mi chiedo: è salutare tutto ciò? Non è più giusto vivere la mia realtà come la deve vivere Frances Tiafoe?”. E qui finalmente tocca nell’intimo il ragazzo che ha tanto sofferto quando cercava ogni occasione per imparare il tennis con racchette e abiti usati al centro del Maryland dove papà faceva il custode e lui e il fratello gemello dormivano in una stanza-magazzino. Crescendo da emarginato, magari anche da tennista non è mai uscito veramente da quell’antipatico limbo di troppi perché nella mente.
Tratto da supertennis.tv (foto Luigi Serra)
Articolo apparso su SupertennisTv il 10 Dicembre
