Al Cardiff Arms Park si apre la Super Sunday: le Azzurre cercano la vittoria nel match d’addio della loro leggendaria seconda linea, mentre il Galles gioca il tutto per tutto per salvare l’onore ed evitare il Cucchiaio di Legno.
Il termometro della pressione segna i livelli di guardia al Cardiff Arms Park, dove l’atto conclusivo del Women’s Guinness Six Nations 2026 si appresta ad alzare il sipario su una domenica memorabile. Sarà infatti lo scontro ravvicinato tra Galles e Italia a dare il via alla tanto attesa Super Sunday, un incrocio di destini che promette scintille e un carico emotivo straordinario.
Se da una parte c’è un Galles ferito che balla sull’orlo del baratro per evitare lo spettro dell’ennesimo Cucchiaio di Legno, dall’altra c’è un’Italia matura, conscia dei propri mezzi, ma soprattutto stretta attorno a una delle sue stelle più lucenti: Valeria Fedrighi, pronta a scendere in campo per l’ultima volta di una carriera leggendaria.
Il fronte azzurro
Le Azzurre si presentano nella capitale gallese scortate dai favori del pronostico, con gli scommettitori che si sbilanciano regalando all’Italia un 65% di possibilità di vittoria. È il logico dividendo di una crescita esponenziale, culminata nella clamorosa prestazione con l’Inghilterra, dove le ragazze di Fabio Roselli sono state capaci di schiacciare ben cinque mete alle Red Roses, un’impresa che a livello globale non si vedeva da quasi dieci anni.
Eppure, nello spogliatoio azzurro non c’è spazio per i voli pindarici. Il Capitano, Elisa Giordano, traccia la linea della prudenza con fermezza, ricordando che a questi livelli non esistono scorciatoie: “Sarà facile? No, anzi sarà tra le partite più difficili. Le ragazze sono abbastanza confidenti, ma l’errore c’è, è sempre dietro l’angolo, ma dopo quattro partite abbiamo più confidenza. Loro vorranno forzare il gioco per ottenere calci di punizione e lavorare con il drive. La disciplina sarà dunque fondamentale anche perché per esprimere al meglio il nostro gioco abbiamo bisogno di essere in campo tutte e 15”.
La centralità del fattore disciplina trova sponda immediata nelle parole del C.T. Fabio Roselli, che sa benissimo come l’ambiente di Cardiff possa trasformarsi in una trappola per chi si lascia condizionare dal contorno. Roselli si aspetta una battaglia logorante dal primo all’ottantesimo minuto e chiede alle sue giocatrici di rimanere connesse sull’identità profonda della squadra, senza subire il contesto di uno stadio storicamente caldissimo. Il tecnico fotografa un Galles completo e in rapida evoluzione, solido in mischia ordinata e in touche, con un uso del piede lungo molto efficace e trequarti rapidi. Per scardinare questo assetto, l’Italia si affiderà alla forza del suo collettivo, una rosa cresciuta a tal punto da aver azzerato i confini tra le titolari e una panchina d’impatto, capace di mantenere lo standard prestazionale intatto per tutta la durata del match.
Nemmeno le nuvole gallesi spaventano lo staff tecnico: se dovesse piovere, il campo sintetico garantirà comunque la velocità necessaria per sviluppare il gioco d’espansione azzurro. A fare eco al piano tattico ci pensa l’esperienza di Michela Sillari, pronta a respingere l’urto dei trequarti fisici del Galles in un match che si preannuncia tirato, da giocare punto su punto. C’è anche una questione di orgoglio nazionale da sistemare, ricordando la sconfitta subita dagli Azzurri a novembre su questo stesso prato per 31 a 17; la stampa locale sogna la replica, ma la risposta della mediana azzurra Veronica Madia ai microfoni di Sky spazza via ogni dubbio: “Andiamo in Galles per vincere”.
Il fronte gallese
Sull’altra sponda del campo, la spinta psicologica del Galles somiglia molto a quella di chi non ha più nulla da perdere. La gestione di Sean Lynn è reduce da una striscia pesantissima di 9 sconfitte consecutive nel torneo. Un ulteriore passo falso davanti al proprio pubblico certificherebbe il terzo Wooden Spoon (cucchiaio di legno) consecutivo, un verdetto inaccettabile per l’onore della palla ovale gallese. La strategia delle gallesi è chiara: impostare una sfida ruvida, basata sulla fisicità del pacchetto di mischia e sul logoramento del gioco avversario. La diga difensiva farà perno sul capitano Beth Lewis, che con i suoi 61 placcaggi nel torneo si sta confermando come una delle cacciatrici più temibili della competizione. Coach Lynn prova a guardare oltre la classifica, aggrappandosi ai progressi mostrati nelle scorse settimane per colmare il divario nel ranking mondiale che vede l’Italia avanti di quattro posizioni, puntando a chiudere il Sei Nazioni con una prestazione d’orgoglio.
L’addio azzurro
Galles-Italia rimarrà scolpita nella storia del rugby italiano a prescindere dal risultato sul tabellone. A Cardiff si consuma infatti l’ultimo atto della straordinaria carriera di Valeria Fedrighi, che in settimana ha annunciato il suo ritiro dal rugby giocato, un ritiro che ha scosso lo spogliatoio azzurro, trasformandosi immediatamente in uno stimolo in più per le compagne, come ci ha detto Sillari rievocando l’addio di Barattin a Parma.
Fedrighi stringerà i denti per il suo 72° cap, chiudendo una parentesi monumentale fatta di dieci Sei Nazioni, tre Coppe del Mondo e due edizioni di WXV. Ma il dato che la consegna alla leggenda è il suo palmarès nei club: unica atleta italiana insieme al leggendario Martin Castrogiovanni ad aver conquistato i due campionati più prestigiosi d’Europa, avendo vinto la Premier 15s inglese con i Saracens nel 2018 e il campionato francese con lo Stade Toulousain nel 2022, firmando in entrambi i casi il primo storico titolo dei rispettivi club. Ripercorrendo i motivi di questo passo così importante, la seconda linea azzurra si è confessata serena ed entusiasta per gli ultimi ottanta minuti della sua vita sportiva: “Una scelta ponderata – ha detto – ma non ho nessun rimpianto. Ho dato tutto e darò tutto con il Galles”.
Il palcoscenico è pronto, la storia aspetta solo di essere scritta sul sintetico del Cardiff Arms Park. Il fischio d’inizio è fissato per le ore 13:15 italiane (12:15 locali), con diretta televisiva su Sky Italia (in Italia) e BBC (nel Regno Unito).
Italia
1 Silvia Turani (Harlequins, 51 caps), 2 Vittoria Vecchini (Valsugana Rugby Padova, 45 caps), 3 Gaia Maris (Valsugana Rugby Padova, 46 caps), 4 Valeria Fedrighi (Rugby Colorno, 71 caps), 5 Giordana Duca (Valsugana Rugby Padova, 64 caps),6 Francesca Sgorbini (ASM Clermont Rugby, 41 caps), 7 Alissa Ranuccini (LOU Rugby, 22 caps), 8 Elisa Giordano (capitano, Valsugana Rugby Padova, 82 caps), 9 Sofia Stefan (RCTPM Toulon, 105 caps), 10 Veronica Madia (Blagnac Rugby, 64 caps),11 Alyssa D’Incà (Blagnac Rugby, 39 caps), 12 Sara Mannini (Rugby Colorno, 16 caps), 13 Michela Sillari (Valsugana Rugby Padova, 97 caps), 14 Francesca Granzotto (Exeter Chiefs, 27 caps),15 Vittoria Ostuni Minuzzi (Valsugana Rugby Padova, 48 caps).
A disposizione:
16 Chiara Cheli (Rugby Colorno, 4 caps), 17 Vittoria Zanette (LOU Rugby, 6 caps), 18 Gaia Dosi (Rugby Colorno, 1 cap), 19 Alessandra Frangipani (Villorba Rugby, 15 caps), 20 Beatrice Veronese (Valsugana Rugby Padova, 34 caps), 21 Alia Bitonci (Valsugana Rugby Padova, 14 caps), 22 Emma Stevanin (Valsugana Rugby Padova, 31 caps), 23 Aura Muzzo (LOU Rugby, 62 caps).
Galles
1 Gwenllian Pyrs (Sale Sharks, 55 caps), 2 Kelsey Jones (Gloucester-Hartpury, 56 caps), 3 Sisilia Tuipulotu (Gloucester-Hartpury/Brython Thunder 33 caps), 4 Branwen Metcalfe (Brython Thunder, 5 caps), 5 Georgia Evans (Saracens, 47 caps), 6 Jorja Aiono (Brython Thunder, 4 caps), 7 Bethan Lewis (Capitano, Gloucester-Hartpury/ Gwalia Lightning, 64 caps), 8 Bryonie King (Gwalia Lightning, 16 caps), 9 Keira Bevan (Bristol Bears, 82 caps), 10 Lleucu George (Gloucester-Hartpury, 39 caps), 11 Jasmine Joyce (Bristol Bears/Brython Thunder, 56 caps), 12 Courtney Keight (Sale Sharks/Brython Thunder, 32 caps), 13 Carys Cox (Ealing Trailfinders, 25 caps), 14 Seren Singleton (Brython Thunder, 3 caps), 15 Kayleigh Powell (Harlequins, 32 caps).
A disposizione
16 Molly Reardon (Gwalia Lightning, 16 caps), 10 pts, 17 Maisie Davies (Gwalia Lightning/Bristol Bears, 16 caps), 18 Donna Rose (Saracens, 41 caps), 10pts, 19 Natalia John (Brython Thunder, 50 caps), 20 Alisha Joyce (Brython Thunder/Bristol Bears, 55 caps), 21 Seren Lockwood (Brython Thunder, 8 caps), 22 Hannah Dallavalle (Gloucester-Hartpury, 72 caps), 23 Nikita Prothero (Gwalia Lightning/ Sale Sharks, 1 cap).
Foto di Benedetta Borsani
