Le Nitto ATP Finals rimarranno saldamente a Torino per un altro anno, ma il destino dell’evento dal 2027 al 2030 è ancora tutto da scrivere. La conferma ufficiale della proroga per l’edizione 2026 e l’apertura del dibattito sulla futura sede italiana sono arrivate direttamente da Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), durante la conferenza stampa di fine torneo che si è svolta oggi nel site di Torino insieme al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ed il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
Torino e oltre: la Questione del Post-2026
Il nodo cruciale riguarda il futuro a lungo termine. Binaghi ha chiarito che la decisione sulla città ospitante – se continuare con Torino o spostarsi altrove – non è solo una questione sportiva, ma è strettamente legata a nuovi fattori istituzionali. “Come si deciderà se proseguire con le Finals a Torino o altrove? La manifestazione è dell’ATP, non è nostra. Noi siamo interessati a farne un veicolo per lo sviluppo del tennis in Italia e per i nostri giocatori. L’ATP, ancor più di noi, è interessata che il valore delle Finals possa svilupparsi nel miglior modo possibile.”
Il presidente ha poi introdotto un elemento di novità: il nuovo decreto sport, entrato in vigore nell’agosto scorso, che richiede un confronto approfondito con il Governo. Questo quadro normativo influenzerà ogni successiva valutazione. “C’è un problema nuovo che è stato inserito nell’agosto di quest’anno, il nuovo decreto sport. Con il governo abbiamo parlato nelle ultime ore e ci sarà un confronto nelle prossime settimane. Da ciò discende ogni altro tipo di riferimento.”
Binaghi ha lodato l’operato di Torino e del Piemonte, che hanno superato ogni aspettativa (“Torino e il Piemonte hanno fatto un percorso straordinario che nessuno di noi potesse pensare”), e ha sottolineato che il contributo statale è fondamentale per la sostenibilità e l’espansione dell’evento. L’obiettivo è massimizzare i benefici per il territorio moltiplicando le risorse a disposizione del comitato organizzatore.
Il ruolo degli stakeholder e l’opzione Milano
La scelta della prossima sede dipenderà da una “sintesi” che coinvolge vari attori chiave: Lo Stato: Il supporto governativo è il primo e più importante fattore di sostenibilità. Gli Enti Locali: Le amministrazioni regionali e comunali coinvolte. Gli Sponsor: Il contributo economico del settore privato.
Attualmente, i riscontri per una permanenza a Torino sono positivi, ma la discussione con tutti gli stakeholder non è ancora conclusa.
L’ipotesi più ricorrente per una sede alternativa è Milano, che potrebbe candidarsi forte di un nuovo palazzetto. Tuttavia, Binaghi si è mostrato cauto e focalizzato sulla realtà già consolidata: “Io non conosco, non so e non ho mai visto dove sia il nuovo palazzetto di Milano. Torino invece la conosco come fosse la mia seconda casa dopo questi cinque anni.”
L’Italia sempre più al centro del tennis mondiale
Le Finals non sono l’unico successo del tennis italiano. Binaghi ha ricordato che la nazione ospiterà anche le Final Eight di Coppa Davis per altri tre anni, evidenziando una forza organizzativa senza precedenti. La presenza di un tennista italiano in finale, come Jannik Sinner in questa edizione, è stata definita un sogno irrealizzabile fino a pochi anni fa.”Un italiano in finale è qualcosa che mai abbiamo avuto la forza di sognare… Se il governo lo consentirà noi oggi siamo ricercati da tutti gli organizzatori di tutti gli eventi mondiali, ci sono tante altre possibilità del futuro”.
Il confronto sportivo: Tennis vs. Basket
In chiusura, Binaghi ha replicato con ironia e affetto a Gianni Petrucci, presidente della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) ed ex Presidente del CONI, che aveva espresso il desiderio di vedere il basket consolidarsi come il secondo sport al mondo dopo il calcio.
Binaghi ha riconosciuto il ruolo di mentore di Petrucci e la sua importanza storica per il tennis italiano: “Senza di lui non saremmo qua e non so se ci sarebbe Sinner.”
Riconoscendo la popolarità globale del basket, il presidente della FITP ha ribaltato la prospettiva, sottolineando il miracolo compiuto in Italia: “Quello che dice lui è corretto, il basket dopo il calcio è il secondo sport al mondo. Questo però non fa che rafforzare ciò che facciamo con il tennis in Italia. Nel mondo ci sono calcio, cricket, basket, hockey su prato e poi tennis. Per noi essere riusciti a portare uno sport morto al secondo posto in Italia è un segno di gratificazione.”
Da Torino, Daniele Flavi
