Quando da Bologna guardi verso ovest, una montagna si staglia nel mezzo all’Appennino per via di quegli “scalini” che accompagnano direttamente verso la vetta. Si tratta di Corno alle Scale, 1.945 metri sul mare ad accompagnare gli uomini dall’Adriatico verso il freddo dell’inverno.
Lì l’11 maggio 2004 il Giro d’Italia vive forse la prima giornata decisiva dopo un inizio alquanto scoppiettante. A far parlare di sé sono le gerarchie in casa Saeco Macchine per Caffé dove Gilberto Simoni va a caccia del terzo successo in rosa dopo il trionfo dell’anno precedente.
Nel 2003 lo scalatore di Palù di Giovo ha dominato in lungo e in largo, togliendosi anche qualche sassolino dagli scarpini, ma in questo caso il trentino non ha intenzione di farsi nemici anche per puntare poi a far bene al Tour de France dove è sempre approdato per conquistare qualche tappa.
Stavolta Simoni non vuole scherzi, punta a far classifica alla Grande Boucle, per cui la pratica Giro d’Italia va risolta il più velocemente possibile. Magari proprio già a Corno alle Scale, tuttavia il giorno prima a Pontremoli qualcosa va storto. Il suo gregario, Damiano Cunego, vince in una volata ristretta e inizia a mettere qualche dubbio nel capitano.
Simoni sa però che Corno alle Scale rappresenta l’occasione giusta per ribadire il proprio ruolo e così si aspetta di avere tutta la Saeco a proprio favore. La situazione in effetti sembra mettersi per il meglio considerato l’attacco di Renzo Mazzoleni (Tenax) che parte subito e guadagna fino a sedici minuti di vantaggio.
Il gruppo non gli lascia però scampo e così a quindici chilometri dal traguardo viene ripreso. Prima di iniziare la lunga scalata c’è però ancora tempo per Leonardo Giordani (De Nardi) e Nicola Loda (Tenax) senza che succeda veramente nulla. Ci prova anche Giuseppe Muraglia (Formaggi Pinzolo Fiavè), ma il gruppo non fa altro che allungarsi.
A rompere veramente gli indugi è però Cunego che, a sorpresa, attacca e costringe Simoni a inseguire. Il trentino rientra però subito rispondendo e allungando a sua volta portandosi a casa tappa e maglia rosa con quindici secondi sul veronese e sedici su Franco Pellizotti (Alessio-Bianchi).
Simoni è ora nuovamente in vetta alla graduatoria, ma con soli tredici secondi su Cunego, un distacco che non lascia tranquillo il vincitore uscente che si ritrova ancora una volta di più a fare i conti con un vero e proprio “pericolo” in casa.
