A Cardiff chiude un grande Sei Nazioni e torna sesta nel rancking mondiale.
Nel Super Sunday continentale, il palcoscenico dell’Arms Park di Cardiff si è tinto interamente d’azzurro: l’Italia ha superato il Galles con un netto 43-24 conquistando la terza vittoria complessiva del torneo e blindando un quarto posto che sa di solida realtà, ma soprattutto di grandissimo futuro. Un percorso di enorme spessore tecnico e mentale che merita un’analisi profonda su dove sia arrivato – e dove possa spingersi – il movimento della palla ovale femminile in Italia.
UNA CRESCITA OLTRE I LIMITI STRUTTURALI
La vittoria in terra gallese è stata lo specchio fedele del cammino intrapreso dalle Azzurre sin dall’ inizio del Torneo. Dopo un primo tempo aspro, chiuso sotto di due lunghezze (19-17), la ripresa è stata un vero e proprio monologo italiano, anche nel momento di inferiorità numerica: quattro mete consecutive, un dominio totale al breakdown (12 palloni rubati a 4) e una fluidità di gioco che ha travolto le Gallesi comunque combattive fino all’ultimo minuto di gara. Il valore di questo Sei Nazioni va però pesato andando oltre il tabellino. L’Italia sta portando avanti un’evoluzione straordinaria nonostante un gap strutturale evidente rispetto a corazzate come Inghilterra o Francia, nazioni che beneficiano di investimenti massicci, campionati professionistici iper-strutturati e bacini d’utenza numericamente superiori. Sotto la guida del CT Fabio Roselli, l’Italdonne sta facendo di necessità virtù, accelerando un ricambio generazionale profondo e inserendo forze fresche senza mai perdere l’identità tattica, basata su un gioco al largo “affilato come un fioretto”.
L’APICE DEL TORNEO
Se la vittoria col Galles è il finale perfetto, il vero manifesto del potenziale di questa squadra è andato in scena a Parma con l’Inghilterra. Le Red Roses, dominatrici assolute del ranking mondiale e imbattute nel torneo da anni, hanno dovuto fare i conti con un’Italia fiera e combattiva fino all’ottantesimo. Il finale ha visto le inglesi imporsi 61-33, ma quei 33 punti segnati alle Campionesse del mondo e neo vincitrici del Torneo sono un autentico monumento all’ambizione azzurra. Nessuno, negli ultimi anni, era riuscito a perforare la linea difensiva inglese per ben cinque volte nella stessa partita. Un dato che cancella qualsiasi timore reverenziale e certifica una qualità offensiva di livello internazionale.
LE VOCI DELLE PROTAGONISTE

La conferenza stampa post-partita a Cardiff ha regalato momenti di fortissimo impatto emotivo, guidati dal commosso saluto di Valeria Fedrighi, la seconda linea azzurra che proprio all’Arms Park ha chiuso la sua straordinaria carriera agonistica: “Sono molto orgogliosa di questa squadra perché non mollano mai, mai. Non hanno mai mollato né in campo né fuori.Continuate a seguirle per quello che stanno facendo. Ricordiamoci che siamo state la prima Nazionale capace, dopo anni, di segnare 5 mete all’Inghilterra.”
L’orgoglio della senatrice si sposa perfettamente con il bilancio lucido del capitano Elisa Giordano che sposta l’accento sulla solidità del progetto tecnico: “Siamo estremamente orgogliose. Il piano di gioco prestabilito e l’obiettivo concreto che ci eravamo poste per questo Sei Nazioni è stato pienamente raggiunto. Abbiamo dimostrato consistenza e maturità nei momenti chiave.”
A tracciare la rotta per i prossimi impegni internazionali ci pensa il timoniere azzurro, che guarda già alle sfide che attendono il gruppo in ottica qualificazione alla Rugby World Cup. Il CT Fabio Roselli ha le idee chiarissime su quali siano gli step necessari per migliorare ancora le performance della squadra: “Sappiamo bene dove intervenire e quali sono gli obiettivi per alzare l’asticella. Abbiamo ben chiaro cosa bisogna fare in vista delle prossime occasioni e dei prossimi tornei per dare continuità a questo processo di crescita.”
IL RUOLO DEI MEDIA
C’è stato spazio anche per una riflessione cruciale che chiama in causa direttamente chi il rugby lo racconta. In conferenza stampa, proprio su domanda di un collega, è emerso con forza un passaggio dedicato ai giornalisti e ai media. La crescita del movimento del rugby femminile non può e non deve dipendere solo da ciò che avviene sul campo di gioco. La stampa ha il compito fondamentale di supportare, dare visibilità e valorizzare i sacrifici e i risultati di queste atlete. Raccontare le loro storie, analizzare i loro progressi tecnici senza paternalismo e riempire le pagine sportive con la stessa dignità riservata al settore maschile è il vero motore trainante per attrarre nuovi tifosi, sponsor e, soprattutto, nuove giovani praticanti. Questo Sei Nazioni 2026 si chiude con una certezza: le Azzurre hanno fatto la loro parte sul campo con coraggio e qualità, adesso tocca a tutto l’ecosistema sportivo italiano sostenerne il volo.
La classifica finale del Women’s Six Nations 2026 vede prime le Inglesi con 25 punti seguite dalla Francia a 21, Irlanda 15, Italia 12, Scozia 5 e Galles 3.
