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Sport

Il Governo rilancia i Giochi della Gioventù anche per il 2026, ma è ancora un flop

Da Maurizio Mondoni 20/02/2026

Un'idea bellissima, il recupero di un sogno che si era concretizzato in un successo non si concretizzano nella realtà per una serie di motivi che spieghiamo

Il rilancio dei Giochi della Gioventù in Italia nel 2025 ha incontrato significative difficoltà, evidenziando criticità strutturali nonostante i tentativi di riorganizzazione.
Secondo me, i principali fattori legati al “FLOP” dei Giochi della Gioventù sono:
1) le criticità storiche: anche nei decenni passati, il successo dei Giochi della Gioventù era legato all’impegno di figure specifiche, evidenziando una storica carenza di supporto sistematico da parte dello Stato;
2) i limiti organizzativi e i finanziamenti insufficienti per le Scuole (dalla Primaria alla Secondaria). L’organizzazione si scontra con la carenza di ore di Educazione Fisica a disposizione e la necessità di maggiori risorse per la formazione e l’aggiornamento degli Insegnanti;
3) la carenza di impianti sportivi a disposizione: palestre obsolete, impianti sportivi in disuso, poche attrezzature;
4) molti regolamenti “sui generis” che non promuovono l’attività motoria e sportiva nella Scuola Primaria, ma che l’affossano; per non parlare poi dei Regolamenti nella Scuola Secondaria;
5) i ritardi nelle comunicazione da parte di “Sport e Salute” delle date di inizio, delle trasferimenti e dei Regolamenti;
6) il contesto post-pandemico: i tassi di abbandono sono aumentati dopo la pandemia di Covid-19, aggravando la situazione a causa dell’incertezza delle famiglie e della riduzione dell’attività fisica;
7) un abbandono sportivo (drop out) esagerato tra i 13 e i 18 anni: la pratica sportiva ha subito un crollo di 20 punti percentuali e a 18 anni, meno di un adolescente su 3 pratica attività motoria e sportiva e i tassi di sedentarietà in Italia sono tra i più alti in Europa. Il 30% degli adolescenti italiani smette perché non si “sente portato”, il 28% abbandona per i conflitti con gli impegni scolastici e il 16% lascia per problemi con gli Istruttori e gli Allenatori; altre cause includono la mancanza di divertimento (65,4%) e la percezione dello sport come troppa fatica (24,4%).
Riflessioni
Nell’organizzazione delle diverse fasi dei Giochi della Gioventù nel 2025 (nel 2026 siamo alla stessa stregua), è palesemente emersa una visione dello sport scolastico priva di quei contenuti che potessero far vivere agli studenti un momento realmente educativo e sportivo: un programma decisamente povero e inadeguato all’età degli studenti coinvolti.
Se questa è la visione dello sport scolastico, purtroppo, nei prossimi anni vedremo sempre meno studenti in palestra con un ulteriore incremento nelle statistiche dell’incapacità motoria dei nostri bambini, ragazzi e giovani.
Privare i bambini, i ragazzi e i giovani di contenuti tecnico-motori adeguati è un “delitto educativo” che favorisce l’idea che lo sport scolastico sia solo una “barzelletta”.
Ritorniamo al passato
Ritornare al passato, in questo momento vorrebbe dire riorganizzare lo sport scolastico, mettendo al centro i bambini, i ragazzi e i giovani, qualsiasi sia il loro livello di abilità e dando loro un concetto di sport come allenamento alla vita.
Ritorniamo ai Centri Sportivi Scolastici (CSS) per promuovere l’attività sportiva, i valori educativi e il benessere degli studenti, integrandosi nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF)
I C.S.S. offrono attività extracurricolari, spesso gratuite, per incentivare uno stile di vita sano e inclusivo.
La Costituzione
Inserire nella Costituzione il “diritto allo sport” e trattare i bambini, i ragazzi e i giovani in questo modo, significa distruggere ogni aspettativa e voglia di crescere.
Conclusioni
Questa impostazione ci allontana sempre più dalle altre nazioni europee che danno grande impulso allo sport scolastico “vero”, perché rappresenta un momento educativo molto importante se gestito da persone competenti che sanno valorizzarlo a livello sociale.
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Nota sull’autore: Maurizio Mondoni

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